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Calcio, passaporti falsi: coinvolti giocatori di serie A. Perché tutti vogliono diventare italiani

Un precedente simile accadde già nel 2001: una nuova ondata di falsificazione dei passaporti ha investito il calcio italiano ed europeo. I carabinieri di Castello di Cisterna hanno arrestato un ufficiale di stato civile del comune di Brusciano, nella provincia di Napoli, e il titolare di un’agenzia di pratiche di Terni, nell’ambito di un giro di passaporti falsi dietro compenso di denaro che vede coinvolti anche diversi giocatori di calcio e di calcio a 5 che militano nella massima serie di alcuni campionati europei. Per i due, le accuse sono corruzione, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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I NOMI DEI CALCIATORI COINVOLTI NELL’INCHIESTA SUI PASSAPORTI FALSI

Nomi noti del calcio, si diceva. Tra gli indagati coinvolti ci sarebbe il giocatore del Palermo Bruno Henrique, ma anche quello del Monaco Gabriel Boschilia e diversi altri calciatori della serie A e della serie B brasiliana e della serie B portoghese. L’indagine comprende anche molti atleti del calcio a 5 che militano in formazioni della serie A italiana come il Ferrara Kaos Futsal, Rieti e Pescara.

Perché tutti questi giocatori brasiliani avrebbero puntato a ottenere la cittadinanza italiana? La vicenda va letta in parallelo rispetto alle norme di tesseramento nei club europei di calcio e di calcio a 5. Innanzitutto, bisogna considerare la regola del massimo numero di extracomunitari per ogni club professionistico. In Italia, questo insieme di norme ha subito un irrigidimento che ha portato alcune squadre a cercare delle “soluzioni alternative” per aggirare il problema. Inoltre – e questo vale specialmente per il ramo dell’inchiesta legato al calcio a 5 -, la Figc aveva aumentato, al termine della scorsa stagione, il numero minimo di giocatori italiani (otto, tra quelli cresciuti nei vivai, gli under 21 e i calciatori azzurri di età maggiore) da tesserare obbligatoriamente in squadra. Le ipotesi investigative degli inquirenti, dunque, vertono anche su questo aspetto che poteva essere risolto con l’acquisizione del passaporto italiano.

IL PRECEDENTE DEL 2001

La vicenda ricorda da vicino quanto accaduto nel 2001, quando alcuni nomi celebri del calcio internazionale come Alvaro Recoba, Juan Sebastian Veron e Dida e altri 12 calciatori di serie A alzarono il polverone sulla naturalizzazione di calciatori stranieri. Nulla ha a che fare, invece, con le recenti pratiche che hanno portato al rilascio del passaporto italiano per il calciatore della Roma Emerson Palmieri e per le possibili chiusure positive delle pratiche di Amadou Diawara (Napoli), Federico Fazio (Roma) e Alex Telles (ex Inter).