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Cosa sappiamo (finora) di Igor, il killer di Budrio

Dagli omicidi all’ultimo nascondiglio. Dalla capacità di nascondersi tra i rovi al numero degli uomini impegnati. Ecco cosa sappiamo finora di Igor, il killer che il primo aprile ha ucciso un barista a Budrio (Budrio) e sabato scorso una guardia venatorio a Portomaggiore (Ferrara), ora super ricercato nei pressi di Molinella.

 

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COSA SAPPIAMO DI IGOR IL RUSSO KILLER DI BUDRIO

Il soprannome. Igor è detto ‘il russo’ ma probabilmente non è un cittadino del Paese ex sovietico. Quella ‘russa’ è un’identità che lui stesso avrebbe coltivato in Italia negli anni scorsi, confermata da diversi atti giudiziari.

I dubbi sull’identità. L’Interpol ha svelato agli inquirenti italiani che le impronte dell’uomo che si fa chiamare Igor Vaclavic corrispondono a quelle di un cittadino serbo schedato dalla polizia di Belgrado. Igor quindi non sarebbe russo ma probabilmente proveniente dalla Serbia, e non avrebbe alle spalle nessun passato da militare, come invece raccontato ai complici delle rapine compiute tra il 2007 e l’estate del 2016.

Il carcere. Igor è finito in carcere dopo esser stato arrestato nel maggio del 2016 con l’accusa di rapina ai danni di agricoltori, che erano stati minacciati con arco e frecce, nelle province di Ferrara e di Rovigo. In quel periodo ha messo a segno cinque colpi.

La ferocia. Igor è considerato un criminale estremamente feroce. Le rapine dello scorso anno sono state compiute con divisa da ninja, con feretra sulle spalle, coltello legato ad una gamba e bandana nera in testa. Chi lo ha conosciuto lo considera capace di sopravvivere anche in condizioni estreme, di dormire nel fango, di nascondersi in covi introvabili. Il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato ha spiegato che si tratta di una persona «estremamente pericolosa», che «bisogna avere prudenza nel muoversi» e «fare attenzione alle persone che si incontrano».

Il primo delitto. Igor è sospettato di aver ucciso con un colpo di pistola durante un tentativo di rapina il barista 52enne Davide Fabbri. Il delitto è avvenuto a Riccardina di Budrio, in provincia di Bologna, nel retrobottega del locale della vittima. Stando a quanto emerso finora Igor è entrato nel bar con il volto coperto, armato di un fucile e di una pistola. Fabbri sarebbe stato colpito al petto nel corso di una colluttazione con il malvivente. Il killer aveva minacciato di morte anche la moglie del marito, rimasta illesa.

La caccia. La caccia al killer è cominciata subito dopo l’uccisione del barista. Nelle operazioni sono attualmente impegnati circa mille uomini di Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato e altri militari (anche dell’Aeronautica), molti appartenenti a reparti specializzati in operazioni di emergenza. Ci sono anche paracadutisti, tiratori scelti, unità cinofile, sentinelle, perfino negoziatori pronti ad intervenire in caso il ricercato riuscisse a prendere ostaggi. Ci sono numerosi blocchi stradali: alle rotonde, agli incroci, davanti ai bar, nei pressi di casolari.

Il secondo delitto. Igor è probabilmente responsabile anche di un secondo omicidio, avvenuto sabato 8 aprile a Portomaggiore, in provincia di Ferrara, dove è stato freddata una guardia provinciale volontaria, il 62enne Valerio Verri. Un collega di Verre, Marco Ravaglia, è rimasto ferito. I due avevano avvicinato il killer credendolo un pescatore di frodo. Lui ha aperto il fuoco senza proferire parola.

Il luogo. Igor si trova molto probabilmente nella zona tra le province di Ferrara e di Bologna. Prima dell’omicidio di Budrio del primo aprile era stato notato a bordo di una bicicletta elettrica nel Ferrarese. Sabato 8 aprile, invece, poco dopo l’uccisione della guardia venatoria due carabinieri lo hanno incrociato in una viuzza di campagna di Molinella, in provincia di Bologna. Lui li ha visti ed è fuggito con un borsone. Proprio Molinella è diventato il quartier generale della caccia. L’area da coprire è di almeno 20 km.

Il nascondiglio. Uno dei cani da ricerca ieri ha segnalato la presenza di Igor lungo un percorso nella zona rossa di Molinella. Grazie al fiuto dell’animale è stato anche scoperto un giaciglio tra rovi dove l’uomo ha probabilmente trascorso qualche ora di riposo. La traccia del bandito si sarebbe poi persa arrivando a una strada asfaltata.

Il cibo. A bordo del Fiorino che Igor ha abbandonato dopo aver ucciso Verri (il furgone era stato rubato poche ore prima) sono state trovare frutta e verdura rubata tra i campi.

Le armi. Dopo aver ucciso Verri, Igor ha rubato la pistola della guardia e il caricatore di riserva. Ora il killer gira con quell’arma, una calibro 9, e l’altra sfilata alla guardia venatoria ferita, una calibro 12. Con sé avrebbe almeno 40 colpi.

L’allerta. Alle persone che vivono o si trovano nelle zone delle ricerche viene consigliato, in caso di un avvistamento, di non intervenire direttamente, ma di segnalare tempestivamente quanto scoperto alle forze di polizia.

(Foto: Ansa / Carabinieri)