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San Pietroburgo e la storia dell’uomo con la barba spacciato per terrorista

Succede. Specialmente quando nelle ore convulse dopo un attentato vengono diffusi fermi immagini e foto senza prima l’individuazione dei sospetti. L’uomo con la barba spacciato da diversi media come l’attentatore di San Pietroburgo, non c’entra nulla con l’esplosione in metro. Lo riporta l’agenzia Interfax citando fonti della polizia. L’uomo, additato per ore come terrorista, si è presentato da solo in commissariato. Risulta estraneo all’attacco.

SAN PIETROBURGO: ILYAS NIKITIN, L’ UOMO CON LA BARBA SPACCIATO PER TERRORISTA

Ilyas Nikitin si è visto all’improvviso comparire sui siti di mezzo mondo. Preoccupato si è rivolto subito a una stazione della polizia dichiarandosi estraneo all’attacco. La polizia, dopo le dovute verifiche, lo ha rilasciato. La sua storia la racconta molto bene Shaun Walker per il Guardian. Le disavventure per il povero Nikitin, che i media russi hanno bollato come un ex soldato russo che aveva combattuto in Cecenia, non sono finite.  Dopo che la polizia lo ha rilasciato l’uomo è  salito su un volo diretto a Mosca per raggiungere la sua città natale, Orenburg. Per via però di quelle foto on line è stato rifermato, un’altra volta. «I passeggeri hanno detto all’equipaggio che c’era un uomo a bordo che somigliava esattamente al ricercato per la bomba a San Pietroburgo», ha raccontato un portavoce della compagnia aerea Rossiya all’agenzia di stampa russa RIA Novosti. L’uomo è stato portato fuori dall’aereo e consegnato alla polizia. I passeggeri a bordo sono stati a loro volta ricontrollati. «Non è chiaro quando Nikitin riuscirà a tornare a casa», spiega Walker sul Guardian. Il giornalista spiega come questo non sia stato l’unico errore sui media russi. L’ultimo sospettato (a  sua insaputa) è lo studente kazako Maxim Aryshev, 21 anni, spacciato come terrorista quando in realtà è una vittima che ha perso la vita nell’attacco in metro.