Def 2017
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Def 2017, la spiegazione dei punti principali

Def 2017, il Consiglio dei ministri ha licenziato il Documento di economia e finanza che imposta le linee guida della politica economica del Governo Gentiloni. L’approvazione del Def è stata decisa in contemporanea all’intervento di riduzione del disavanzo, un decreto legge che prevede disposizioni in materia finanziaria per recuperare poco più di 3 miliardi di euro. Un intervento richiesto dalla Commissione UE per evitare la richiesta di una procedura di infrazione per il mancato rispetto degli impegni comunitari in materia di riduzione dell’indebitamento.  Il decreto legge prevede tra gli interventi principali l’estensione dell’ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti dell’IVA (c.d. split payment) , la cosiddetta rottamazione delle cartelle nelle controversie con l’Agenzia delle Entrate, un aumento della tassazione sulle slot machines così come sulle sigarette. Il presidente del Consiglio Gentiloni ha rimarcato l’assenza di aumenti di prelievo fiscale nel decreto legge di correzione di bilancio così come per quanto riguarda il Def 2017, anche se ciò è vero solo in parte. Le clausole di salvaguardia che hanno garantito l’aumento del disavanzo nelle leggi di bilancio precedenti sono state infatti ancora una volta parzialmente rimandate, con una conferma di un deficit più alto del previsto rispetto all’Obiettivo di medio termine concordato con l’UE. Il Governo auspica infatti un disavanzo di bilancio di 1,8%, rispetto all’1,2 fissato nel Def. Solo così si potrà evitare una riduzione di spese, o l’aumento dell’Iva, capace di far ridurre il deficit in linea con gli obiettivi di bilancio fissati dai Trattati UE. Come scrive lo stesso esecutivo nel comunicato stampa, in merito alle clausole di salvaguardia, tuttora previste per il 2018 e il 2019, il Governo intende sostituirle con misure sul lato della spesa e delle entrate, comprensive di ulteriori interventi di contrasto all’evasione. Tale obiettivo sarà perseguito nella Legge di Bilancio per il 2018. In prospettiva, il Governo avrà un ruolo attivo insieme ad altri partner europei sull’evoluzione delle regole di governance economica comune, in vista di un percorso di aggiustamento compatibile con l’esigenza di sostenere la crescita e l’occupazione. Una formulazione che esprime la speranza di ottenere ancora una volta un rinvio della riduzione del disavanzo. Il Governo ha incrementato la stima del Pil 2017 all’1,1%, mentre prevede che dal 2018 il debito pubblico rispetto al Prodotto interno lordo possa scendere. Ecco la tabella col quadro programmatico e tendenziale fissato dal Def 2017.