Economia

Obama prima incassa e poi s’indigna

20 marzo 2009

“E’ veramente difficile comprendere perchè ai traders di AIG sia stato riconosciuto un premio. Come possono giustificare questo oltraggio ai contribuenti che si sono svenati per tenerli a galla? Ho incaricato il segretario Geitnner di esplorare ogni via legale per impedire che questa vergogna si compia”. Eppure, fosse stato più attento, l’Uomo dei Sogni avrebbe potuto evitare di firmare la legge che li autorizzava  cotta e servita dal suo partito. E ci sarebbe ancora qualcosina da spiegare…

Il presidente USA si è auto-definito “pieno di rabbia” di fronte allo scandalo dei bonus elargiti da AIG, il colosso assicurativo salvato dal governo e con la faccia tosta di distribuire 167 milioni di dollari di premi ai propri dirigenti, usando il denaro del contribuente. In questa storia, tuttavia, tutti mentono: i dirigenti di AIG e i parlamentari che ora s’indignano, ma  una settimana fa accettavano donazioni di AIG in cambio di leggi e leggine in favore della compagnia. Forse, anche il Presidente stesso, che ha firmato due

settimane fa una legge che autorizzava espressamente quello per cui ora inorridisce a reti unificate. A questo punto sorge la domanda: ha firmato senza leggere, o ci prende tutti per i fondelli come un [[Casini]] qualsiasi quando parla di famiglia inviolabile, tenendo per mano la seconda moglie conosciuta quando lei era quasi adolescente e lui sposato e con figli?

11 commenti a Obama prima incassa e poi s’indigna

  1. Amen!

    Obama nun me piace…
    ma com’è che pure nei liberi USA il populismo paga?

  2. Il populismo paga perché gli elettori amano essere presi in giro. Questa è una costante universale delle democrazie, non è una caratteristica solo italiana.

  3. gloria

    ok, lybertyfirt è il mio “filosofo” preferito

  4. Ihih. A parte gli scherzi c’è una teoria che spiega perché gli elettori in politica sono più stupidi dei consumatori sul mercato.

    La teoria l’ho esposta qui:

    http://2909.splinder.com/post/20101622

    Essenzialmente, se credo che l’uomo vola, mi butto dal balcone e muoio (mercato); se credo che l’uomo vola, butto qualcun altro dal balcone e muore (politica, vista dalla parte di chi ha potere); se credo che l’uomo vola, il mio contributo all’esito delle elezioni è così miserrimo che posso fregarmene dell’irrazionalità del mio convincimento (politica, vista dalla parte di chi non ha potere).

  5. gloria

    posso riportare la tua teoria su fb?

  6. Il populismo funziona perché ci piace credere alle favole e detestiamo sentirci dire che abbiamo sbagliato. Quindi è facile prender voti acucsando una cospirazione o dei “cattivi2 da fumetto , da un lto, mentre dall’altro promette una soluzione fiabescA: tuttti i problemi verranno risolto, senza più sacrifici, attraverso una qualche cura miracolosa. Il politico di turno “dimentica” di parlare dei costi, che spesso sono nascosti, e mostra oslo i vantaggi.
    L’elettore approva, perché vuole credere che si possa avere un pasto gratis e nonvuole vedere i suddetti costi, salvo poi protestare perché i costi nascosti gli impediscono di trovar eun lavoro decente, gli alzano il costo della vita e gli mangiano la pensione.

  7. Sì, parlane pure su Facebook.

  8. D’accordissimo con voi ma gli statunitensi, nonostante la poca considerazione di cui godono da parte di noi europei, si sono quasi sempre dimostrati pragmatici e capaci nella scelta di leader in grado di prendere anche decisioni impopolari ma necessarie.
    Credo che il graduale passaggio da quella che era quasi una minarchia al colosso burocratico che è oggi washington abbia avuto un qualche effetto negativo anche sul popolo americano.
    Boh, deliro?

  9. Lelith

    beh oddio “capaci nella scelta di leader” non direi proprio visto che negli ultimi 2 mandati sono stati governati da bush jr che l’unica volta che il padre gli ha messo in mano una impresa l’ha fatta fallire miseramente ed è riuscito ad impantanare gli usa in due guerre dalle quali non si è ancora riusciti ad uscire (perchè non si parla più di come vincerle ormai ma da come venirne fuori senza perdere troppo la faccia).
    Comunque sia la democrazia borghese, per come si è andata sviluppando nell’ultimo secolo, si è retta sulla demagogia e sul populismo al punto che oggi altro non è che una oligarchia mascherata attraverso una serie di meccanismi di facciata. E negli usa questo è particolarmente evidente (pensate che l’incipit della costituzione “noi, il popolo americano” erano una cinquantina di facoltosi proprietari di terre bianchi e schiavisti che si erano rotti le scatole di spartire il potere e i soldi con gli inglesi).
    Il motivo per il quale questa sia la formula che si è affermata è da ricercare in una pluralità di cause (di natura sociale, storica ed economica) piuttosto complesse ed oggettivamente difficili da valutare correttamente senza uno studio dedicato.
    Una però è davvero evidente: la “memoria elettorale” non va più indietro di sei mesi. quindi lo stesso politico può ad un anno di distanza può sostenere due tesi antitetiche e inconciliabili senza che all’elettore medio vengano dubbi sulla coerenza e sull’affidabilità della persona da votare.

  10. @lelith
    Vero che non sia stato un gran Presidente. Ma io continuo a non vedere satana in Bush jr e nel suo entourage. Alla fin fine in politica estera Obama si sta muovendo allo stesso modo, solo con altre parole.
    Sono poi d’accordo sulla “memoria elettorale” ma molto meno sui padri costituenti americani che saranno stati si facoltosi bianchi schiavisti ma hanno scritto una costituzione che garantisce davvero chiunque in maniera anche migliore della nostra.

  11. lelith

    e che deve fare per te uno per passare per un pessimo presidente?
    trovami una cosa seriamente buona che abbia fatto bush jr in 8 anni. Cioè in america si discute (e non solo gli storici di matrice democratica ma anche quelli repubblicani) se sia stato il peggiore presidente del secolo o di sempre.
    Dopo 2 mandati l’america si è trovata con due guerre perse (siamo onesti), un deficit della bilancia commerciale da fare spavento, al minimo storico della popolarità internazionale e fuori da tutti gli accordi sul clima/inquinamento/disarmo, in piena recessione economica, con una forbice di disparità di redditi che non si vedeva dai tempi dello schiavismo, col sistema dei diritti civili scardinato dal patriot act, da guantanamo e dalle extraordinary rendition (alla faccia della costituzione), un clima interno da perenne guerra al terrore ed infine dulcis in fundo con una elite economica che dopo avere fatto i suoi porci comodi ha pure il coraggio di chiedere i soldi per mettere una toppa alla voragine del debito usando come consueta arma di ricatto quella di chiudere le fabbriche.
    Poi per cairtà nessuno è esente da pregi qualcosa di buono bush jr avrà sicuramente fatto nella sua vita ma di sicuro non l’ha fatta nello svolgere il suo incarico da presidente.

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