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La rivincita di Apple: aggiusti lo schermo da altri rivenditori? Ti blocco l’iPhone

La peggiore delle vendette trasversali, che ha mandato su tutte le furie i clienti Apple australiani. La casa di Cupertino – secondo quanto riporta l’agenzia Reuters – avrebbe bloccato migliaia di iPhone e di iPad di consumatori che si erano rivolti a rivenditori non ufficiali per aggiustare gli schermi dei loro telefoni cellulari e dei loro tablet. Nella tarda giornata di ieri, l’Australian Competiton and Consumer Commission, un’autorità indipendente del governo che ha il compito di monitorare il mercato e i consumatori, ha presentato un ricorso al tribunale dello Stato.

L’ASSOCIAZIONE DEI CONSUMATORI AUSTRALIANI CONTRO L’APPLE

I fatti risalgono a un periodo di tempo compreso tra settembre 2014 e febbraio 2016: l’azienda americana avrebbe disabilitato i telefoni di migliaia di clienti attraverso l’istallazione di un software. Quando i consumatori, che non riuscivano più a utilizzare i loro iPhone, chiedevano spiegazione all’azienda, invitando a ripristinare le funzioni dei loro device, la Apple rispondeva che non era loro competenza trovare un rimedio alla situazione.

In una nota, Rod Simes, presidente dell’Australian Competition and Consumer Commission, ha dichiarato: “I diritti dei consumatori, in base alla legge del nostro Paese, devono essere assolutamente garantiti, indipendentemente dalle persone a cui ci si rivolge per eseguire operazioni di riparazione. Non è possibile estinguere questi diritti soltanto perché i clienti hanno scelto di rivolgersi a terzi per riparare i loro telefoni”. Dall’altra parte, invece, la Apple che è stata sollecitata nel fornire una spiegazione sull’accaduto, ha preferito non commentare attraverso i suoi canali ufficiali.

Secondo le richieste dell’autorità garante dei consumatori australiani, inoltre, sarebbe discutibile anche la modalità con cui Apple ha bloccato i telefoni cellulari dei suoi clienti. L’istallazione del software attraverso un aggiornamento costituirebbe “un comportamento fuorviante e ingannevole nei confronti dei consumatori”.

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Sembrerebbe dunque iniziata una vera e propria guerra degli iPhone, insomma. La cosa certa è che la Apple sopporta molto poco l’intrusione di altri soggetti nel suo rapporto con il cliente. Sul resto, starà alla corte australiana che si occupa di concorrenza sul mercato stabilire se la fattispecie costituisce o meno un comportamento illecito.

(foto copertina ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI)