Incidenti e morti sul lavoro saranno presto un ricordo: il governo sta scrivendo nuove norme sulla sicurezza che risolveranno alla radice il problema. Naturalmente, quello degli imprenditori furbetti che violano le leggi e fregano i loro concorrenti onesti

Perché in Italia, come sanno tutti, c’è il gravissimo problema della sicurezza. Il governo Berlusconi, sempre attento al bene dei cittadini, per la sicurezza dei nostri quartieri ha ridotto i fondi per quei fannulloni pubblici dipendenti della Polizia e ha istituito le ronde: problema risolto. Anche se molto meno importante, c’è pure la questione della sicurezza sul lavoro. In Italia muoiono ogni anno oltre 1.300 persone: è il paese con più morti sul lavoro d’Europa. E gli incidenti sul lavoro coinvolgono ogni anno più di 900 mila persone. Anche se parte di queste morti bianche si deve a incidenti stradali di chi si reca al lavoro, il problema è serio. Ne parla spesso anche il presidente Napolitano.
Può un governo tanto sensibile al tema della vita, tanto da considerarla sacra sin dal suo concepimento, anche quando l’essere umano si è ridotto a poco più di un vegetale tenuto in vita artificialmente da macchinari, restare insensibile a questo vero e proprio grido di dolore, a questa mattanza, a questa piaga sociale? No, non può. Per questo il presidente [[Berlusconi]] e i suoi ministri si sono riuniti per giorni e giorni, hanno studiato la questione nei minimi dettagli, ed hanno trovato la soluzione.



Cosa faranno, manderanno nei cantieri i militari affinché impediscano ai morti sul lavoro di lamentarsi?
che schifo
E se un eccesso di tutela facesse crescere la quota di operai che realmente si distraggono?
Son serio.
direi che è una teoria smentibile applicando un minimo di buon senso
@Enrico
La sicurezza sul lavoro è un metodo di lavoro che impedisce o limita gli incidenti prevedibili (ovviamente) quindi non è una tutela a prescindere.
Esempio: Vietato sostare sotto carichi sospesi.
Questo dovrebbe evitare che il carico cadendo possa schiacciare chi sosta sotto lo stesso.
Se fatta bene la sicurezza sul lavoro migliora l’efficienza e la produttività se non fatta su carta ma in fabbrica
@Loska
Che schifo.
@Enrico:
Uhm, non so. Tutto può essere, ma mi sembra come dire che mettersi la cintura di sicurezza in auto aumenta le probabilità di avere un incidente.
@Lelith e strababaus:
Grazie mille per il vostro intervento.
@tuti:
Un sorriso…di corsa!
Le procedure le capisco e le approvo ma non capisco alcuni provvedimenti restrittivi sulle macchine.
Esempio le fotocellule piazzate per bloccare la marcia quando si oltrepassano. E se la fotocellula non scatta per un qualsasi motivo? Te lavori convinto che tanto si bloccherà ma magari un muletto l’ha urtata o il software di gestione è ko e ci rimetti una mano. La sicurezza sul lavoro deve essere soprattutto formazione secondo me. Che comunque non basta.
In azienda capitano infortuni nonostante corsi, scarpe, caschetti, fotocellule, ringhiere e lampeggianti. Per eliminare gli infortuni l’unica è non lavorare.
Strababaus: ottimo esempio. E se dopo il corso e l’attestazione uno continua a star sotto perché dice che altrimenti non ha la giusta prospettiva?
la vita è bella perchè è varia e come dice il detto l’uomo propone e dio dispone, ne consegue quindi che possa certo capitare che un operaio resti strangolato dal laccio del suo casco.
Tuttavia possiamo dire che la statistica tende ad indicare che il casco sia un presidio di sicurezza. Penso di non esagerare ipotizzando che per ogni operaio che muore strangolato dal proprio casco qualche migliaio salvi la vita grazie al suddetto casco.
La risposta al dubbio di enrico penso quindi possa essere data dalla statistica.
Poi assolutamente d’accordo sul fatto che la sicurezza è anche un problema di formazione (se io ti dò il casco spaziale ma non ti spiego come attivare il sistema di sicurezza fermatempo-piegaspazio non ho otterrò grandi risultati). Purtroppo però la formazione, soprattutto ai liveli più bassi della piramide lavorativa, non fa parte della nostra cultura del lavoro. Per un imprenditore edile fare formazione a lavoratori presi a noleggio, al nero o precarissimi non ha alcun senso. Tempo e soldi buttati. tanto quando l’operaio cade dall’impalcatura lo si porta in campagna e lo si lascia sul bordo della strada e risolti i problemi della sicurezza sul posto di lavoro.
E che cavolo sono operai mica embrioni, non pretenderanno certo che i politici muovano le masse per tutelare le loro vite!
Al dubbio di Enrico si può rispondere anche con un osservazione puramente tecnica.
Il 99% dei dispositivi di sicurezza conformi alle normative sono costruiti in modo da permettere la marcia di un apparecchiatura solo se il dispositivo è funzionante.
Cioè un guasto o una modifica qualsiasi del dispositivo arresta l’apparecchiatura, idem un malfunzionamento del software di gestione.
Quindi dove c’è un dispositvo di sicurezza il rischio di infortunio si riduce, salvo il caso di volontaria esclusione della sicurezza, atto che, molti non sanno, è punibile col licenziamento dalla maggior parte dei CCNL.
