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Rosy Bindi lascia la politica: «Ventitré anni sono abbastanza. E il Pd è di un uomo solo»

«Fare politica non è un mestiere. A fine legislatura lascio il campo». È quanto annuncia la deputata Pd e presidente della Commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi, 66 anni, due volte ministro, ex presidente Pd. In un’intervista rilasciata ad Antonello Caporale per Il Fatto Quotidiano spiega che si dedicherà agli studi, tornando al vecchio amore per la teologia:

Ogni cosa che ha inizio poi finisce.   Ho lavorato in questo Palazzo per ventitré anni, e prima ancora altri cinque a Strasburgo. La passione mi ha tenuta viva e integra. Fare politica non è un mestiere, ed è impossibile servirla senza quel fuoco che arde. Finita questa legislatura lascerò il campo.   In pochi riescono a smettere.   In genere attendono che gli elettori indichino la porta. La vita è più e meglio di ciò che facciamo, per quanto onorevole e gratificante. Vorrei dedicarmi agli studi, tornare al mio vecchio amore per la teologia. E poi viaggiare un po’. Come dice Romano Prodi, finora sono stata in tutti gli aeroporti del mondo. Ho girato tanto ma visto poco. Lasciare è sempre traumatico, e i primi mesi possono far male. Ma non mi ritirerò a vita privata. Maria Eletta Martini e Tina Anselmi finché hanno potuto si sono impegnate. E io vedo un gran bisogno di formazione alla politica e di ricostruzione delle reti associative.

ROSY BINDI LASCIA LA POLITICA E CRITICA IL PD DI OGGI

Da Rosy Bindi non è mancata una critica al Pd di Matteo Renzi:

Ho lasciato una casa incompiuta e ora la ritrovo un po’ diroccata. Il Pd come si è visto non funziona se si trasforma in un carro al seguito dell’uomo solo al comando. Non era nato per stare tutto il tempo ad applaudire il leader ma per essere la sintesi di diverse culture: socialista, cattolica, ambientalista, liberale. Se riprende quella strada, forse avrà vita.

(Foto: ANSA / MAURIZIO DEGL’INNOCENTI)

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