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Strage gas Siria: i morti sono 86, di cui 20 bambini. E Trump cambia idea su Assad

Si aggrava il bilancio delle vittime dell’attacco di martedì nella provincia di Idlib in Siria, in cui sarebbero state utilizzate armi chimiche. Secondo l’Osservatorio Siriano per i diritti umani i morti sarebbero 86, di cui 30 bambini e 20 donne.

STRAGE GAS SIRIA, LE POSIZIONI DI POTENZE OCCIDENTALI E RUSSIA

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, riunito in urgenza per discutere del bombardamento sulla cittadina siriana di Khan Sheikhun, ha rinviato il voto di una eventuale risoluzione di condanna, in modo da negoziare una posizione accettabile per la Russia, che detiene il potere di veto e difende il regime di Damasco sotto accusa. Secondo diplomatici del Palazzo di Vetro, il testo presentato da Usa, Francia e Gran Bretagna potrebbe essere votato oggi.

Mosca ha finora respinto la bozza di risoluzione di condanna presentata dalle potenze occidentali, bollando i resoconti dell’attacco come «falsi». Per il Cremlino, che ha difeso il presidente Bashar al-Assad, il bombardamento condotto dall’esercito siriano ha colpito un grande deposito di armi chimiche in mano ai terroristi.

 

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STRAGE GAS SIRIA, LA LINEA DEGLI USA

Sulla Siria si registra intanto un cambio di linea di Donald Trump (anticipato ieri dall’ambasciatrice americana all’Onu Nikki Haley, che ha intimato azioni unilaterali Usa durante la riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza). «Quando l’Onu continua a fallire nel compiere il suo dovere collettivamente, ci sono momenti in cui gli Stati sono costretti ad agire per proprio conto», ha ammonito Haley, alzandosi in piedi e mostrando le foto strazianti dei bambini morti nell’attacco. «Quanti bambini dovranno morire prima che la Russia se ne preoccupi», ha attaccato. «C’è una sola verità – ha rincarato – Assad, la Russia e l’Iran non hanno interesse nella pace». Assad – sono state invece la parole di Trump durante una conferenza stampa – «è andato ben oltre la linea rossa» con un indicibile «affronto contro l’umanita». E poi: «Quello che è successo è inaccettabile per me. Non dico che farò questo o quello. Quello che farò lo vedrete», ha dichiarato il presidente, senza chiarire quale sarà la risposta Usa.

Lo scenario odierno in Siria è simile a quello del 2013 quando il presidente Assad usò armi chimiche contro la sua gente uccidendo circa 1300 persone. Allora presidenza degli Stati Uniti c’era Barack Obama, che fu ad un passo dal lanciare raid aerei in Siria ma venne fermato dal Congresso che votò contro l’intervento militare. Il presidente allora autorizzò la Cia ad armare i ribelli siriani per combattere Assad. La coalizione a guida Stati Uniti ancora oggi continua a fornire ai ribelli il loro supporto di intelligence, training ed equipaggiamenti. Gli Usa sono intervenuti in Siria con raid aerei contro l’Isis, come avvenuto anche in Iraq, ma mai direttamente contro il regime.

(Foto da archivio Ansa)