#CarbonaraDay
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#CarbonaraDay, celebra la ricetta, evita le imitazioni: 3 consigli sul piatto più amato dai millennials

Un anno fa, l’Italia intera era percorsa da un brivido mentre scorrevano sul web le immagini del sito francese Demotivateur che offriva la sua proposta di “carbonara perfetta”. Esattamente dopo 365 giorni, gli amanti di uno dei piatti della tradizione enogastronomica del Bel Paese si rifanno lanciando il #CarbonaraDay, un evento che si svilupperà prevalentemente su Twitter e che ha come scopo quello di offrire spunti e suggerimenti sulla vera ricetta e sulla storia di un primo da antologia della tavola. L’evento è stato organizzato dall’IPO (International Pasta Organization) e da Aidepi (Associazione Industrie Dolce e Pasta). 

RICORDATE IL VIDEO DELLA CARBONARA DEGLI ORRORI?

Dalle 12.00 alle 14.00 e dalle 19.00 alle 21.00, sono attesi migliaia di tweet e di post che celebreranno la carbonara, una sorta di giornata riparatrice rispetto allo sdegno suscitato da qualsiasi falsa imitazione. Diciamo la verità: chi non si è profondamente arrabbiato vedendo un pacco di farfalle Barilla (a proposito, l’azienda si dissociò immediatamente dai transalpini autori del video), una manciata di pancetta e una spropositata quantità di cipolla venire torturate per 15 minuti (“a fuoco lento”) nello stessa pentola e in due dita d’acqua? E come non gridare allo scandalo, vendendo un tuorlo d’uovo adagiato nel piatto soltanto a preparazione ultimata, insieme a delle scaglie di un formaggio a caso e dei mazzetti di prezzemolo buttati lì, in una sorta di collage degli orrori?

Il #CarbonaraDay vuole riportare tutti sulla retta via. E allora, ecco tre consigli su un primo che, secondo un recente sondaggio Doxa, è il piatto del cuore dei Millennials, un successo senza tempo e senza età, che affonda le sue radici nelle storie di emigrazione e di povertà vissute dal nostro Paese e che entra di prepotenza anche nella società del benessere, resistendo alle tentazioni dei fast food e della cucina molecolare.

LA RICETTA DELLA CARBONARA PERFETTA

Innanzitutto, la ricetta perfetta. Solo il grasso del guanciale, niente olio, e divieto assoluto di usare aglio o cipolla. Il tuorlo d’uovo deve essere rigorosamente amalgamato con il pecorino, per creare una crema dalla consistenza giusta senza il bisogno di aberranti aggiunte come panna o besciamella. Poi la pasta, spaghetti possibilmente, che deve entrare nel condimento e non viceversa, per evitare clamorosi “effetti omelette” a causa di uova troppo cotte.

I POSTI MIGLIORI DOVE GUSTARE LA CARBONARA

Secondo consiglio, i migliori ristoranti dove assaporare una carbonara d’autore. Ovviamente, Roma è dominatrice incontrastata della top-10: successi unanimi sono raccolti da Pipero al Rex, da Roscioli a Campo de’ fiori e da Arcangeli, nel cuore di Prati. Ma il suggerimento è senz’altro quello di andare a riscoprire il gusto della “carbonara ignorante” (non un’offesa, ma un complimento) delle trattorie, delle tovaglie a quadretti bianchi e rossi, degli stornelli e della simpatia. In questi posti, la carbonara può addirittura essere migliore di quelle proposte dagli chef stellati.

CHE VINO AFFIANCARE ALLA CARBONARA?

Infine, il vino. Il gusto deciso del piatto richiama un contrasto più soft nella scelta della bevanda. Forse, la scelta di un rosso non è proprio quella migliore. Meglio convergere, allora, su un vino bianco. Ancora una volta, è il territorio a darci un suggerimento: la carbonara, uno dei piatti romani per eccellenza, va benissimo a braccetto con un Frascati DOCG. Miscela di sapori e di profumi da Dolce Vita.

(foto copertina Ansa/Zumapress Jessica J. Trevino/Detroit Free Press/TNS)