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LGBT, discriminazione sul lavoro: storica sentenza della Corte d’Appello federale di Chicago

Tutto è partito dal caso di Kimberly Hively, una docente dell’Ivy Tech College di South Bend nell’Indiana, a cui è stato sempre negato il colloquio per accedere a un posto a tempo indeterminato per il fatto di essere omosessuale. La Corte d’Appello federale di Chicago, ieri, ha riconosciuto nella fattispecie un caso di discriminazione sul lavoro a causa dell’orientamento sessuale. 

Si tratta di una decisione a suo modo storica, un vero e proprio spartiacque nel diritto statunitense. In passato, infatti, qualsiasi corte d’appello federale non aveva riscontrato alcun caso di discriminazione per la comunità LGBT negli ambienti di lavoro. La legge, infatti, vieta le disparità di trattamento in base alla razza, al colore della pelle, al sesso o alla nazione d’origine, ma non menziona esplicitamente “l’orientamento sessuale”.

LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA SULLA DISCRIMINAZIONE LGBT SUL LAVORO

Da ieri, tuttavia, la questione è più netta. La Corte d’Appello federale di Chicago, infatti, ha fatto passare il provvedimento dopo una votazione con 8 giudici favorevoli e 3 contrari. La motivazione, firmata dal giudice supremo Diane Wood, infatti, sottolinea come “in base al senso comune, attualmente è impossibile discriminare sulla base dell’orientamento sessuale senza discriminare anche sulla base del sesso”.

Non sono mancate le polemiche da parte di coloro che erano contrari all’introduzione di questa forma di discriminazione sul posto di lavoro. Soltanto qualche settimana fa, infatti, aveva fatto molto discutere la decisione della Corte d’Appello federale di Atlanta che non aveva riconosciuto il caso di Jameka Evans, presa di mira sul posto di lavoro “perché non era solita vestirsi come conviene a una donna”.

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Ma la sentenza di Chicago, ora, è destinata a segnare una vera e propria linea di confine con il passato: “La Corte d’Appello federale – ha dichiarato Greg Nevins del Lambda Legal che si batte per riconoscere i diritti della comunità LGBT – ha seguito l’opinione pubblica: il 90% degli americani crede che gli impiegati omosessuali debbano essere giudicati sul loro posto di lavoro per quelle che sono le loro capacità e non per quello che sono o per le persone che amano”. 

FOTO (Nikolas Georgiou via ZUMA Wire)