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Lo sfogo di Antonella: «La pediatra mi sconsigliò i vaccini, mia figlia è morta di meningite a 11 anni»

«Io le ho dato la vita e io gliel’ho tolta. E questo non me lo posso perdonare». E ancora: «Farò pace con me solo quando la incontrerò di nuovo». È lo sfogo di Antonella Salimbene, di Casalmaiocco, in provincia di Lodi, mamma di Azzurra, ragazza morta nel marzo del 2014, all’età di 11 anni, per una meningite fulminante del ceppo C. La donna non si dà pace perché fu proprio lei a decidere di non vaccinare la figlia per quella malattia che poi la uccise. Lo racconta oggi Elvira Serra sul Corriere della Sera:

Antonella dà la colpa soltanto a se stessa. Anche se nel decidere di non vaccinare la figlia per quel tipo di meningococco aveva contato il parere della pediatra: «”Non lo faccia”, mi disse, “non l’ho fatto neppure io con i miei”». Da allora non si sono più viste. «Non ce l’ho con lei, penso che abbia dato poca importanza al vaccino semplicemente perché era poco informata. Ma era mio dovere di madre chiedere un altro parere».

 

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VACCINI, IMPEGNO PER UNA BUONA INFORMAZIONE

Ora Antonella è impegnata ad informare correttamente gli altri genitori:

Il pensiero di essere stata sfortunata non la consola, resta categorica: «Se l’avessi vaccinata non sarebbe successo». Ed è per questo che oggi si spende per informare gli altri genitori sui rischi. «Si parla tanto di solidarietà. Io penso che anche vaccinarsi sia un atto di solidarietà. Con l’immunità di gregge si chiede proprio questo: di rendersi sicuri per gli altri, perché tutti possiamo essere portatori di qualche batterio. Penso a chi vorrebbe vaccinare il figlio, ma non può farlo perché è immunodepresso. O a chi proprio non se lo può permettere: la dose contro il meningococco B per molti è troppo cara».

(Foto di copertina da archivio Ansa)

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