Passata ‘a nuttata per la povera Eluana, gli ululati delle associazioni cattoliche si son fatti muti. Eppure, ogni giorno, e per ragioni tutt’altro che inevitabili, a decine di persone staccano indirettamente la spina senza che si levi un fiato
Strano (si fa per dire), ma in questi casi gli “Amici della vita” e i censori di Facebook modello senatore [[Gianpiero D'Alia]] latitano a tutta manetta. E dire che non si tratta di
proteggere ovuli fecondati, morule, feti variamente disgraziati, cadaveri tenuti in vita artificiale per mungere i soldi pubblici (quanti? Nessuno indaga…), non si tratta neppure di proteggere un luogo “virtuale” da immoralità o coglioneria altrettanto virtuale. Sabato 14 è stata una giornata per certi versi storica, da annali neri. Da una parte una strage del sabato sera più pesante del solito: otto giovani morti! E dall’altra un bambino di 10 anni sbranato dai cani, più un bambino di 9 ridotto male e un 40enne spedito in ospedale dagli stessi cani. Che tre giorni dopo in località Sampieri hanno ridotto in fin di vita un’altra persona, questa volta una turista di 24 anni, cui hanno anche strappato un occhio, e ferito un paio di carabinieri. Non solo non c’è nessun D’Alia che abbai contro gli sbranamenti da cani, ma il ministero della Sanità ha vietato al prefetto di abbattere quelle belve “miglior amico dell’uomo!”: “Vanno catturate con l’anestetico“, ha solfeggiato suaviter il sottosegretario alla Sanità [[Francesca Martini]]. Perché invece di dire cazzate non va a farsi anche lei una passeggiatina in borgata Sampieri, senza scorta per meglio godersi il proprio sbranamento? Del resto questo è il governo che ha eliminato anche la lista delle razze pericolose riducendola a frittellina.
CRASH – Gli otto giovani sono stati uccisi tutti dalla mania idiota e criminale di correre come pazzi, come del resto eccitano a fare le pubblicità sempre più rom
banti: quattro nel Casertano, uno a testa nell’Alessandrino e a Fidenza, due a Roma. Tutti poco più che ventenni. I feriti sono parecchi, e non sappiamo se faranno salire il numero dei deceduti. Da notare che nonostante le chiacchiere strappacapelli blaterate in abbondanza sul momento, di solito è raro che i colpevoli finiscano in tribunale, e quando ci finiscono di solito se ne fregano pure di farsi vedere al processo. Alla faccie delle vittime e del dolore dei loro parenti, che arrivano in aula illusi di poter avere giustizia anziché altri calci in faccia. Tanto paga l’assicurazione e comunque non si rischia niente. Parce sepulto. Avanti il prossimo. Avanti la prossima strage del sabato sera più le altre di ogni giorno provocate dalla mascalzonaggine al volante e annessa pubblicità demenziale. Gli “Amici della vita” hanno ben altro da fare, per esempio baciare la pantofola e farsi dettare dal Vaticano parola per parola la legge sul testamento biologico. Oltre che, naturalmente, godersi in santa pace anche loro la febbre del sabato sera.
CANI BASTARDI – Idem per l’ultimo, per ora, bambino – [[Giuseppe Brafa]] – fatto a pezzi come un pupazzo di carne e sangue sul litorale siciliano fra Marina di Modica e Sampieri, in provincia di Ragusa, da un branco di cani randagi che ha ridotto male un altro bambino, spedito dal chirurgo un 40enne e in fin di vita la giovane turista. Qui siamo alla fiera dell’imbecillità. Non solo c’è la gara a voltarsi dall’altra p
arte, ma si sparano corbellerie della peggior specie, a straparlare non è solo la sottosegretario Francesca Martini. E’ certamente vero che nel Sud Italia ci sono “600 mila cani randagi“, ma è una frottola assoluta che “nell’Italia del Nord non ce ne sono“, come ho sentito ragliare da più parti via radio. Bisognerebbe prendere per le orecchie il sindaco di Milano, la poco lieta [[Letizia Moratti]], e portarla nella periferia milanese sud, per esempio in via Campazzino, o nella periferia milanese nord, per esempio a Quarto Oggiaro o sulla Varesina. Magari a correre a piedi anche lei, inseguita dai randagi come più spesso capita ai pacifici runner, che non sanno più dove cazzo poter andare a correre senza rischiare un morso o lo sbranamento. Strano. Se al primo starnuto idiota su Facebook sono scattate le espulsioni e i progetti di legge stile “tolleranza zero“, al centesimo sbranato dai cani è tutto un distinguo: “Non esiste il cane cattivo, la colpa è dei padroni“. E se i cani sono randagi, senza padrone? “La colpa è di chi li ha abbandonati e delle autorità che non li sistemano in modo confortevole“. Questi i ragionamenti a pera che vanno per la maggiore, specie tra i Versi e i “politicamente corretti“. Guardando e ascoltando certa gente, si capisce bene perché a loro avviso “il miglior amico dell’uomo è il cane“: ognuno ha infatti gli amici che si merita.
SENZA RIMEDIO – Non solo nessuno si sogna di abolire le discoteche, e neppure di ridurne gli orari di apertura o controllare sul serio il consumo di alcool e droga dei
morituri del sabato sera, e tanto meno di abolire le auto o anche solo mettere davvero sotto controllo gli eccessi di velocità e sanzionare i reprobi a stangate, ma anzi si tifa per l’aumento delle mattanze. In fatto di automobili c’è infatti chi vuole fare come gli States: patente a 16 anni anziché a 18, e non più solo per le moto fino a 125 cc. E a 16 anni anche la licenza di caccia! La pressione consumista e “occupazionale” in questi tempi di crisi economica e di lavoro è fortissima: vendere, vendere, vendere! Gettiamo nella mischia anche i 16enni! Così avremo la possibilità non solo di vendere di più (auto, benzina, doppiette, cartucce, cani da caccia, ecc.), ma anche di indignarci più spesso, fare cioè più spesso bella figura (con i gonzi) versando lacrime da coccodrillo per i “nostri cari giovani” stroncati sempre e solo “dalla fatalità“, mai dal nostro opportunismo. Da notare che nelle case italiane i cani di razza e stazza pericolose sono almeno 16.000 e che i bambini corrono un rischio due volte maggiore degli adulti di venir morsi, e sempre con conseguenze più gravi perché bambini e adolescenti: vengono morsicati molto spesso alla testa, con esito devastante e non di rado sfigurante o mortale, mentre le ferite degli adulti si limitano generalmente a braccia e gambe. A parte le cazzate sparate dei Verdi e affini, un buon quarto delle vittime è composto dagli stessi proprietari dell’amato figlioccio a quattro zampe. Un terzo delle vittime inoltre è rappresentato da amici di famiglia. E il 42% delle vittime non c’entra una mazza né col cane aggressore né col suo incivile padrone. Dulcis in fundo, ogni morsicatura di cane costa alla collettività un occhio della testa. Uno studio condotto nel 2005 ha quantificato – tra costi diretti e mancato lavoro e guadagno – in oltre 1.150 euro ogni morso di cane, con un costo annuo totale di 75 milioni di euro nell’intera Italia. Con questi quattrini si potrebbero salvare migliaia di vite di
bambini del Terzo Mondo, anziché usarli per soddisfare le bizze sanguinose di cani e padroni sempre più fuori registro.
