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Femminicidio annunciato, la lettera-testamento di Stefania: «Alla mia morte affidate mio figlio ai nonni»

Una lettera testamento, scritta come se già conoscesse il suo atroce destino. È quella lasciata da Stefania Formicola, la 28enne uccisa ieri mattina dal marito con un colpo di pistola, a Sant’Antimo, in provincia di Napoli. La missiva conferma che la donna è stata vittima di un femminicidio annunciato.

 

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FEMMINICIDIO, LETTERA-TESTAMENTO DI STEFANIA, UCCISA A SANT’ANTIMO

Stefania e il marito, Carmine D’Aponte, 33 anni, si stavano separando, dopo le ripetute intimidazioni e violenze che lei voleva denunciare. Nella lettera testamento, probabilmente scritta temendo un epilogo tragico, chiedeva che in caso di sua morte il figlio Mario fosse affidato «assolutamente» ed «esclusivamente» ai suoi genitori o a sua sorella. Lo racconta oggi Daniela De Crescenzo sul Mattino di Napoli:

«Alla mia morte, qualunque ne sia la causa, mio figlio deve essere affidato a mia madre e mio padre e in caso di loro morte a mia sorella Fabiana»: firmato Stefania Formicola. Già il 28 aprile del 2013 Stefania aveva paura di morire e con una lettera scritta su un foglio a quadretti chiedeva che la sua creatura fosse allevata dai genitori. Poi aveva avuto un altro bambino, ma l’ansia non era andata via, anzi aveva continuato a crescere fino ad occupare interamente la sua vita: era spaventata Stefania e a terrorizzarla era il suo uomo. Quindici giorni fa non ne aveva potuto più ed era andata via, aveva lasciato il marito che la tormentava, la picchiava, la minacciava arrivando a puntarle una pistola in faccia. Ma la fuga non è bastata a salvarla da una morte annunciata.

(Foto di copertina: Ansa)