De Luca show. Il presidente della Campania attacca tutti | VIDEO

vincenzo de luca

Il governatore senza freni nel corso di un incontro a Scampia: «Di Maio? Fino a tre anni fa prendeva la paghetta dal padre», «Il voto di scambio? Scherzavo con un amico sindaco... hanno chiamato le Nazioni Unite»

Vincenzo De Luca senza freni. Intervenuto ieri in una scuola di Scampia, l’Itis Galileo Ferraris, insieme al deputato Giovanni Palladino e al presidente della VIII municipalità del Comune di Napoli Apostolos Paipais, il presidente della Regione Campania non ha evitato frecciate ad avversari e detrattori, a pochi giorni dalle polemiche per l’audio in cui invitava un gruppo di sindaci a sfruttare ogni mezzo (clientele comprese) per sostenere il ‘Sì’ al referendum costituzionale del 4 dicembre.

 

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DE LUCA: «VOTO DI SCAMBIO? SCHERZAVO CON UN AMICO SINDACO… POI HANNO CHIAMATO LE NAZIONI UNITE»

«In un’assemblea come questa, alla fine – ha affermato il governatore ritornando sulle critiche ricevute -, per non essere eccessivamente palloso, ho detto ad un mio amico, sindaco di Agropoli: sei un maestro di clientela… porta a votare la gente… se non vengono magari offri una frittura di calamari al porto… Incredibilmente il giorno dopo… interrogazioni parlamentari… voto di scambio… hanno chiesto l’intervento della Commissione Antimafia, delle forze armate, le Nazioni Unite, l’Alleanza Atlantica…». «Non posso, non posso… – ha poi continuato De Luca invitando i suoi sostenitori alla calma – arriviamo rilassati al 4 dicembre poi… siamo in un Paese in cui una persona che cerca di essere normale deve essere oggetto di aggressioni infami».

 

 

DE LUCA: «DI MAIO? UN MITO… FINO A TRE ANNI FA PRENDEVA LA PAGHETTA PER LA BIRRA E LA PIZZA»

Nel corso dell’intervento non sono certamente mancati i consueti sfottò agli esponenti del Movimento 5 Stelle. De Luca ha definito il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio «noto sfaccendato». «Si candida a fare il presidente del Consiglio ma non ha mai lavorato in vita sua», ha detto. «Fino a tre anni fa stava a Pomigliano d’Arco e faceva il figlio di famiglia: andava dal papà e si faceva dare i soldi per la pizza, per la birra… la paghetta». «A Pomigliano d’Arco è stato candidato e ha preso 56 voti, non è stato eletto, giustamente… chi c… lo doveva votare? Nel suo curriculum ha scritto che ha fatto l’operaio edile… lo hanno licenziato, non è riuscito neanche a fare il carpentiere… poi è andato a fare lo steward allo stadio San Paolo… lo hanno cacciato perché portava seccia… poi ad un certo punto il webmaster… ma ho scoperto che non è in grado di leggere le mail… lo possano benedire».

Su Grillo, poi. «È il mio mito», ha detto De Luca. «C’è odio e amore con lui. Mi piace quando fa il comico ma non deve esagerare. Se ti presenti come monaco francescano ma poi vengo a sapere che sei miliardario, che hai una villa a Genova, una sulla costa toscana a Marina di Bibbona,  e fai ferie sulla costa Smeralda e poi dopo te ne vai a Malindi in Africa con la panza al sole… io mi incazzo quando torni in Italia e dici ‘dobbiamo fare i monaci trappisti’… perché vuol dire che ci stai prendendo per i fondelli».

PIOGGIA DI MILIONI IN CAMPANIA, DE LUCA: «DAVANTI AL GOVERNO RENZI DOBBIAMO TOGLIERCI IL CAPPELLO»

Nel corso dell’intervento De Luca ha anche espresso la sua gratitudine per l’appoggio ricevuto da Palazzo Chigi per affrontare le emergenze della Regione. «La Campania deve togliersi il cappello davanti al governo», ha affermato il governatore. «Sono stato a parlare con Renzi della questione delle ecoballe – ha continuato De Luca – dicendogli che fino a quando non risolveremo il problema ci copriremo di vergogna. Ho fatto presente che ci vogliono 500 milioni e lui è saltato sulla sedia, ma dopo quasi una settimana mi ha confermato che stanziavano quei milioni». «Poi – ha proseguito il presidente campano – ho sollecitato 270 milioni di euro per la bonifica di Bagnoli, per eliminare il molo di cemento che separa dalla spiaggia. Abbiamo avuto dal governo decine di milioni di euro per i siti archeologici della Regione. La Campania ha firmato per prima, ad aprile, il patto per il Sud da 2 miliardi e 700 milioni di euro. Qualche settimana fa è stato firmato il Patto di Napoli: altri 308 milioni di euro per tutta la provincia. E in occasione di questa legge di Stabilità ho posto il problema dei 600 milioni dell’Eav. E anche su questo siamo riusciti a strappare 600 milioni. A me (Renzi, nda) può essere simpatico o no, ma come campani ci dobbiamo togliere il cappello perché non abbiamo mai avuto tanta attenzione da un governo nazionale».

(Immagine: frame da video di Giornalettismo)

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