di Carlo Cipiciani (Comicomix)
postato alle 08:50 del 11 Aprile 2008 in InterniTorna alla home

Ce l’hanno tutti con il nostro Presidente operaio. Per tornare al governo sta facendo sacrifici immensi e nessuno se ne accorge. Urge un aiuto e un sostegno per il grande Salvatore della Repubblica delle banane.

Caro Silvio,

non sono un tuo elettore. Non ti ho mai votato. E non perché non te lo meriti, anzi. E’ solo perché sono stato sempre cattivo e invidioso. Ma anche la mia cattiveria ha un limite. Ultimamente sento di volerti molto bene. Sono in ansia per te: temo per la tua vita. Penso alle tremende giornate che hai passato, stai passando e passerai. Pazzesche, stressanti. Sempre sotto il segno del pericolo. Rischiare l’infarto ogni mattina quando Sandro Bondi ti porta scodinzolando la colazione a letto e ti accarezza il parrucchino, svegliandoti di soprassalto. Sopportare le scariche intestinali provocate dalle lunghe ore passate con Cicchitto e Schifani…mangiare con loro, parlare con loro, viaggiare con loro: un incubo! E poi frequentare feste, cantare con Apicella, progettare risiko finanziari a colpi di miliardi di euro assieme a Previti. Il pensiero di tutti quei soldi da amministrare. Terribile. Ma il vero incubo io ce l’ho da quando un vile complotto - ordito da oscure forze del male, certo tue nemiche - ha fatto cadere il governo Prodi e ti ha riaperto le porte di Palazzo Chigi: per vincere sei stato costretto a imbarcare le allegre brigate di An, Alternativa Sociale, Lega Nord, MPA di Lombardo, Partito dei pensionati, Partito della salvaguardia della Foca monaca, e scusa se me ne scordo qualcuno. Adesso la tua vita è proprio in grave pericolo. Bussano alla tua porta alle due di notte, apri e trovi Calderoli al buio che abbaia: “Federalismo subito! Malpensa libera!”. Provi a fare la tua pennichella pomeridiana, e vieni svegliato dallo sguardo angelico di Ignazio La Russa. Alessandra Mussolini ti fa una corte serrata, offrendoti le sue grazie in cambio di un Sottosegretariato, e il tuo grande amore Daniela Santanchè si offende e ti dice chiaro e tondo che non te la dà. Per forza che sei costretto a continue visite cardiologiche.

E poi, c’è nei tuoi confronti una specie di fanatismo, orde di elettori entusiasti che vogliono abbracciarti. E a volte si crea una situazione di pericolo. Ci vuole davvero il tuo coraggio indomito, per ricandidarti alla guida del paese, nonostante tutti coloro che ti vogliono bene te lo abbiano caldamente sconsigliato. E si sa che tu non volevi entrare in politica: solo lo sterminato amore per i tuoi figli e il tuo patrimonio ti ha convinto; lo sanno tutti che sei stato tirato dentro dalla voglia di salvare il tuo Paese. E io ho paura per te, perché il peggio deve ancora venire. Avrai tutti contro, e lo sai. Avrai contro non solo quel Presidente Napolitano, che non perde occasione per dimostrare a tutti la sua parzialità, la sua ostilità. Avrai contro il futuro Presidente della Camera (Gianfranco Fini?) e futuro Presidente del Senato (Roberto Calderoli?). Avrai contro tutti i tuoi giornali, tutte le tue Tv…Emilio Fede e Maurizio Belpietro stanno già organizzando un vero boicottaggio ai tuoi danni! Io davvero non ti invidio.

E dire che, mentre tu lotti come un leone, solo contro tutto e contro tutti, c’è gente che se la spassa tutto il giorno nei call-center, nei cantieri, nelle fabbriche. Ignara delle tue improbe fatiche. Gente che vive una vita spensierata, a 500 euro al mese, spesso precari e senza certezze per il futuro. Pensa che bello: possono cambiare continuamente ambiente, aria. Non sono costretti, come te, a vedere sempre le stesse facce di tolla, ad esempio quando ti guardi allo specchio. Certo ogni tanto anche a loro succede qualche piccolo accidente. Sciocchezzuole, quisquilie: un piccolo infortunio sul lavoro, ad esempio: nel 2007 ce ne sono stati 900 mila. Incidenti banali, tipo perdere l’uso di una mano, o di un occhio: niente di preoccupante. E ogni tanto, ridendo e scherzando, qualcuno ci lascia la pelle. Anche ieri, l’altro ieri, quasi tutti i giorni. L’anno scorso è successo a circa 1.300 persone. Non importa, cose che capitano. Niente a che vedere con le alte responsabilità e gli alti incarichi politici che toccheranno a te; i pericoli che dovrai passare incrociando i latrati di Bossi, le coltellate nella schiena di Lombardo, le furbate democristiane di Casini. Povero Silvio mio! Per questo, nell’imminenza delle elezioni che si avvicinano, con l’immenso bene che ora sento di volerti, ti auguro di perdere queste elezioni. Quindi ho deciso che anche stavolta non ti voterò. Per permetterti di lasciare la politica e farti delle lunghe e serene vacanze. Rilassarti, prenderti il tempo per una passeggiata, o magari, se ti andrà, passare qualche giorno a riposarti in un cantiere o in un altoforno siderurgico. In fondo, sei o non sei il Presidente operaio?

Buon tutto!

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