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Consip, s’indaga anche su altri depistaggi del capitano dei carabinieri

Le manipolazioni dei carabinieri del Noe emerse finora nell’inchiesta Consip (indicazione di finti agenti 007 e intercettazioni ambientali trascritte male) potrebbero non essere le uniche. È per questo che a Roma il pm Marco Palazzi ha ordinato la rilettura degli atti e chiesto ai militari dell’Arma di riascolare tutte le intercettazioni dei colloqui captati nell’ufficio dell’imprenditore napoletano Alfredo Romeo (accusato di aver corrotto i vertici della centrale acquisti della pubblica amministrazione per ottenere appalti). Spiega Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:

Un segnale chiaro per marcare la diffidenza nelle indagini svolte dal capitano del Nucleo operativo ecologico Gianpaolo Scafarto, accusato di falso ideologico per aver manomesso almeno due prove: aver «alterato» l’intercettazione contro Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo; aver accreditato la possibilità che i servizi segreti stessero «spiando» l’inchiesta.
E tanto basta per riaprire lo scontro con i colleghi della Procura di Napoli che hanno invece «ribadito piena fiducia nell’operato del Noe e confermato la delega» per il filone investigativo che coinvolge Romeo in Campania.

CONSIP, S’INDAGA SU DEPISTAGGI

Sembra dunque aperto uno scontro tra i due uffici giudiziari che avevano trovato un accordo per collaborare. I pm di Napoli e Roma, dopo la trasmissione del fascicolo, avevano fatto sapere che avrebbero continuato ad avvalersi del lavoro dei carabinieri del Noe per gli appalti ottenuti da Romeo in Campania. Ora Palazzo e il procuratore aggiunto Paolo Ielo hanno deciso di fari ripartire l’attività relativa al filone d’inchiesta solo a conclusione della verifica degli atti. Oltre a riascoltare le intercettazioni bisognerà sbobinare numerosi nastri mai ascoltati. Scrive ancora Sarzanini sul Corriere:

Oltre a verificare la corrispondenza delle intercettazioni, bisognerà sbobinare numerosi nastri mai ascoltati e soprattutto accertare che tutte le acquisizioni siano state compiute rispettando la procedura. In particolare si dovrà ricostruire il ritrovamento dei «pizzini» nella spazzatura della Romeo Gestioni, quando Scafarto aveva dichiarato di essere stato «spiato» e pedinato da almeno un agente dei servizi segreti, pur avendo già accertato che si trattava in realtà di una persona residente nel palazzo accanto.

(Foto generica da archivio Ansa)