I 5 stelle e Beppe Grillo se la prendono con BuzzFeed: «Una fake news»

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Sul blog dell'Elevato si attacca l'inchiesta sulla cyber guerra a opera dei grillini: «Buzzfeed dovrebbe fare un articolo sulla libertà di stampa in Italia»

Oh no. Si torna ancora sull’argomento. Buzzfeed ha fatto una inchiesta dove rilancia i presunti legami tra la propaganda web M5S aiutata da siti che sostengono la voce del Cremlino. Sulla stessa linea di quello che fu il lavoro di Jacopo Iacoboni il sito estero ha riscosso un notevole successo. Successo che pare aver irritato i gruppi M5S a Camera e Senato:

L’articolo di Buzzfeed pubblicato ieri rilancia le teorie complottiste pubblicate dalla Stampa che si sono eclissate dopo l’articolo di Bechis su Beatrice Di Maio / Titti Brunetta. Il M5S ha i suoi account social ufficiali, il suo sito ufficiale e il suo blog ufficiale, così i suoi portavoce. Altri siti o account social non ufficiali non sono riconducibili al MoVimento 5 Stelle, come ha dimostrato il caso Beatrice Di Maio.
Gli eletti del M5S negli ultimi mesi hanno incontrato centinaia di figure istituzionali di paesi stranieri, tra cui quello russo, sia La Stampa sia Buzzfeed hanno omesso questo piccolo particolare. Le accuse di fare propaganda pro Cremlino o di diffondere notizie false è ridicola. In Italia i produttori di bufale sono i giornali tradizionali e l’unica propaganda che fanno è quella pro Renzi e pro Pd. Buzzfeed dovrebbe fare un articolo sulla libertà di stampa in Italia visto che il nostro Paese è al 77° posto nella classifica di Reporter senza Frontiere ed è considerato parzialmente libero.

Tralasciando la scoperta di Bechis su Titti Brunetta oltre a suggerire come fare giornalismo i 5 stelle smentiscono anche la storia dei contratti:

Un’altra bufala riportata da Buzzfeed è che i parlamentari M5S abbiano firmato un contratto con la Casaleggio Associati. I due giornalisti che firmano l’articolo dovrebbero correggere immediatamente almeno questa frase e scusarsi tramite una nota con i lettori per aver diffuso questa informazione falsa e che avrebbe richiesto solo un attimo di attività di verifica per non essere pubblicata, così come tutto il resto dell’articolo.

Infatti, stando alle cronache di qualche tempo fa, si tratta non di un contratto con la Casaleggio ma di un codice di comportamento più avanti derubricato a codice etico.
Come a Roma e per il Parlamento europeo. No?

(ANSA/ANGELO CARCONI)