Il governo, la sacralità della vita e la sicurezza sul lavoro

23/03/2009 - Incidenti e morti sul lavoro saranno presto un ricordo: il governo sta scrivendo nuove norme sulla sicurezza che risolveranno alla radice il problema. Naturalmente, quello degli imprenditori furbetti che violano le leggi e fregano i loro concorrenti onesti Perché in

     
 

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Incidenti e morti sul lavoro saranno presto un ricordo: il governo sta scrivendo nuove norme sulla sicurezza che risolveranno alla radice il problema. Naturalmente, quello degli imprenditori furbetti che violano le leggi e fregano i loro concorrenti onesti

Perché in Italia, come sanno tutti, c’è il gravissimo problema della sicurezza. Il governo Berlusconi, sempre attento al bene dei cittadini, per la sicurezza dei nostri quartieri ha ridotto i fondi per quei fannulloni pubblici dipendenti della Polizia e ha istituito le ronde: problema risolto. Anche se molto meno importante, c’è pure la questione della sicurezza sul lavoro. In Italia muoiono ogni anno oltre 1.300  persone: è il paese con più morti sul lavoro d’Europa. E gli incidenti sul lavoro coinvolgono ogni anno più di 900 mila persone. Anche se parte di queste morti bianche si deve a incidenti stradali di chi  si reca al  lavoro, il problema è serio. Ne parla spesso anche il presidente Napolitano.

Può un governo tanto sensibile al tema della vita, tanto da considerarla sacra sin dal suo concepimento, anche quando l’essere umano si è ridotto a poco più di un vegetale tenuto in vita artificialmente da macchinari, restare insensibile a questo vero e proprio grido di dolore, a questa mattanza, a questa piaga sociale? No, non può. Per questo il presidente [[Berlusconi]] e i suoi ministri si sono riuniti per giorni e giorni, hanno studiato la questione nei minimi dettagli, ed hanno trovato la soluzione.

Perché è triste vedere famiglie rovinate per sempre per colpa della sicurezza sul lavoro. Famiglie di poveri innocenti furbacchioni che, solo per aver assunto delle persone a nero o aver risparmiato il possibile nella loro dotazione di sicurezza, truffando lo Stato e gli imprenditori onesti, possono perdere anche migliaia di euro o addirittura essere costretti a chiudere la loro preziosa attività. Il governo ci si è messo d’impegno, e con la legge 133 ha introdotto tante semplificazioni, riducendo le sanzioni per chi ricorre al lavoro nero e riducendo anche i limiti per l’uso del lavoro notturno.

Ma non è stato sufficiente. Purtroppo gli incidenti hanno stranamente ricominciato ad aumentare. Nuovi studi approfonditi, finché la geniale mente dell’eccellentissimo presiedente del senato Schifani ha trovato il colpevole: la responsabilità degli incidenti sul lavoro è di quei padri di famiglia distesi in una pozza di sangue sul selciato. Sì, sono proprio i lavoratori i veri responsabili degli incidenti e delle morti sul lavoro. Sono quasi sempre degli iscritti all’unico sindacato rimasto, la Cgil, o ai partiti di opposizione, che si gettano di proposito dalle impalcature, veri e propri kamikaze sacrificati da sindacalisti e politici senza scrupoli, con l’unico obiettivo di denigrare l’operato del governo.

Per risolvere definitivamente il problema si è allora pensato di abolire la Cgil. Sarebbero così spariti anche il problema del precariato, dell’aumento della cassa integrazione, dalla disoccupazione. Ma il governo Berlusconi ama la democrazia e pensa che la vita sia sacra. E poi sono anni che gli operai non vanno più in paradiso, e fornire truppe al nemico poteva dar dispiacere al vaticano, e non è sembrato opportuno. Ecco allora la decisione assumere – come previsto dal governo precedente – più ispettori del lavoro. Naturalmente, trattandosi di pubblici dipendenti e quindi fannulloni, per non farli affaticare troppo il governo ha anche deciso di ridurre il numero delle ispezioni e dei controlli. Non si sa mai: qualcuno meno svogliato avrebbe potuto persino trovare delle irregolarità, e con questa crisi così dura non è proprio il caso.

Ma il ministro del Welfare [[Maurizio Sacconi]] è un generoso, un entusiasta, e non si accontenta di così poco. Sta  preparando altre grandi novità per dare una definitiva soluzione al problema della sicurezza sul lavoro. Infatti, sta predisponendo normeintegrative e correttive” ai provvedimenti in materia di sicurezza del lavoro, quale “ideale completamento del processo di riforma intrapreso“, per arrivare ad un nuovo testo unico sulla Sicurezza che venga incontro alle esigenze di tanti bravi padri di famiglia.

