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Cosa è il patto delle tribù della Libia

Il governo Gentiloni si è fatto garante, venerdì scorso, di un accordo fra le varie tribù in Libia, che non solo riguarda le coste libiche ma anche i confini con Ciad, Algeria e Nigeria. Perché l’Italia? Perché questo accordo può esser utile nel contrastare e arginare il fenomeno migratorio proveniente dall’Africa.
Il patto tra le tribù Tebu e Suleiman – spiega Grazia Longo su La Stampa – è avvenuto alla presenza dei Tuareg e del vice premier libico Ahmed Maitig, con la supervisione del ministro Marco Minniti.

Sullo sfondo dell’intesa appena raggiunta non ci sono, infatti, regole e codici tradizionali, ma quella diplomazia del deserto basata sulla fiducia e sulla mediazione personale. E ora se ne raccolgono i
frutti. Sul fronte libico meridionale, l’Italia interverrà con mezzi e risorse per la formazione
del personale. «Sarà operativa una guardia di frontiera libica – annuncia il numero uno del Viminale – per sorvegliare
i confini a Sud della Libia, su 5000 chilometri di confine. Mentre a Nord, contro gli scafisti sarà operativa la
guardia costiera libica, addestrata dalle nostre forze, che dal 30 aprile sarà dotata delle 10 motovedette che stiamo finendo
loro di ristrutturare».

(in copertina foto ANSA/GUARDIA COSTIERA)