Virginia Raggi nascondeva parere anac romeo
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Virginia Raggi ha nascosto il parere dell’Anac di Cantone sul suo staff: dubbi sulla nomina di Romeo

La chiamava trasparenza. Massima trasparenza. Forse, anzi probabilmente, si trattava di semplice furbizia. Stiamo parlando del post di Facebook con cui – la notte del primo Settembre – Virginia Raggi pubblicava i pareri dell’autorità anti corruzione guidata da Cantone, con cui si mettevano le basi per far fuori la ormai ex capo di gabinetto del Sindaco di Roma. Il posto lo ricorderete, era molto esplicito.

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Insomma, un inno ad uno dei valori più cari al M5S, la casa di vetro, la trasparenza nei confronti dei militanti. Piano piano, con il tempo, abbiamo capito che dietro la rimozione del capo di Gabinetto della Raggi c’era una lotta intestina tra due anime del Movimento. A capo della fazione opposta a Virginia Raggi c’era (e c’è) Roberta Lombardi, vicinissima al presidente dell’Aula Giulio Cesare, Marcello De Vito, già candidato sindaco pentastellato nel 2013 contro Ignazio Marino.

Fu proprio la Lombardi, il 15 settembre che – quasi sfidandola – chiese a Virginia Raggi di rendere pubblici i pareri dell’Anac su “Romeo e Marra”, fedelissimi del Sindaco di Roma, e indicati dall’ala “dura e pura” del Movimento 5 stelle come dei veri e propri virus fatti entrare nell’organismo grillino. Ecco cosa scriveva Lombardi su Facebook

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Insomma, oltre un mese fa Roberta Lombardi sfidava Virginia Raggi a rendere pubblici quei documenti. Cosa che il Sindaco non ha mai fatto, ma ora quei documenti sono diventati di pubblico dominio. A pubblicarli è il Messaggero che, in un articolo a firma Simone Canettieri, racconta tutta la storia.

Lo ha tenuto nascosto. Chiuso a chiave. Nonostante le sollecitazioni del M5S, a partire dalla deputata Roberta Lombardi, di renderlo pubblico. Adesso il parere dell’Anac sullo staff della sindaca Raggi è visibile. E, come si legge nel documento in possesso de Il Messaggero, l’Anticorruzione a settembre ha sollevato «dubbi di legittimità» sulla nomina di Salvatore Romeo, il capo della segreteria della sindaca e ombra perpetua. E’ il dipendente del Comune promosso a dirigente che la segue ovunque, anche sul tetto del Campidoglio, come da foto che li ha immortalati tre settimane fa. Non c’è solo Romeo, nel parere nascosto dalla sindaca (quello dell’ex capo di gabinetto Carla Raineri lo pubblicò alle 4 di notte su Facebook). Le nomine con trattamento retributivo dirigenziale effettuate ex articolo 90 del Tuel riguardano anche Andrea Mazzillo, ora assessore al Bilancio, ma all’epoca capo staff della sindaca, Eric Sanna e Paolo Saolini, collaboratori del vicesindaco Daniele Frongia.

 

Poi, Canettieri si pone due domande più che lecite:

La prima domanda è semplice: perché Raggi non ha mai voluto rendere trasparente il documento dell’Anac? E la seconda: c’è una correlazione con il mancato rinnovo (scaduto da tre mesi) del protocollo d’intesa tra l’Anticorruzione e il Campidoglio?

 

Ma non è tutto. Per essere protocollato questo documento impiega molto tempo.

(…) Il sette settembre arriva il secondo documento dell’Anac sugli articoli 90 che vengono trattati con stipendi dirigenziali pur non avendo quelle funzioni, né potere di firma. Tra questi c’è Salvatore Romeo. La risposta dell’Anticorruzione è, come detto, del 7 settembre. Chissà perché viene protocollata dal gabinetto ben 22 giorni dopo. Più di Mazzillo e gli altri, è Romeo il caso preso più in considerazione in quanto anomalo.

Canettieri racconta anche come sono state vissute nel M5S le anticipazioni delle agenzie nella giornata di giovedì

 Ieri pomeriggio appena sono usciti sull’agenzia AdnKronos gli stralci del «papello desecretato» molti parlamentari pentastellati hanno esclamato: «Noi lo avevamo detto». Tra questi Roberta Lombardi che con i colleghi si è sfogata: «Ecco perché Virginia non lo ha pubblicato: l’Anac le dava torto e configura ipotesi di danno erariale e abuso d’ufficio».