Per rendere il lavoro davvero sicuro da morire, le nuove norme prevedono una drastica riduzione dei casi di arresto dell’imprenditore che non rispetta le norme di sicurezza, anche nei casi di aziende ad elevato rischio industriale (quelle sottoposte alla direttiva Seveso): centrali termoelettriche, impianti e installazioni dove è presente il rischio di radiazioni ionizzanti, fabbriche di esplosivi, miniere con più di 50 addetti, cantieri temporanei con più di 200 uomini-giorno e attività che espongono a gravi rischi biologici, ad agenti cangerogeni e all’amianto. Perché, come dice Sacconinon è certo introducendo la sanzione dell’arresto che si realizza l’obiettivo di innalzare i livelli di tutela negli ambienti di lavoro“.

A questo fine è molto meglio rimproverare il lavoratore distratto, o sgridare la moglie e i figli (se lui nel frattempo fosse morto), facendogli promettere di non farlo più. E per i più indisciplinati, il licenziamento in tronco. Sempre per risolvere definitivamente la questione della sicurezza sul lavoro, le ammende saranno anche notevolmente ridotte, i doveri delle imprese e la disciplina dei casi di violazione delle norme sulla sicurezza allegerite. E la sospensione dell’attività imprenditoriale sarebbe estremamente limitata: ci vorrebbero almeno tre gravi violazioni o la ripetizione in un biennio di un’identica grave violazione per prevedere la possibilità che l’imprenditore venga arrestato.

Con Sacconi si va sul sicuro. Il ministro smentisce quei farabutti che lo accusano di smantellare così il sistema dei controlli sul lavoro. Anche per lui la vita è sacra, come ricordano quelli che lo videro impegnato per fermare la famiglia Englaro. Sa di avere l’appoggio di tutti gli uomini e le donne di buona volontà: Giulio Tremonti, [[Emma Marcegaglia]] e Barbablù. Sa che ci sono già celebri coppie, come Mimi e Cocò, Topolino e Minnie, Bonanni ed Angeletti pronti a scondinzolargli a fianco. Così, pieno di entusiasmo, ha scritto per festeggiare il remake di una bella canzone, “Chi non lavora non fa l’amore, e chi lavora ogni tanto muore“. Sarà un grande successo. E non si fermerà: sta anche scrivendo un libro, “Lavorare stanca..e ogni tanto uccide“, dedicato a quei poveri perseguitati dei dirigenti della Thyssen Krupp.

Buon tutto!

     
 

14 Commenti

  1. Comicomix scrive:

    @Enrico/Lelith/Pietro:
    Grazie, seguo con interesse il vostro “dibattito”, e sono lieto di averlo in qualche modo “stimolato”

    Io aggiungo questo: le norme in preparazione, a meno che il testo non venga modificato, tendono non solo a ridurre drasticamente i casi di arresto (che diventano facoltativi) ma RIDUCONO anche le sanzioni pecuniarie.
    SE a ciò si unisce la programmata riduzione di ispezioni e controlli, che l’effetto sia un messaggio di minore attenzione al tema della sicurezza mi sembra palese.

    Ovviamente, il tema è molto complesso e non è che solo lasciando l’arresto o aumentando i controlli (a meno di non farlo in modo draconiano) che si otterrebbero risultati stratosferici.

    Ma un messaggio di maggiore tolleranza sociale al tema, che è quello che si lancia in questo modo, quello c’è. A meno, ripeto, di stravolgimenti totali del testo.

    Un sorriso a tutti

    C.

  2. Lelith scrive:

    io ogni caso al di là dell’ipotesi attualmente presa in questione la linea del governo è quella della “mano libera” per gli imprenditori e della massima impunità possibile.
    Questo sin da 1994 quando furono ridotte le sanzioni per i reati connessi all’inquinamento ambientale, fu fatto un bel condono edilizio ed uno fiscale e tante altre menate. Oggi si parla di liberalizzare gli aumenti di cubatura e ridurre i “lacciuoli” della sicurezza che sono notoriamente il motivo principale per il quale le imprese italiane hanno person competitività nel mondo.

  3. Comicomix scrive:

    @markus:
    di solito sono buono, e anche con te non farò eccezione.

    Noi di Giornalettismo siamo così idioti da mettere un link che SMENTISCE il contenuto del nostro articolo. Per questo mettiamo (correttamente) il link dove il ministro dice che queste anticipazioni sono “superate dal testo di successive elaborazioni”. per permettere ai guardiani della verità di smentirci. Pensa quanto siamo democratici (e fessi)

    Ciò nonostante, scriviamo (anche se lo Scrabocchio è una rubrica “satirica”, quindi portata per definizione a dire la verità in modo “rozzo”) comunque (ultimo capoverso: “Con Sacconi si va sul sicuro. Il ministro smentisce quei farabutti che lo accusano di smantellare così il sistema dei controlli sul lavoro. Anche per lui la vita è sacra….”) anche le opinioni contrarie alle nostre tesi. Perchè anche nel far ridere siamo comunque corretti.

    La cosa che è vera, è che ci sono tanti che a far ridere sono molto più bravi di noi.
    E anche a raccontarci (o raccontarsi?) favole

    Buon tutto, anche stavolta non replicherò oltre perchè (al contrario di altri, evidentemente) ho parecchie cose da fare, tra un cazzeggio e l’altro..

    :-)

  4. Pingback: riflessioni di fine corsa «

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