Di Maio ha aiutato Virginia Raggi nella cacciata di Minenna e Raineri dalla giunta di Roma

Virginia Raggi Luigi Di Maio

ll vicepresidente della Camera ha scaricato i super tecnici che aveva trovato per l'amministrazione di Roma

Nel dossier del magistrato Carla Raineri, per poche settimane capo di gabinetto della giunta Raggi a Roma, sono contenute diverse rivelazioni sulla crisi dell’amministrazione capitolina vissuta alla fine dell’estate. Quando Virginia Raggi ha deciso di liberarsi del duo dei tecnici Raineri e Minenna, il super assessore al Bilancio, Luigi Di Maio ha avallato questa decisione, negando così l’appoggio a due personalità trovate dallo stesso vicepresidente della Camera.

LUIGI DI MAIO E LA CRISI DELLA GIUNTA RAGGI

La giunta Raggi ha vissuto il suo momento più difficile a inizio settembre, quando l’assessore al Bilancio, con la decisiva delega alle Partecipate, Marcello Minenna. Un tecnico della Consob, molto stimato, che era stato contatto da Luigi Di Maio per dare autorevolezza alla giuna Raggi. Minenna, scrive La Repubblica, si sarebbe convinto ad accettare un incarico verso cui aveva molti dubbi ponendo due condizioni al vicepresidente della Camera: una delega più pesante rispetto al solo Bilancio, e la nomina del magistrato Carla Raineri come capo di gabinetto. Un altro tecnico di spessore, accettato dalla Raggi su pressione di Di Maio.

LUIGI DI MAIO SCONFESSA L’ACCORDO CON MARCELLO MINENNA

L’autorevolezza di Minenna e Raineri hanno però subito messo in difficoltà le persone più vicine al sindaco Raggi, come Raffaele Marra e Salvatore Romeno, mostrando come la giunta fosse divisa sin dall’inizio. Dopo settimane di convivenza impossibile Raggi ha scelto di cacciare i due tecnici, trovando l’appoggio di Di Maio. Il vicepresidente della Camera avrebbe così sconfessato l’intesa siglata con Marcello Minenna, che ha saputo dell’addio alla Raineri quando era in vacanza, tra l’altro con Carla Ruocco,importante parlamentare del M5S. Minenna, dopo duri scambi di accuse con Di Maio via sms, ha così deciso di lasciare l’incarico.

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