G7 Lucca
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G7 Lucca: la Russia non va isolata, ma deve decidere da che parte stare

È il famoso convitato di pietra di questo G7 dei ministri degli Esteri a Lucca. Vladimir Putin non c’è, ma tutti parlano della Russia e delle prossime mosse del Paese sulla crisi siriana. La riunione dei responsabili della politica estera di Italia, Stati Uniti, Giappone, Francia, Germania, Canada e Gran Bretagna, oltre all’Alto Responsabile UE Federica Mogherini, hanno tracciato un bilancio della due giorni in Toscana, che ha fatto registrare momenti di alta tensione sia attorno al tavolo, sia fuori dal palazzo con gli scontri tra forze dell’ordine e gruppi antagonisti.

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LA POSIZIONE DEL G7 DI LUCCA SULLA CRISI SIRIANA

“Siamo tutti d’accordo – ha detto il padrone di casa Angelino Alfano – che la Russia non possa essere isolata e che l’intervento militare degli Stati Uniti in Siria abbia aperto un nuovo fronte su cui insistere. Non c’è futuro per il Paese con il governo di Assad”. Inoltre, ricorda Alfano, che il G7 non è la sede deliberante per stabilire nuove sanzioni contro la Russia, rispondendo così alla proposta del ministro degli Esteri britannico Boris Johnson lanciata ieri.

Lo sguardo, ora, è necessariamente rivolto all’incontro di domani tra il Segretario di Stato americano Rex Tillerson e il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov (e, forse, direttamente con Putin). “Saranno trattative lunghe e non semplici – ha continuato Alfano -, ma si tratta di una tappa importante per creare una base veramente positiva”.

LE PAROLE DI REX TILLERSON A MARGINE DEL G7 DI LUCCA

Dialogo con la Russia, dunque, ma fino a un certo punto. Se dalle parole del ministro degli Esteri italiano, infatti, era emerso un atteggiamento positivo e unanime nei confronti di Mosca, il Segretario di Stato americano Tillerson lancia il monito a Putin: “La Russia deve finalmente decidere da che parte vuole stare: con i Paesi che la pensano come gli Stati Uniti o con quelli che si comportano allo stesso modo di Assad, dell’Iran o di Hezbollah. Del resto – ha proseguito Tillerson – è chiaro a tutti che il dominio di Assad è a un passo dalla fine”.

(FOTO: ANSA/POOL RICCARDO DALLE LUCHE)