Igor Vaclavic
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Caccia al killer di Budrio. Uccisa una guardia volontaria e ferita un’altra

Gli inquirenti ritengono che possa esser lui: Igor il russo avrebbe ucciso un’altra volta. Sembra sua la firma sulla sparatoria di ieri sera che ha ucciso una guardia volontaria e ferito un agente a Portomaggiore, nel Ferrarese. Dopo aver sparato contro il barista Davide Fabbri l’uomo, ancora ricercato, avrebbe freddato Valerio Verri, 60 anni, guardia volontaria e ferito il collega Marco Ravaglia.

IGOR VACLAVIC E LA FUGA ANCORA A PIEDI

Secondo la dinamica l’uomo, fermato per un controllo casuale, è sceso dal Fiorino, avrebbe disarmato Ravaglia, poi ucciso Verri e ferito lo stesso Ravaglia. Poco dopo la sparatoria Vaclavic è stato intercettato dai Carabinieri tra Marmorta e Molinella, nel Bolognese, al confine con la provincia di Ferrara, ma ha abbandonato il mezzo ed è fuggito a piedi per i campi.

Il Corriere della Sera racconta il dolore degli amici di Verri, che lascia una figlia:

«Valerio era una persona speciale, sempre disponibile, generoso, quando poteva raccoglieva fondi per altre associazioni di volontariato», lo ricorda adesso Sandro Righetti della sezione Federcaccia di Portomaggiore. «Era un uomo stimato da tutti qui in paese — prosegue Righetti «Disponibile e generoso, dedicava il suo tempo agli altri», dicono gli amici aveva deciso di dedicare il suo tempo agli altri e alla natura perché lo faceva stare bene fare qualcosa di utile per gli altri: era questa la sua vita». Verri lascia una figlia.
La notizia degli spari e della sua morte si è diffusa in un attimo, rimbalzata dal passaparola degli attivisti della Pro Loco, che da queste parti è un centro di aggregazione irrinunciabile. E adesso sono loro, gli amici della Pro Loco, che stanno sommergendo di messaggi di incoraggiamento su Facebook Marco Ravaglia, la guardia provinciale rimasta ferita, che dopo la paura iniziale sembra fuori pericolo, assistito dalla moglie Cinzia, con cui è sposato da cinque anni.
Il tam tam sui social è continuo: «Forza Marco». «Non fare lo stupido». «Siamo tutti con te, non farci preoccupare». «Fratello tieni duro». «Dai collega». L’ultimo messaggio arriva in dialetto: «Tien bota».

(In copertina Igor Vaclavic, ricercato per varie rapine nel ferrarese, sospetatto della rapina della pistola alla guardia giurata di Consandolo (Ferrara) con somiglianze con l’omicida di Davide Fabbri a Budrio (Bologna). ANSA/CARABINIERI)