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Di Maio scivolone social sulla Romania: «Importiamo il 40% dei loro criminali, esportiamo lì le nostre migliori imprese»

L’uscita risale a meno di un giorno fa, sul profilo Facebook del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. L’esponente del Movimento 5 Stelle, in riferimento alle parole del Procuratore aggiunto di Messina Sebastiano Ardita al summit di Ivrea (riportate anche in un video di due minuti allegato al post), ha scritto: «L’Italia ha importato dalla Romania il 40% dei loro criminali. Mentre la Romania sta importando dall’Italia le nostre imprese e i nostri capitali. Che affare questa UE!».

Di Maio, poi, ha continuato: «Siccome in Italia la politica non ha mai voluto far funzionare la giustizia, anzi molto spesso l’ha sabotata volutamente, noi stiamo attraendo delinquenti, mentre le nostre imprese scappano dove i sistemi giudiziari sono più efficienti: come in Romania!». Il post ha sollevato una serie di commenti diretti contro il vice-presidente della Camera, accusato da alcuni utenti di Facebook di essersi reso protagonista di un’uscita infelice. 

I COMMENTI AL POST DI DI MAIO

Alcuni hanno invitato l’esponente del Movimento 5 Stelle a prendere in considerazione la percentuale di lavoratori onesti che arrivano nel nostro Paese e che non appartengono certo agli ambienti della criminalità organizzata. Altri hanno sottolineato come le affermazioni del vice-presidente della Camera possono essere interpretate in maniera offensiva – viene anche utilizzata l’espressione “razzista” – nei confronti dei cittadini provenienti dalla Romania, messi in un unico calderone con su l’etichetta della malavita.

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Non mancano, poi, gli utenti che – per loro stessa ammissione – hanno votato per il Movimento 5 Stelle ma che si dichiarano pentiti della loro scelta di fronte ad affermazioni come questa. Sottolineano che le affermazioni del procuratore aggiunto di Messina (la fonte del post di Di Maio, con tanto di numeri sulle segnalazioni delle migrazioni fornite dalle autorità rumene) possono anche essere sostanzialmente corrette, ma che è sbagliato utilizzarle in questo modo per cavalcare l’onda populista e racimolare qualche consenso elettorale in più.

(FOTO: ANSA/ ANTONINO DI MARCO)