Obama espelle 35 «spie» e sanziona le agenzie russe. Il Cremlino aspetta Trump

30/12/2016 di Andrea Mollica

Gli Stati Uniti hanno sanzionato la Russia per le attività di hackeraggio e spionaggio condotte negli ultimi mesi. L’amministrazione Obama ha emesso un ordine di espulsione per 35 diplomatici, chiudendo due locali utilizzati dalle agenzie di intelligence russe, Ksb e Gru. Dal Cremlino è arrivata una dura risposta in termini verbali, ma è prevalsa l’attesa per le scelte del nuovo presidente Donald Trump.

Il presidente russo Vladimir Putin – come riferito in comunicato – ha deciso di «non espellere» i diplomatici americani in risposta alle azioni di Washington. La Russia si è dunque riservata «il diritto» di rispondere agli Stati Uniti senza scendere al livello di una «diplomazia irresponsabile».

DAGLI USA SANZIONI LA RUSSIA: ESPULSI 35 AMBASCIATORI

Dopo settimane di dibattito l’amministrazione di Barack Obama ha deciso di sanzionare la Russia, dopo che sia la Cia che l’Fbi hanno confermato come gli agenti di Putin abbiano deliberatamente cercato di influenzare le presidenziale statunitensi. Le sanzioni prese sono particolarmente significative: 35 esponenti del corpo diplomatico russo hanno 72 ore di tempo per lasciare gli Stati Uniti. Sono state spiccate sanzioni contro individui per le loro attività di spionaggio, quattro funzionari dei servizi segreti di Difesa Gru, tra i quali c’è il capo dell’agenzia Igor Valentinovich Korobov, e le società che hanno collaborato con le agenzie di intelligence per aver danneggiato la fornitura di servizi in settori strategici, aver manomesso computer e network informatici, così come aver tentato di influenzare il regolare processo democratico delle elezioni Usa.

LA RISPOSTA DELLA RUSSIA: LISTA DI 35 DIPLOMATICI USA «NON GRATI»

In un primo momento un portavoce del Cremlino aveva evidenziato come la Russia avrebbe risposto in modo appropriato alle sanzioni degli Stati Uniti, rimascando come la decisione fosse stata presa da un presidente a poche settimane dell’abbandono del suo incarico (20 gennaio). Qualche ora più tardi su Twitter, il profilo dell’ambasciata della Russia nel Regno Unito ha preso in giro Barack Obama ritraendolo come un’anatra zoppa, in allusione al suo imminente addio alla Casa Bianca.

 

Usa Russia sanzioni

Il primo ministro russo Dmitri Medvedev ha poi espresso rammarico per le sanzioni. «È un peccato che l’amministrazione Obama, che ha iniziato il suo mandato con il ripristino della cooperazione con la Russia si stia concludendo con un’agonia anti-russa. RIP», ha scritto su Twitter. Medvedev ha anche inviato al presidente Putin – lo ha riferito ministro degli Esteri Serghei Lavrov citato dalla Tass – una lista di 35 diplomatici Usa da dichiarare persona non grata, 31 a Mosca e 4 a San Pietroburgo. «Agiremo secondo il principio di reciprocità», ha sottolineato. Il ministro degli Esteri russo propone anche di vietare agli Usa l’uso «di due strutture a Mosca».

«Noi, naturalmente, non possiamo lasciare senza risposta insulti del genere, la reciprocità è la legge della diplomazia e delle relazioni con l’estero», ha spiegato ancora il ministro degli Esteri Lavrov. «Così, il ministero e i funzionari di altre autorità russe, hanno suggerito al presidente russo di dichiarare ‘persona non grata’ 31 dipendenti dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Mosca e 4 diplomatici del consolato generale a San Pietroburgo». «L’amministrazione uscente di Obama – è un’altra dichiarazione al vetriolo di stamattina di Lavrov citato dalla Tass – sta accusando la Russia di tutti i peccati mortali e sta cercando di dare la colpa a noi per il fallimento delle sue iniziative di politica estera. L’accusa che Mosca si celava dietro i tentativi d’interferire con l’elezione del successore di Obama «ha portato alla sconfitta del candidato democratico», ha aggiunto il ministro russo.

Infine, è arrivato il comunicato del Cremlino che ha deciso di «non espellere» i diplomatici americani in risposta alle azioni di Washington.

LA REAZIONE DI DONALD TRUMP DOPO LE SANZIONI USA ALLA RUSSA

Le sanzioni alla Russia sono state commentate anche da Donald Trump, che ha auspicato come presto gli Stati Uniti si potranno dedicare a cose più importanti. Dopo averle minimizzate nelle settimane scorse, il presidente non ancora in carica ha annunciato che si confronterà con Fbi e Cia in merito. Un portavoce di Barack Obama ha rimarcato come il nuovo presidente potrà cancellare le sanzioni via ordine esecutivo, però come una simile misura avrebbe poco senso. Un commento che ha trovato una prima conferma dalla leadership congressuale repubblicana. Il presidente della Camera dei Rappresentanti Paul Ryan, così come i senatori McCain e Graham, hanno definito tardive le sanzioni, criticando aspramente la Russia per l’interferenza effettuata negli Usa, e attaccando Obama per la sua fallimentare politica estera nei confronti di Mosca.

(Foto di copertina: EPA / ALEXEI DRUZHININ / SPUTNIK / KREMLIN MANDATORY CREDIT)

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