Il problema delle normative sulla sicurezza è che spesso sono astratte e quindi portano troppo spesso ad una serie di adempimenti formali che poi sono l’unica cosa che viene effettivamente controllata.
Sul fatto che la galera serva a poco sono abbastanza d’accordo, 30 ani di lavoro nell’industria chimica mi hanno convinto che dove ci sono controlli e dove il datore di lavoro viene meso davati all’alternativa tra intervenire per eliminare i rischi o pagare una grossa multa le cose migliorano decisamente.
Dove invece si interviene a posteriori mettendo in galera un po di gente i feriti e i morti non si riducono.
Grazie a tutti delle risposte.
@lelith
Impresa edile: dovrei chiedere ad un amico che lavora nel campo ma non sono sicuro che la formazione delle squadre dipenda dall’imprenditore edile. O meglio: deve formare i suoi dipendenti (di solito una squadra o due) e non le squadre a chiamata a cui subappaltano il lavoro che sono entità slegate dalla realtà “aziendale”. Mi pare vada così ma vado a ricordo e c’ho una testa bacata, sorry!
@pietro
d’accordo con te. Il punto, la cosa che mi fa incavolare, è che le norme di sicurezza sembrano fatte per dar lavoro ad ispettori che non sanno niente del lavoro che vengono a certificare come sicuro e trovano problemi astrusi giusto per pararsi il culo (se capita qualcosa io gliel’avevo detto). Ho una reggiatrice che avevamo recintato lasciando 30-40 cm di spazio in basso (mi pare per comodità nello smontaggio durante le manutenzioni ma non ricordo) e abbiamo dovuto smontare tutto e rimettere una gabbia fino a terra perché un ispettore ha detto che qualcuno poteva strisciare sotto finché la macchina è in movimento. La cosa ,oltre al maggior esborso(non potevi dirlo prima?), allunga i tempi di manutenzione per un’eventualità che dire remota e poco e chiamare demenziale è il giusto.
La formazione poi vien fatta da regolamento ogni tot mesi. Dal magazziniere all’ultimo degli operatori viene fatto un ripasso delle procedure e alla fine test scritto per certificare la comprensione. Utile, per carità, ma le stesse cose non venivano fatte con l’apprendistato quando questo istituto era una cosa seria?
Sull’articolo che citi di Repubblica – il giornale voce della sinistra e di Padron De Benedetti, che ha pubblicato l’altroieri un titolone completamente falso ed inventato su Almunia (http://antikom.myblog.it/archive/2009/03/23/come-nasce-una-bufala-in-rete-chi-da-il-via-come-si-propaga.html)-
c’è scritto:
“il ministero smentisce: “Il decreto è ancora in fase di redazione, nulla di definitivo…
Tanto che alcune indiscrezioni riportate dalle agenzie sono già superate da successive elaborazioni, ancorchè non definitive”
@Enrico/Lelith/Pietro:
Grazie, seguo con interesse il vostro “dibattito”, e sono lieto di averlo in qualche modo “stimolato”
Io aggiungo questo: le norme in preparazione, a meno che il testo non venga modificato, tendono non solo a ridurre drasticamente i casi di arresto (che diventano facoltativi) ma RIDUCONO anche le sanzioni pecuniarie.
SE a ciò si unisce la programmata riduzione di ispezioni e controlli, che l’effetto sia un messaggio di minore attenzione al tema della sicurezza mi sembra palese.
Ovviamente, il tema è molto complesso e non è che solo lasciando l’arresto o aumentando i controlli (a meno di non farlo in modo draconiano) che si otterrebbero risultati stratosferici.
Ma un messaggio di maggiore tolleranza sociale al tema, che è quello che si lancia in questo modo, quello c’è. A meno, ripeto, di stravolgimenti totali del testo.
Un sorriso a tutti
C.
io ogni caso al di là dell’ipotesi attualmente presa in questione la linea del governo è quella della “mano libera” per gli imprenditori e della massima impunità possibile.
Questo sin da 1994 quando furono ridotte le sanzioni per i reati connessi all’inquinamento ambientale, fu fatto un bel condono edilizio ed uno fiscale e tante altre menate. Oggi si parla di liberalizzare gli aumenti di cubatura e ridurre i “lacciuoli” della sicurezza che sono notoriamente il motivo principale per il quale le imprese italiane hanno person competitività nel mondo.
@markus:
di solito sono buono, e anche con te non farò eccezione.
Noi di Giornalettismo siamo così idioti da mettere un link che SMENTISCE il contenuto del nostro articolo. Per questo mettiamo (correttamente) il link dove il ministro dice che queste anticipazioni sono “superate dal testo di successive elaborazioni”. per permettere ai guardiani della verità di smentirci. Pensa quanto siamo democratici (e fessi)
Ciò nonostante, scriviamo (anche se lo Scrabocchio è una rubrica “satirica”, quindi portata per definizione a dire la verità in modo “rozzo”) comunque (ultimo capoverso: “Con Sacconi si va sul sicuro. Il ministro smentisce quei farabutti che lo accusano di smantellare così il sistema dei controlli sul lavoro. Anche per lui la vita è sacra….”) anche le opinioni contrarie alle nostre tesi. Perchè anche nel far ridere siamo comunque corretti.
La cosa che è vera, è che ci sono tanti che a far ridere sono molto più bravi di noi.
E anche a raccontarci (o raccontarsi?) favole
Buon tutto, anche stavolta non replicherò oltre perchè (al contrario di altri, evidentemente) ho parecchie cose da fare, tra un cazzeggio e l’altro..
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