Wemogee
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Ecco Wemogee, l’app che fa comunicare le persone che non riescono a parlare

Persone affette da afasia o persone con disturbi generici legati all’espressione. Wemogee, l’app progettata da Samsung Italia, in collaborazione con l’agenzia pubblicitaria Leo Burnett Italia, si rivolge proprio a loro, cercando di offrire la possibilità di esprimersi anche a chi non riesce più a farlo. Uno studio tutto made in Italy, che ha portato a elaborare un sistema estremamente efficace e semplice di comunicazione via chat

COME FUNZIONA WEMOGEE

L’app funziona grazie a poche e semplici mosse, ma anche grazie a uno studio molto intenso sia delle esigenza delle persone a cui si rivolge, sia delle modalità più adatte per utilizzarla. Gli sviluppatori hanno associato a oltre 140 frasi una o più emoticons, cercando di riprodurre tutte le espressioni che vengono maggiormente impiegate nell’ambito della comunicazione quotidiana. Le frasi hanno sei settori tematici di appartenenza (vita quotidiana, mangiare e bere, sentimenti, aiuto, attività ludico-ricreative, ricorrenze e celebrazioni) e possono essere agevolmente riprodotte attraverso l’uso delle faccine. 

Non solo. Le persone che non hanno disturbi del linguaggio possono ricevere i messaggi sotto forma di testo e possono rispondere in maniera normale: sarà il software stesso a convertire le loro parole nella sequenza di immagini adatta. Una app destinata a risolvere un vero e proprio bisogno affettivo di pazienti che, a causa dei problemi più diversi, hanno perso la padronanza completa del linguaggio sia orale sia scritto.

UNA ÉQUIPE DI TUTTO RISPETTO PER LO SVILUPPO DI WEMOGEE

“È un progetto in cui abbiamo fortemente creduto – ha detto Mario Levratto, responsabile marketing di Samsung Italia – perché ha un forte valore. Ciò dimostra che la nostra azienda è disposta a investire su tutto ciò che possa risultare utile, perché la tecnologia è un potente strumento di emancipazione e di inclusione sociale”. Il colosso dell’elettronica ha potuto contare su una équipe di supporto di primo piano: sono stati coinvolti, infatti, sia i ricercatori e i docenti di logopedia presso l’Università degli Studi di Milano, sia il reparto di neurochirurgia dell’ospedale Humanitas Gavazzeni sempre nel capoluogo lombardo.

GUARDA IL VIDEO DEL LANCIO DI WEMOGEE

Un esempio che riconcilia con il mondo della tecnologia, troppo spesso perso a rincorrere le trovate più assurde per alimentare il consumismo. Wemogee, invece, restituisce la voce anche a chi, purtroppo, l’ha persa da tempo.