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I delitti in Italia diminuiscono, ma non ce ne accorgiamo. Parola di ministro e Polizia

I delitti in Italia diminuiscono, ma non ce ne accorgiamo, perché abbiamo una percezione sbagliata, e siamo smarriti e spaventati. È il messaggio che più volte in queste settimane stanno inviando i vertici delle istituzioni del nostro Paese. Oggi il capo della Polizia Franco Gabrielli a Roma, nel discorso tenuto in occasione del 165esimo anniversario della nascita della Polizia, ha affermato: «Nel 2016 c’è stato un calo della delittuosità dell’8,6%, un trend che si è consolidato anche nei primi mesi del 2017. Ma nonostante ciò il reale stato della sicurezza «non coincide con la percezione di una comunità che si sente spesso smarrita e spaventata».

 

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NUMERO DELITTI IN ITALIA IN CALO, GABRIELLI: «NEL 2016 -8,6%»

Alla base di questa percezione di insicurezza ha spiegato – «così confilggente con la sicurezza rilevata», ci sono altri fattori: «Il degrado di molte città» e, anche, «la sensazione di precarietà che una lunga crisi economica ormai decennale ha sempre più acuito». Ecco perché – ha detto ancora Gabrielli – la Polizia è chiamata ad uno sforzo maggiore, facendo della presenza sul territorio la «mission» primaria.

NUMERO DELITTI IN ITALIA IN CALO, MINNITI: «A GENNAIO -23,2%»

Si tratta di un dato simile a quello già fornito alla Camera dei deputati dal Ministro dell’Interno Marco Minniti. Lo scorso 15 marzo, rispondendo in Aula ad un’interrogazione parlamentare di Fratelli d’Italia su «iniziative per contrastare la diffusione dell’illegalità e del crimine nelle città» il titolare del Viminale ha evidenziato che la criminalità diffusa è naturalmente oggetto di costante attenzione» da parte del ministero «quale insieme di fenomeni che contribuiscono notevolmente alla percezione di insicurezza». E ha aggiunto:

Come si riscontra frequentemente, tale percezione registra indicatori difformi rispetto ai dati reali. Infatti, confrontando il 2016 con l’anno precedente, abbiamo registrato una diminuzione generale della delittuosità pari al 9,4 per cento; un confronto più ravvicinato relativo al mese di gennaio 2016, rispetto a quello del 2017, restituisce percentuali ancora più nette, pari al 23,2 per cento in diminuzione.
La percezione di insicurezza, tuttavia, emerge soprattutto nelle aree metropolitane, ma evidentemente non solo in quelle, quale condizione derivante da situazioni ambientali complesse, non riconducibili necessariamente o esclusivamente a fenomeni criminali.

Insomma, il governo, forte dei dati sul calo dei reati, difende la propria azione. Minniti ricorda la riforma del reato penale che aumenta la pena per tutti i reati predatori e altri interventi per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, previsti dalla legge di Stabilità 2016, che affidano ai comuni l’elaborazione di progetti. Ma non tutti sono d’accordo, e sostengono – come ha fatto l’onorevole Edmondo Cirielli rispondendo al ministro alla Camera – che molti cittadini non denunciano più i fatti accaduti.

(Foto: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)