SILENZI – Per quale motivo la collettività, oltre a dover sopportare i costi dei morti e feriti provocati dai cani, deve accollarsi anche quelli delle morsicature anziché per esempio obbligare i padroni di un cane a stipulare una polizza assicurativa esattamente come per l’auto? Per quale motivo deve essere permesso il possesso anche di cani sicuramente pericolosi, dal momento che è stato per giunta accertato che qualunque cane, anche il più mansueto, può mordere? Difficile dare torto al sacerdote di Noto Salvatore Cerruto: “Viviamo nella società degli idoli, in cui anche gli animali prendono il posto della persona umana“. Il guaio è che certe cose non dovrebbe dirle solo un prete, con i politici invece tutti a cuccia, e non solo i Verdi, tra il buonismo più calabrache e l’animalismo più becero. Giriamo le domande agli “Amici della vita” e agli occhiuti guardiani di Facebook come il senatore D’Alia. Che ovviamente si guarderanno bene dal rispondere. A loro interessa solo il blablàblà, il baciare la pantofola e il controllo dei mezzi di comunicazione. In attesa dei prossimi morti. Del sabato sera e dei cani.






















“Per quale motivo la collettività, oltre a dover sopportare i costi dei morti e feriti provocati dai cani, deve accollarsi anche quelli delle morsicature anziché per esempio obbligare i padroni di un cane a stipulare una polizza assicurativa esattamente come per l’auto? Per quale motivo deve essere permesso il possesso anche di cani sicuramente pericolosi, dal momento che è stato per giunta accertato che qualunque cane, anche il più mansueto, può mordere?”
Altola’.
Prima di tutto mi qualifico come addestratrice cinofila ed in primis educatrice. Ossia una poveraccia qualunque che ha passato anni della sua vita cercando di fare una corretta educazione ed informazione cinofila sul territorio campano, piagato da ignoranza e randagismo piu’ di altri territori (e forse meno di altri). Ritengo di aver maturato una discreta esperienza in materia, sia per apprendimento “sul campo” che per personale studio ed approfondimento.
Detto questo: i cani, come sottolinei tu stesso, hanno i denti. TUTTI i cani hanno i denti. La lista dei “cani pericolosi” e’ stata un capitolo di ignoranza e disinformazione populista (quanto me piace sta parola) sia per questo banalissimo motivo che per i cani che erano inseriti al suo interno, che la rendevano ancora piu’ ridicola. Vorrei sottolineare che i teneri barboncini familiari difficilmente possono uccidere un adulto, ma con un bambino i giochi cambiano. Ed io ho piu’ cicatrici addosso procurate da barboncini posseduti da Satancane che da orribili pizbull. Non ESISTE il possesso di cani SICURAMENTE pericolosi, bensi’ il possesso di cani. Cani che (quando di razza, quando provenienti da allevamenti che abbiano effettuato selezione e corretta crescita) rispondono si a caratteristiche di selezione della razza che possano averne accentuato determinate caratteristiche a s/favore di altre, ma che restano alla base solamente dei cani. Esistono al contrario PADRONI sicuramente pericolosi, non in grado di gestire correttamente i propri animali e quindi troppo spesso e con estrema facilita’ responsabili della creazione di situazioni di rischio altissimo per se’ e per gli altri.
I pitbull assassini che tanto spesso sono stati protagonisti di cronaca e che altrettanto spesso pitbull non erano sono fra i cani che per selezione hanno ricevuto la piu’ bassa aggressivita’ extraspecie, per ovvie necessita’ di gestione da parte di coloro che li hanno voluti piu’ aggressivi intraspecie per il fight. Tant’e’ che sono usati con enorme successo proprio nella pet therapy sia su bambini che su portatori di handicap, grazie alla loro pazienza, tolleranza e delicatezza nei confronti dei soggetti disabili o nell’infanzia. E proprio per questo sono ECCELLENTI cani di famiglia, a patto che non ci siano altri cani nell’ambito familiare o che si abbia sufficiente capacita’ ed esperienza da gestire la cosa.
Detto questo: il randagismo e’ una piaga che andrebbe assolutamente estirpata e *sarei* personalmente a favore dell’abbattimento dei randagi. Scrivo *sarei* non per animalistiche velleita’ sentimental-protettive nei confronti dei randagi, animali strappati al loro habitat naturale (che e’ il branco misto con l’uomo e non il branco naturale come piace dire a qualcuno, non piu’ da quando la selezione e’ stata avviata, gia’ nella preistoria) e resi al di la’ di ogni controllo, gestione o tutela. Gli si faccia un favore e si abbattano, per pieta’ loro e sicurezza di tutti. Ma si faccia anche altro, piuttosto che agire con palliativi populisti (lo mettero’ come nick sto populismo prima o poi). Si creino strutture di accoglienza adeguata dei randagi/cani abbandonati, si applichi una corretta campagna di sterelizzazione dei randagi/cani di quartiere obbligatoria e sistematica da parte delle ASL, si chippino TUTTI i randagi e si proceda dunque ad un reale controllo e monitoraggio degli stessi. Si crei formazione SERIA (e non quella roba indegna che si trova in giro oggi) ad educatori/addestratori cinofili. Inghilterra e USA sono maestri in tal senso. Si BLOCCHI il commercio dei cani dall’est, mal selezionati, disturbati, malati, compromessi gia’ dalla nascita. Si VIETI il commercio di animali vivi nei negozi. Si faccia il patentino per il possesso di animali. Ma TUTTI, non i cani “pericolosi”. E concordo: si faccia l’assicurazione obbligatoria. E si controllino gli ALLEVATORI, mio dio, che spesso sono produttori di carne da macello, letteralmente. Si vieti la riproduzione casalinga, del tipo “io ho ciccio famolo scopa’ con ciccia tua che porelli c’hanno pure diritto”, cosa non solo FALSA etologicamente ma generante mostri ed ulteriore randagismo. Si obblighi l’acquirente di un cane a fare un corso di gestione da educatori SERI e non quegli pseudoarrangiati dell’ultim’ora che sono la peste della categoria, e si facciano dei controlli sulla gestione dei cani in ambiente domestico. Si facciano cose SERIE, insomma, e poi ne riparliamo.
Fino a quel momento mi pongo a favore dell’abbattimento dei randagi, indiscriminatamente ma, benedetto il cielo, NON COL VELENO, che poi se lo magnano i miei gestiti e controllati cani al guinzaglio quanno li porto fuori a sgranchirsi le zampe.
Sedateli, caricateli e fategli uno Zanax. Ce vorra’ mica una scienza, no?
Evvai… sbatti il mostro (canino) in prima pagina. Così tutti potranno trarre le loro conclusioni, anche senza capirne una cippa di cani.
Mi piace l’abbinamento stragi del sabato sera/cani.
A parte il fatto che non c’è paragone numerico, perché i cani grossi saranno anche 16.000 ma il numero di morti morsicati non supera i 3-4 all’anno (altrettanto non si può dire del rapporto macchine potenti e pericolose/ragazzini che vanno a spetasciarsi contro i muri)…facciamo conto che l’abbinata possa reggere.Ma allora perché Pino Nicotri si spella la dita per scrivere quanto siano pericolosi sti cani pieni di denti e non spende UNA riga per definire la pericolosità dei duemiladicilindrata in mano ai neo patentati? Perché non ci spiega quando più pericolosa sia, rispetto a un morso, un volante che ti pianta nello stomaco o un montante che ti entra nella scatola cranica?
Perché la macchina, in sè, non è pericolosa, porella:quando si spetascia contro un muro (o contro un’altra macchina) è colpa del deficiente alla guida.
Ecco, anche nel caso dei cani è così.
Quando un cane morde, la colpa è del deficiente alla guida: del cane familiare, quando si tratta di un cane di proprietà, o del fatto che “esistano” branchi di cani liberi e affamati quando ci sono leggi precise che dovrebbero regolare la gestione umana del randagismo.
Sul come/perché il randagismo potrebbe essere eliminato, e sul come/perché i cani di un padrone potrebbero essere gestiti in modo corretto, ha già detto tutto Ludovica.
Io però non sono d’accordo con Ludovica (anche se in teoria, vista la vita che si fa in certi canili, potrei anche esserlo) sull’abbattimento.
E’ una questione di principio: mi starà bene che si abbattano i cani – o che si facciano leggi contro una razza canina – solo quando verrà demolita una fabbrica automobilistica per ogni incidente causato da una macchina di marca X o Y.
Conosco, per lavoro, centinaia di cani morsicatori (anche gravemente morsicatori) che solo cambiando “mano” all’altro capo del guinzaglio sono diventati cani poliziotti, cani da protezione civile, cani da pet therapy.
I cani hanno i denti. MA VA’?
E le pistole hanno i proiettili, le macchine hanno le ruote che possono passarti sopra, i coltelli hanno le lame. Ma nessuno di questi oggetti fa male a nessuno, a meno che non ci sia un coglione ad utilizzarle.
Lo stesso vale per i cani, con due sostanziali differenze: a) il cane usato bene può essere di immensa utilità sociale (altrettanto non mi sento di dire delle pistole); b) a differenza di macchine e pistole, il cane ha un cervello e ha dei sentimenti: che spesso usa NONOSTANTE abbia un coglione dall’altra parte del guinzaglio.
Non solo conosco tanti cani morsicatori: conosco anche tanti, tantissimi cani che, pur vivendo con umani che hanno fatto il possibile per farli diventare delle carogne, sono rimasti “migliori amici dell’uomo”.
E’ l’uomo che non sa essere il miglior amico del cane: specie quando il cane non lo conosce, non sa cosa sia, ma se ne compra uno e poi va allegramente allo sbaraglio.
Oppure quando scrive senza sapere di cosa scrive.
“Esistono al contrario PADRONI sicuramente pericolosi, non in grado di gestire correttamente i propri animali e quindi troppo spesso e con estrema facilita’ responsabili della creazione di situazioni di rischio altissimo per se’ e per gli altri”
Sarà, ma io ho visto casi di cani amorevolissimi, ben educati, non viziati né stressati, quindi tranquilli che, grazie a quella cosa animale che qui ci stiamo dimenticando e che si chiama “istinto”, si sono avventati pure in faccia ai loro padroni (e parlo di cani di taglia molto piccola9. Ricordo, a tal proposito, anche la testimonianza di G.Ferrara, tempo fa, stupito dal fatto che la sua docilissima cagnolina, che non aveva mai dato problemi, senza un perché si avventò su una bimba in spiaggia morsicandola…cosa che cambiò radicalmente il tradizionale rapporto del suo padrone con gli animali.
forse il senso dell’articolo era che
di fronte ad uno straniero stupratore o presunto tale ci si straccia le vesti e si fanno dichiarazioni roboanti al limite del razzismo
mentre di fronte a dei cani si comincia a dire non e colpa dei cani eccetera eccetera
La tuttologia non è mai stato un buon criterio per interpretare le vicende del mondo. Mi spiace ma questo pezzo è un gran pout pourrì di luoghi più o meno comuni (ma più feroci).
Si mescolano questioni che tra loro non hanno una connessione reale (automobili, randagi e movimenti cosidetti per la vita), a meno che non si voglia rintracciare il fil rouge nella mancanza cronica di civiltà e nella ipocrisia imperante. Sinceramente però allora si sarebbe potuto affrontare l\’argomento più di \”petto\” ed in maniera più approfondita piuttosto che sbraitare contro bersagli più o meno casuali.
Mi sembra tanto più uno sfogo di incazzatura causato da overdose di mala informazione.
sono completamente d’ accordo col sig. Nicotri in particolare per quanto dice sulle auto
è tutta una ipocrisia che coinvolge anche le ipocrite associazioni cattoliche sulla vita
e lo dice un papalino convinto
Ultime notizie: anche Pino Nicotri casca dal pero.
Nietzsche diceva: umano, troppo umano.
Io direi piuttosto: umano, troppo bestia infame.
Io mi sono veramente rotta i coglioni di sentir dire che chi è “animalista” (ma che cazzo vuol dire) o è un sentimentalista rincoglionito o è un fottuto politicamente corretto.
Sai Pino che c’è di sbagliato a questo mondo? Il senso di superiorità che ha la scimmia homo sapiens rispetto a tutti gli altri animali.
NOI siamo più intelligenti. NOI siamo razionali. NOI siamo figli di DIO. NOI valiamo più di tutto.
Da SECOLI la civiltà occidentale (e non solo) si basa su questi principi. NOI sopra tutto il resto. E qual è il risultato, Pino? Che siamo sette miliardi di stronzi, tutti convinti di essere più di tutto mentre il nostro pianeta è diventato il nostro CESSO, la nostra FOGNA, la nostra CLOACA.
Dal pianeta azzurro al pianeta marron cacchè!
Non ti piace questo quadro? E’ poco idilliaco? E’ il NOSTRO mondo, quello creato dalla gente che in casi come questi si chiede “ma vale più la vita di un cane o quella di un bambino”. Sottili (mica tanto) sofismi per far sentire in colpa (e merda) chiunque non obbedisca all’APPARTENENZA DI SPECIE.
Perchè è SOLO QUELLO che vi fa sentire più vicini al bambino piuttosto che all’agnello che vi pappate a natale come simbolo di AMORE CRISTIANO. SOLO QUELLO. Ciò che riconosciamo simile lo sentiamo più vicino. Ed è il male di questo mondo. La vera intima ragione del razzismo. Tutto ciò che è diverso è male, tutto ciò che è simile è bene.
Caro Pino Nicotri, essere animalisti OGGI non significa essere politicamente corretti. Essere animalisti (e i veri animalisti non mangiano gli animali, questo è da sottolineare una volta per tutte. perchè sennò significherebbe essere contro il razzismo sui neri dicendo “ma però un nero si sa che è più stupido, si vede dalla forma della testa”) significa essere SOVVERTITORI DI QUESTO ORDINE SOCIALE nel quale la scimmia senza peli fonda il suo dominio sui più deboli con la violenza, la prevaricazione, le sevizie. Per deboli si intendono TUTTI i deboli: sia i bambini cambogiani che confezionano gli sbrilluccianti palloni della nike, sia le cavie da laboratorio passando per le bambine infibulate e i CANI ABBANDONATI.
Pino, rifletti su queste parole: cani abbandonati. Poi vai in una favelas brasiliana e dimmi come sono i bambini delle favelas. Dopo questo illuminante confronto, dimmi se noti qualche differenza tra i branchi siciliani e le bande di ragazzini di rio de janeiro. Escluso la specie di appartenenza, ovviamente. Sempre che tu abbia l’onestà intellettuale di uscire dal tuo groviglio specista nel quale ti crogioli sibiliando “vale più la vita di un cane o quella di un uomo????”.
Sai che risposta dò io a questa domanda idiota?
Che la vita, tutta, ha valore – indipendentemente dalla specie di appartenenza.
Immagino sia un concetto difficile da digerire per l’uomo cresciuto a pane e “noi figli di dio, il resto merda”, ma è l’unico concetto in grado di far evolvere l’homo sapiens dalla merda in cui è cresciuto.
Vedi Pino, io mi incazzo come una iena quando leggo discorsi sterili come quelli che hai scritto perchè quando raffronto ciò che fanno gli esseri umani all’intero mondo mi vien veramente voglia di sterminare l’intera specie.
Siamo l’unico animale che prova piacere nella sofferenza. L’unico animale ad uccidere per sport. L’unico animale ad avere una percentuale spaventosa di stupri. L’unico animale che tortura. L’unico animale che si macchia di crimini inauditi. L’unico animale che per cibarsi di cadaveri ne fa fuori miliardi ogni anno senza rimorso affamando oltretutto il terzo mondo. Siamo l’unica specie ad aver monopolizzato l’intero habitat – e io non lo vedo come un segno di superiorità intellettuale, anzi.
LA verità, l’amara verità pino, è che il cane che azzanna fa il cane. Il cane ha i denti, ma ha anche un suo linguaggio che va compreso. Se non lo comprendi rischi.
I bambini vengono morsi dai cani perchè sono cresciuti da genitori ignoranti. I bambini tirano orecchie e coda. E francamente un morso se lo possono anche aspettare.. o forse pensi che un cane debba sopportare all’infinito le angherie del cucciolo d’uomo? I cani di scicli erano maltrattati, affamati. Al sud i vecchiacci maledetti allontanano i randagi a bastonate. COme pretendente che si comportino po i cani nel momento in cui vedono un bipede?? Pergiunta piccolo!??!
Questo articolo è di una limitatezza mentale assurda.
Poi l’educatrice che è favorevole all’UCCISIONE (non abbattimento, si abbatte un MURO non un ESSERE VIVENTE PORCO GIUDA) si commenta da sola.
Quella merda dell’austriaco vivrà sino alla fine dei suoi giorni, mentre un povero cane affamato e ridotto in quella maniera DAGLI uomini deve essere ammazzato! Doppiopesismo come sempre!
IL RANDAGISMO NON SI COMBATTE CON I FUCILI MA CON L’EDUCAZIONE, LA SENSIBILIZZAZIONE, LA CONOSCENZA DEL MONDO CANINO!!!!!
SI COMBATTE COL RISPETTO PER ANIMALI.
E il rispetto per gli animali non significa certo considerarli come zero. Significa considearli per quello che sono: esseri senzienti tali e quali a noi, che condividono con noi il pianeta e che hanno il nostro stesso diritto di vivere.
tanto parlo ai muri.
Pino, guarda. Il discorso sul silenzio dei cattorompicoglioni lo condivido.
Ma toccando i cani l’hai fatta veramente fuori dal vaso.
Sì sono incazzata nera, perchè è l’ennesimo articolo fuffa sui cani randagi. E mi sono rotta i coglioni.
Se si uccidono i randagi voglio poter uscire con un fucile a canne mozze e darmi alla pazza gioia stermiando pedofili, mariti violenti, stupratori, macellai, bambini che tirano le pietre ai cani, vivisettori, politici ladri, mafiosi, cacciatori, pellicciai, donne con la pelliccia e così via.
Se vogliamo fare piazza pulita, iniziamo dai bipedi. Ah no, perchè la vita di un bipede VALE.
Ma vaffanbanka!!!
Sì sì sì sono fottutamente incazzata perchè ieri hanno trovato due cani in una maniera indecente e quella merda che li ha tenuti incaprettati per mesi pascola ancora libera. Ah già ma lui è sempre un bipede certo.
Il vostro mondo, questo mondo che purtroppo è anche il mio MI RIPUGNA
Carissima Penelope, i randagi che girovagano per le nostre deprimenti urbanizzazioni periferiche sono irrecuperabili. Malati. Non sono cani, sono dei relitti di cane. Non sono reinseribili in famiglie normali, nel 99% dei casi.
Si, che vengano uccisi, se abbattutti ti da tanto fastidio. Per pieta’. E per sicurezza, si.
Ho detto che e’ colpa loro?
No, non lo e’. Se avessi letto con occhi meno accecato quello che ho scritto avresti capito che per me i cani hanno un valore. E li rispetto piu’ di quanto non faccia chi li vuole lasciare in strada o toglierli dalle strade per sbatterli nelle fatiscenti gabbie dei canili italiani.
Cordapazza:
“Sarà, ma io ho visto casi di cani amorevolissimi, ben educati, non viziati né stressati, quindi tranquilli che, grazie a quella cosa animale che qui ci stiamo dimenticando e che si chiama “istinto”, si sono avventati pure in faccia ai loro padroni (e parlo di cani di taglia molto piccola9. Ricordo, a tal proposito, anche la testimonianza di G.Ferrara, tempo fa, stupito dal fatto che la sua docilissima cagnolina, che non aveva mai dato problemi, senza un perché si avventò su una bimba in spiaggia morsicandola…cosa che cambiò radicalmente il tradizionale rapporto del suo padrone con gli animali.”
Il cane non morde per “istinto”. Morde perche’ ne ha motivo. Il problema e’ capire quale sia il motivo. Tralasciando la credibilita’ di qualsiasi cosa che esca dalla bocca di ferrara, se il suo cane si e’ avventato su una bambina ti GARANTISCO che un motivo c’era. Motivo creato da uomini. Potrei dimostrartelo per la totalita’ dei casi che tu voglia citarmi, se messa in condizione di conoscere l’animale in questione e la sua gestione.
Il problema e’ che non si CAPISCE il cane. I suoi segnali, i segnali che noi diamo a loro. Per ignoranza. Possiamo banalizzare riducendo il tutto ad incomprensione, incapacita’ di comunicazione. E saremmo al vero motivo per cui succede quel che si legge.
Un po’ come se tu non sapendo il giapponese dovessi comprare il latte in un loro supermercato. CENTINAIA di tetrapack di mille colori e pieni di kanji. Ti sfido a trovare quello del latte, fra di essi. Stessa cosa i cani: fra millemila segnali che gli diamo, a volte beccano l’interpretazione giusta, a volte no. E reagiscono di conseguenza. A senso binario: noi pensiamo di comunicarli qualcosa senza capire che gliene stiamo comunicando un’altra.
Sono animali, abbiamo la presunzione di pretendere che si comportino automaticamente come noi ci aspettiamo che facciano. Quando non lo fanno non capiamo e pensiamo sia loro colpa. Non e’ cosi’, siamo noi che non facciamo sforzo alcuno per comprenderli.
Penelope ha centrato perfettamente il problema: ormai siamo al punto che si mettono sullo stesso piano i cani e gli esseri umani. Non c’è bisogno di aggiunge altro. Se non che forse anche Lodovica è una di quelle donne – con annesso uomo – che anziché fare un figlio si tengono un cane, anziché dare un fratellino al figlio gli danno un cane.Anziché esprimere humana pietas almeno per i bambini maciullati dai cani esprimono “cinofila pietas”. Embé, ognuno dà quello che può…
Tutto il resto dei commenti è talmente scontato, eccetto l’annotazione di Cordapazza, che neppure lo prendo in considerazione.
Buona decadenza. Godetevela.
Bau bau.
pino nicotri
Pino, perdonami ma di me non hai capito un cazzo. Il fatto che non conoscendomi mi accusi di “ciofila pietas” quando rileggendomi ti renderesti conto che propugno a differenza degli altri la sterelizzazione ed abbattimento dei randagi la dice lunga su quanto il tuo giudizio sia lucido. Per non parlare dell’appunto su figli che io possa o meno avere e volere, attacchi personali da forum di regazzini.
Provo francamente tristezza per la presa di coscienza di tanta e tale disonesta’ intellettuale dal direttore di giornalettismo.
Bella li’, sono riuscita a prendermi dell’assassina di cani e di bambini in una botta sola.
Fa quasi piacere.
Ah che bello quando il diritto di critica non generava insulti gratuiti. So’ mai esistiti quei tempi?
“Tutto il resto dei commenti è talmente scontato che neppure lo prendo in considerazione.”
beh guarda questo è un poco triste detto da una persona che scrive pezzi giornalistici diretti ad un pubblico.
Ti sono state mosse delle critiche per le affermazioni che hai fatto, condivisibili o meno, argomentate o meno ma accettale o confutale. E penso che un giornalista questo principio dovrebbe essere il primo ad attuarlo, a che serve sennò pretendere la libertà di pensiero, di critica e di espressione?
Riguardo gli insulti, dovresti procedere controllandone la consecutio temporum, intesa come succedersi nel tempo.Oltre all’orologio ti può essere utile un buon vocabolario della lingua italiana.
In ogni caso, con me il vittimismo non attacca. Non soffro di complessi di colpa.Di nessun tipo.
Bau bau.
pino nicotri
Vittimismo? No, sarcasmo. Amaro, ma pur sempre sarcasmo.
Spiacente, ma le tue repliche sono molto piu’ vergognose del tuo pezzo. Quello era dettato da ignoranza assolutista, le repliche da chi preferisce fare la scimmietta che ammettere che possa esistere la necessita’ di un confronto.
Pietoso, hai infangato giornalettismo tutto ed il giornalismo in quanto tale.
Molti di coloro che scrivono sotto la tua “direzione” meritano piu’ rispetto, come anche i lettori.
Peccato, un’occasione sprecata.
Beh, può sempre depapalinizzarsi. Almeno un po’.Scherzo, o quasi.
Divertente (si fa per dire) e soprattutto molto umana la frase “il numero di morti morsicati non supera i 3-4 all’anno”: come dire “Se pò fà!”, “poca robba”.Che problema c’é? Se le auto ne accoppano 7 mila l’anno (e le sigarette mooooolti di più), beh, allora i cani possono pure sbranarsi in santa pace almeno qualche bambino. Come dire che siccome lo stupro domestico (e l’incesto) abbonda, beh, allora se pò fà pure qualche stupro per strada. O no? E magari, visto che le guerre ammazzano mari di persone, perché nun se pò annà pe’ strada ad accoppà qualcuno ogni tanto?
Divertente anche la frase “non spende UNA riga per definire la pericolosità dei duemiladicilindrata in mano ai neo patentati”, visto che nell’articolo ho abbaiato contro il rischio che diano la patente ai 16enni ed è una vita che abbaio contro la piaga nostrana dei morti sull’asfalto (oltre che sul lavoro) e la vendita forsennata di motorini.
Mah.Di fronte alla logica…. canina non sono attrezzato.
Riguardo poi lo sproloquione sulla superiorità dell’Occidente mi viene particolarmente da ridere. La gentile cinefila si vede che oltre a non sapere con chi parla non ha mai dato per esempio neppure un’occhiata da lontano al mio blog.
La ringrazio dell’apprezzamento. Stia attenta che per punizione non la mordano…
pino nicotri
So che non dovrei neppure risponderle, ma mi incuriosisce come lei si senta autorizzata a offendere e a ri-offendere. Che lei non abbia capito un tubo del mio “sproloquio” è affr suo, che non mi riguarda, ma che lei offenda e straparli di giornalismo e di giornalettismo è davvero curioso. Neppure Asia Argento dopo avere baciato in bocca il rottweiler si esprimerebbe come lei. Riguardo il giornalismo, non si impicci. Lei forse lo confonde con il lavoro che faceva prima, “addestratrice cinofile ed in primis educatrice”, ma le assicuro che sono due professioni diverse. In ogni caso, l’educazione però dovrebbe impararla intanto lei, altrimenti non la può insegnare neppure ai suoi adorati alunni a quattrozampe.
‘Notte. E ovviamente bau bau.
nicotri
Vedo che il vizio di parlare di cio’ che non si conosce, scendendo sul personale, e’ l’unica difesa che si sa adottare.
Caduta di stile da cui pare evidente non ci si sappia risollevare.
Buona continuazione.
Poco avvezzo alle critiche, eh, Nicotri? Specialmente a quelle di chi dimostra di saperne ben di più (Ludovica e Valeria Rossi), e che dimostra come lei abbia ragliato sentenze senza poterselo permettere. Senza poterselo permettere perchè l’ignoranza non è una colpa, ma la saccenza sì. Così come la presunzione. Complimenti a lei, davvero. E tristezza per quello che sta diventando questo sito.
credo che qualcuno stia esagerando. Credo che ci sia modo e modo di rispondere alle critiche, e di argomentare con profondità maggiore le risposte ad esse. Credo soprattutto che si debba capire che una cosa è rispondere nel merito, un’altra è buttarla in caciara. Calma. Qui non stiamo giocando. E questo sito non è nato per nutrire l’ego di chicchesia.
Qui si dovrebbe fare giornalismo, non intrattenimento. Figuriamoci psicoterapia a partire da due frasi scritte nei commenti. Spero di essere stato chiaro. Saper incassare fa parte del repertorio di chi è abituato a dibattere. Rispondere come se si volesse spararla più in altro per vedere l’effetto che fa non è igienico.
x Pino Nicotri
Ludovica confonde educazione cinofila e giornalismo? Bene, allora le rispondo io, che sono stata educatrice cinofila E giornalista per 16 anni in contemporanea. Nei successivi 20 anni ho fatto solo la giornalista e da cinque faccio (anche) l’editrice.
Sono credenziali sufficienti per dirle che il suo è un pezzo di PESSIMO giornalismo, raffazzonato, vanamente sensazionalistico, disinformato e disinformante?
Sulle sue repliche a Ludovica preferisco non esprimermi, perché quelle sono lo sfogo frustrato di chi si aspettava ovazioni e si è preso pesci in faccia.
Solo che stavolta i pesci erano ampiamente dovuti; e ogni tanto chi fa il nostro mestiere dovrebbe limitarsi a prenderne atto. Succede.
Si scrive sull’onda dell’emozione e si scrive di qualcosa che proprio non si sa.
Per capirlo basta farsi il classico esamino di coscienza che andava di moda qualche annetto fa (prima che la parola “coscienza” venisse cancellata dal vocabolario italiano grazie ai nostri politici)e rendersi conto di avere – detto proprio in perfetto stile giornalistico e MOLTO politically correct – “scritto cazzate”.
Cordialmente
Valeria Rossi
Per Valeria Rossi
Spero che ****
Sono una persona civile, perciò non auguro nè a te nè a Ludovica o ai vostri figli se ne avete di venire sbranate dai cani, magari con 40 punti in faccia e un occhio strappato pure a voi, ma ve lo meritereste. Così finalmente capireste di cosa si sta parlando. Perchè la cosa più incredibile è che non lo avete ancora capito. Confondente le critiche con gli insulti come confondete tra persone e cani. Dovreste vergognarvi.
***
commento modificato dall’amministratore per insulti
il commento è stato modificato da me. Vale per tutti: ulteriori commenti contenenti insulti (da qualsiasi parte provengano) faranno la stessa fine. Se gli autori insistono, verranno bannati.
Oh, povero pino nicotri. Scalzato dal trono di essere superiore e messo al fianco dei cani.
Che sacrilegio!
Caro Pino, tanto per la cronaca io faccio la giornalista e mi ritengo una persona abbastanza obiettiva. Certo, non ho risposto in modo obiettivo e nel merito questa volta. E le dico anche il perchè. Perchè sia ludovica (con cui concordo su alcuni punti) e valeria lo avevano già fatto. Io ho volutamente sbottato perchè mi sono ampiamente rotta i coglioni della limitatezza mentale della maggior parte dei miei simili.
Sì caro Pino. Io ritengo la vita un valore UNIVERSALE. E la vita di un cane o di un pappagallo vale quanto la vita di un bambino. Si sente punto nell’orgoglio? Significa solo una cosa: che il mio coltello l’ho infilato nella piaga. Ricordare agli umani che sono animali è un piacere immenso per me, ancor di più quando questi scambiano l’appartenenza di specie (fonte di ogni razzismo) per il valore superiore in assoluto. Un valore su cui fondano tutta una serie di principi che ci hanno portato dove siamo adesso: 7 miliardi di stronzi – il resto delle specie confinate, uccise, vilipendiate nei loro diritti.
Già Pino, io credo che il mio cane abbia il mio stesso diritto di vivere. E ne vado fiera. Perchè il mio animalismo è per tutti gli animali, tutti quanti. Anche per i bipedi. Ed è questa immensa empatia che mi porta ad amare ogni essere e soffrire con lui le sue pene. Non mi importa la specie, Pino. Mi importa riconoscere il dolore ovunque esso sia. Fermarsi all’appartenenza di specie è un crimine contro il nostre essere senzianti.
Gli animali, pino, molto spesso, più di quanto lei immagina, vanno ben oltre questo confine e fanno cose che probabilmente lei non ha mai fatto pur credendosi superiore e infinitamente più razionale di loro.
Si dice che gli animali non parlano. Non è vero: gli animali parlano alla loro maniera, col loro linguaggio. Loro imparano il nostro, solo noi non riusciamo a fare questo passo verso di loro.
Per quanto mi riguarda, è questa la ragione per cui al mondo c’è tanto dolore. Finchè noi infliggeremo torture e sofferenze a quelli che noi consideriamo gli ultimi (gli animali) non ci salveremo mai e la sofferenza non avrà mai fine.
Per lei saranno discorsi irritanti. Beh, me ne compiaccio.
Ludovica, guardi le faccio lo stesso discorso che ho fatto a Pino.
Cani irrecuperabili? E chi lo dice? Lei? Bene, allora vada un po’ nelle favelas e mi dica quanto sono recuperabili quei ragazzini.
Molti sostengono che non lo siano. Ordunque, che aspetta a fare piazza pulita? Non si può perchè sono bipedi? Eh no, i bipedi sono gli esseri più pericolosi al mondo. Non è stato certo un cane a gasare sei milioni di persone.
Mettiamocelo bene in testa: o si debella questo doppiopesismo specista, oppure teniamoci il mondo così com’è ma senza fiatare perchè è il mondo che ci meritiamo. Violenza chiama violenza, sangue chiama sangue.
Il nostro mondo si basa sullo sfruttamento dei più deboli: io lo contesto e il mio animalismo (che è una parola che mi sta sul cazzo) ne è la diretta conseguenza.
Non serve a niente essere contro le multinazionali e poi papparsi l’agnellino da latte a natale.
Il principio è il medesimo.
Quanto alla reazione di pino.. beh dopo tutte le ovazioni ricevute, qualche caduta di stile doveva averla.
anche se crede di essere a sua immagine e somiglianza.
Non è mica un dio infallibile
Ernesto.
Mah. Francamente non comprendi il punto.
Io, personalmente, contesto il doppiopesismo che attanaglia questo mondo fatto di bipedi che si credono dei.
Tu dici che è lecito ammazzare un cane perchè ha azzannato un umano.
Io invece mi chiedo come sia arrivato quel cane ad azzannarlo. Me lo chiedo perchè conosco il mondo dei cani. Me lo chiedo perchè da bambina ho rotto le palle al mio cane e lui mi ha ringhiato e aveva ragione a farlo. Me lo chiedo perchè un cane non arriva mai a fare determinate cose senza una ragione alle spalle. NOn esistono morsi senza ragione: esistono umani che non capiscono il linguaggio dei cani.
Le tragedie di questo genere hanno sempre una matrice umana alle spalle, MAI canina MAI. Può non piacere perchè è comodo scaricare sulle spalle di un essere che non si può difendere con avvocati e prescrizioni tutte le nostre colpe. Ed è comprensibile il dolore che un padre o una madre può provare in questo momento. Ma questo non significa che la vendetta debba essere sangue chiama sangue.
Perchè se così fosse, non capisco perchè un pedofilo debba vivere. O ancora meglio vi è un tipo di reato che calza a pennello: quelli che sfregiano le donne con l’acido. Allora, anche qua siamo di fronte ad un occhio che se ne va: che vogliamo fare? Lui ha diritto di vivere e il cane no? IL cane che è stato indotto all’aggressività dalle azioni sbagliate dell’uomo!??!
Io è questo che contesto. Lo contesterò sempre. O il diritto alla vita e al recupero vale per tutti, oppure che valga la legge del taglione anche per noi.
Io sono per la prima scelta. E sono contraria alla pena di morte.
Agli altri piace la seconda, ma solo sugli animali. E no così è ipocrita. O per tutti o per nessuno. Bisogna essere coerenti.
Per Ludovica:
Volevo scusarmi con te se ti ho implicitamente dato dell’assassina.
)
Sono d’accordo con te su molte cose che hai scritto. Contesto però che una educatrice sia favorevole all’uccisione dei cani. Lo contesto perchè, io non sarò una educatrice, ma vivo coi cani da quando sono nata. Ne ho uno morsicatore e francamente non lo farei mai uccidere anche se ogni tanto mi tocca salire sulla sedia (il cane ha dei problemi di salute, è vecchio ed è stato educato da una persona un po’ nervosetta). La verità è che lo prendo così com’è.. dolce quando in vena, incazzato nero quando non lo è.
Sta a me rispettare i suoi giramenti di palle perchè ormai è vecchio e non si può rieducare. (è uno yorkino eh, mica un pitbull
Le ho contestato anche il verbo “abbattere” perchè a parer mio bisogna dare il giusto nome alle cose. I cani sono vivi, non sono oggetti: indi per cui bisogna usare il verbo appropriato, cioè “uccidere”.
Abbattere si riferisce soprattutto alle cose inanimate ed è usato sugli animali proprio per svilire il loro essere viventi come noi. Stessa cosa per cadavere e carcassa.
Con le parole si possono cambiare molte cose: anche togliere la dignità a chi ce l’ha. Cosa che succede per gli animali.
Scusate l’ot semantico.
Spero accetti le mie scuse.
@Penelope: non facciamo esempi fuori contesto. Qui non si parla di “valore della vita”, tema che io personalmente non mi sento nemmeno di affrontare, considerando il fatto che per altro sia tutto nostro ed assolutamente inesistente nel mondo naturale. Qui si parla di realta’ e problematiche oggettive che richiedono un’attenzione molto piu’ seria di quella fondata supposizioni di natura morale o ideologica.
Posso smontarti pero’ con agio il paragone sui bambini delle favelas: la base e’ insita nella natura delle due specie. Prima che mi si accusi di “razzismo” o “specismo” vorrei chiarire che non e’ un concetto di “valore” quello che esprimo, ma semplicemente analitico. L’uomo ha una cosa che i cani hanno in misura nettamente inferiore quale base del loro comportamento: il cognitivo. Le possibilita’ di recupero di un essere umano sono diverse da quelle di un cane per una differenza fondamentale nel tipo di apprendimento e modifica dei propri comportamenti: uno basato appunto sul cognitivo ed uno sul condizionamento. Parte molto forte, quest’ultima, anche nell’essere umano ma subordinata in condizioni normali al cognitivo.
Inoltre sussiste un discorso di comunicazione infraspecie: mentre un bambino “parla” il linguaggio degli esseri umani, sia dal punto di vista meramente comunicativo che dal punto di vista di “essenza” ed “esigenza”, rendendo possibile un ponte sufficientemente profondo da permettere il “salto” del recupero, con un cane tutto viene complicato dalla difficolta’ delle differenze naturali esistenti fra le due specie e l’impossibilita’ di comunicare a livello profondo. Sentimentalismi a parte, bada bene. Ed umanizzazioni anche.
Per questi e mille altri motivi l’esempio non e’ calzante e lo rigetto.
Per quanto riguarda lo sfruttamento dei piu’ deboli. Per quanto sia certo tutt’altro che indifferente di fronte ai problemi derivati dalla gestione del mondo dell’umana specie, vorrei ricordarti che la natura pone i suoi fondamenti proprio sull’uccisione e sulla continua lotta alla predominanza di una specie su un’altra, di un branco su un altro, di un individuo su un altro. Solo l’uomo, pur avendo in se’ tutti gli elementi maggiormente negativi che la natura esprima, conserva in se’ anche quelli maggiormente positivi che in natura non sono presenti o non lo sono ad altrettanti livelli.
Per questo motivo l’agnellino io me lo mangio. Non a pasqua, magari, per non alimentare un processo che condanno. Ma in tempi non sospetti e cercando di fare del mio meglio perche’ la sua provenienza sia il piu’ possibile entro le norme ammissibili di allevamento si.
I diamanti, alla stessa stregua, non li compro. Ma sono consapevole che venga usato per la produzione di tecnologie che uso quotidianamente.
Non arriviamo quindi all’assurdo del paradosso.
Un cane per me e’ irrecuperabile nel momento in cui abbia raggiunto una tale solidita’ di condizionamento da non essere piu’ scardinabile. Anche in caso di sovracondizionamento, infatti, in situazioni di stress il cane torna a riproporre il comportamento originale, rendendo un cane che sia stato mordace potenzialmente portato a mordere di nuovo. Il che lo rende non inseribile in situazioni familiari a gestione normale ma semmai recuperabile solo attraverso un lungo lavoro di ricondizionamento, rigestione e lavoro da parte del nuovo proprietario che sia persona esperta ed in grado di gestire eventuali possibili situazioni di rischio, che si possono presentare in qualsiasi momento. Considerato il fatto che di persone cosi’ ce ne siano certamente POCHE nel nostro paese e che le strutture, la cultura e l’esperienza per percorrere questa strada non ci sono nella maniera piu’ assoluta, il cane in questione buttato a muzzo in mano del primo venuto che lo prende per amore e con tutte le migliori intenzioni del mondo resta una pistola carica. Che puo’ sparare in qualsiasi momento, senza che ci siano persone in grado di accorgersi se e quando il cane viene alzato ed in che modo si possa disinnescarlo.
Questo si traduce, di conseguenza, nella mia tesi di irrecuperabilita’. Perche’ checche’ ne dica il gentile Ernesto o il buon Nicotri io non solo ai bambini ci penso, ma me ne sento anche responsabile nel momento esatto in cui mi trovo a dover gestire un cane. E proprio per questo mi permetto di parlare.
x Pino Nicotri
Ho visto solo adesso che il signor Nicotri ha risposto a me nella sua replica intitolata “x juppes”. Un po’ in confusione, eh?
Ora che ho letto replico: Nicotri, al dubbio che lei sapesse scrivere se ne è aggiunto un altro: sa leggere?Provi a seguire il labiale: quando tuona contro la patente ai sedicenni NON dice MAI che sono le macchine ad essere dei mostri. Dice che sono i ragazzini a non essere in grado di guidarle! Ergo, il problema sta nel “manico” e non nell’oggetto-auto.
Io ho tentato (evidentemente invano) di farle capire che per i cani il problema è esattamente lo stesso: il problema sta nel “manico”, non nei cani. Perché i cani non hanno senso morale, i cani hanno una mente elementare che non permette loro di distinguere il bene dal male. E’ l’uomo che è assolutamente TENUTO – e dovrebbe essere obbligato, per legge – a inserire i cani nella società umana tramite un (facile) percorso di educazione e di comprensione; e per quanto riguarda quei poveri bastardini siciliani, è sempre l’uomo che sarebbe stato tenuto a non permettere a un branco di cani di vagare affamato per le strade. Perché un *qualsiasi* homo sapiens, nelle stesse condizioni (affamato e abbandonato in un ambiente a lui sconosciuto, in mezzo a creature che magari non ha mai visto prima, ma che hanno un aspetto commestibile) reagirebbe nello stesso modo: ucciderebbe per mangiare.
Il fatto è che in Italia esistono leggi che obbligano i Comuni e i vari enti ad impedire che questa situazione si verifichi: ma se le leggi vengono disattese e ignorate, a chi diamo la colpa? AI CANI.
E’ la cosa più vigliacca che si possa fare.
@Penelope: hai risposto mentre scrivevo, quindi rispondo anche al resto.
Ho usato il termine “abbattere” non certo per non voler chiamare le cose con il proprio nome, mai avuto tali difficolta’. Non ho problemi ad esprimermi col verbo “sopprimere” o “uccidere”, l’effetto e’ lo stesso: il cane muore.
Detto questo: vorrei farti riflettere sulla tua personale situazione. Cosa faresti se invece di uno yorkie fosse appunto un pitbull (per altro moldo difficile, gli yorkie sono MOLTO piu’ portati all’aggressivita’ verso l’uomo dei pit, solo la taglia gli impedisce di salire agli onori della cronaca)? Saliresti sulla sedia?
Io ho dovuto sopprimere un mio cane, vent’anni fa. Ebbe una meningite e divento’ a tratti incontrollabilmente aggressivo. Era un simil pastore italiano, un cane di taglia medio/grande. L’ho fatto io, con le mie mani, assieme al veterinario. Come vedi non e’ mio costume essere ipocrita e tendo ad affrontare le conseguenze delle mie decisioni fino in fondo. Lo piango ancora oggi, quel cane, ma fu un atto dovuto. Il cane aveva due anni, era tornato in piena salute tranne l’aggressivita’ improvvisa. Forse avrei potuto gestirlo. Ma la mia responsabilita’ non era solo nei confronti del cane, ma anche delle persone che potevano, nel presente e nel futuro, entrarci in contatto ed andavano tutelate.
Riflettici: cosa faresti tu se (caso che sono convinta non accadra’ mai, per carita’, ma prova a pensarci) il tuo yorkie in un momento di sua incazzatura e tua distrazione o inpossibilita’ di intervento malauguratamente mordesse al volto un bimbo di due anni procurandogli trauma e danni di indubbia serieta’?
Non sarebbe colpa del cane? No, sicuramente no. Sarebbe tua responsabilita’. E tua responsabilita’ e’ quella di fare in modo che questo non possa accadere. Con uno yorkie aggressivo si puo’ convivere (anche se francamente io non lo potrei tollerare), con un cane un po’ piu’ grandicello no. Con un branco di randagi aggressivi e non gestiti men che meno. Permetterlo equivarrebbe a rendersi responsabili delle vittime dei loro attacchi (e i responsabili ci sono, signori miei).
(scuse accettate, ci mancherebbe altro, non me l’ero manco presa)
x Ernesto
“Purtroppo” gli insulti sono stati bannati, mentre sono rimasti gli “auguri”…quindi rispondo solo a quelli.
Ho un figlio di 22 anni, che ha passato metà della sua vita in un allevamento di cani (allevavo prima pastori tedeschi e poi siberian husky) e la seconda parte in una casa sempre e solo cani(e gatti)-munita.
Mio figlio non è mai stato neppure sfiorato da un cane…e sa perché? Perché ho educato prima di tutto LUI a rispettare i cani, e poi i cani a rispettare i bambini (cosa che VA FATTA, perchè non viene da sè: un cane non può sapere cos’è un bambino, se non è il padrone a spiegarglielo).
Il risultato è che mio figlio oggi parla correttamente italiano, inglese e canese:quindi è in grado di interpretare tutti i segnali che invia un cane e di mandare a sua volta segnali comprensibili. Questo basta e avanza ad evitare qualsiasi problema, purché non si sia tanto ignoranti e/o tanto prevenuti da pensare che il problema stia altrove.
x Ludovica
E vabbe’, mentre rispondo a qualcuno arrivano altri commenti…tra un po’ scriviamo un libro di cinofilia in diretta
Ludovi’, il cane – a differenza dell’uomo – non è quasi mai irrecuperabile (salvo i casi di malattia degenerativa, tipo rabbia o tumori al cervello, e lì è chiaro c’è poco da fare) PROPRIO per il motivo che dici tu. Tutto ciò che è condizionamento può essere annullato da un controcondizionamento che in molti casi può essere – su questo ti dò ragione – lungo e difficile, ma non è mai impossibile.
Allora io sono d’accordo con Penelope: o decidiamo che la pena di morte è una figata anche per l’uomo (e personalmente non la penso affatto così), oppure diamo una possibilità di riscatto ANCHE ai cani, che non possono essere considerati “inferiori” solo perché “diversi”.
Se valesse questa equazione, allora andrebbe bene anche prendere a sprangate i gay o gli extracomunitari: so’ diversi…
Se abbiamo dei principi etici, devono valere per tutte le specie viventi, escluso il caso della legittima difesa perché questo credo sia fuori discussione.
Quindi: se un cane mi sta saltando alla gola, mi sento autorizzata ad ucciderlo. Ma se è saltato alla gola di qualcun altro perché era spaventato, aveva fame, era disperato…allora non mi sembra giusto che per rendere giustizia a una vittima si faccia fuori quella che – a tutti gli effetti – è solo un’altra vittima.
Si vadano a cercare i responsabili e si puniscano loro. Quanto ai cani, dovrebbero esistere adeguate strutture di recupero in cui – breve o lungo che sia – possano compiere il loro percorso e tornare ad essere “cani” e non più killer.
Vale’, leggimi bene: quando parlo di “irrecuperabilita’” non lo faccio sulla base di un paradigma scientifico, ma ambientale e situazionale. In Italia, ad oggi, date le condizioni quei cani SONO irrecuperabili.
E poi ricorda (e lo sai
) che un controcondizionamento funziona in condizioni normali. In condizioni di stresso il cane (come anche l’uomo per altro) torna a riproporre il comportamento afferente al condizionamento originale che resta ad un livello piu’ profondo.
Ludovi’, in Italia e ad oggi ci sono leggi “quasi” civili in materia cinofila che vengono regolarmente ignorate da gran parte delle amministrazioni locali (nel Sud molto più che a Nord, ma anche qua non è che si sguazzi nel miele).
Io ti ho capito benissimo, ma non trovo ugualmente giusto che si ammazzino le vittime anziché costringere i colpevoli a fare quello che devono fare PER LEGGE.
Quindi esigerei che il governo si smazzasse per far sì che le leggi venissero rispettate.
E’ chiedere troppo, lo so (specie con QUESTO governo che sputacchia pure sulla costituzione, figuriamoci sulle leggi che riguardano i cani): ma credo ugualmente che sia più lecito incazzarsi con chi non gestisce adeguatamente i cani, piuttosto che far fuori loro.
Si, vale’, e siamo d’accordo. Ma de quei cani che ne famo? Concretamente e praticamente, che ne famo? Non idealmente, eh, che idealmente non li ammazzerei manco io.
Praticamente? Li affidiamo a persone in grado di recuperarli. Propongo: uno per ogni struttura cinofila seria esistente in Italia.Così salviamo i cani e diamo contemporaneamente modo agli ernesti e ai pini della situazione di capire, tra un annetto, quanto sia sbagliata la loro forma mentale. Perché scommetto che tra un annetto ognuno di questi cani, se fosse gestito in modo corretto, potrebbe fare il cane da protezione civile o simili.
P.S.: non è che stiamo rompendo le palle al mondo con questa discussione cinofila interpersonale?
Se ci fossero persone in grado di recuperarli per quanti sono i randagi in Italia oggi sarei una persona molto piu’ felice
La verita’ e’ che di persone cosi’ in italia ce ne saranno… uhm… un 5% rispetto ai randagi, in proporzione?
Strutture cinofile serie nun ne parlamo manco, dai. E non mi tacciare di pessimismo
Non è vero che hai tolto gli insulti. I primi commenti di Ludovica, Penelope, Lelith e Rossi sono infarciti di insulti, con linguaggio da caserma, contro Nicotri. Che quando ha risposto per le rime ha ricevuto altri insulti, che tu non hai censurato. Dovresti vergognarti pure tu.
E’ bestiale, nel vero senso della parola, che queste care signore non abbiano speso neppure una parola per le vittime dei cani, spesso bambini, a volte perfino neonati. Mi meraviglio che Nicotri si sia abbassato a scrivere per un giornale che lascia tanto spazio a persone come queste, ma contento lui contenti tutti. Si vede che ci guadagna un mare di soldi.
Mi rendo conto che la crisi italiana è molto più grave di quella di altri paesi perchè troppa gente è ormai fuori di testa, non è neppure che mettano il cane sullo stesso piano dell’essere umano, è evidente che certa gente lo mette addirittura a un livello più alto. In nessun altro paese europeo o negli Usa c’è la sporcizia dei cani che c’è in Italia, evidentemente siamo molto meno civili a causa di certa ideologia che s’è mangiata il cervello di troppe persone, il cui idolo deve essere Asia Argento che lecca in pubblico la lingua del suo cagnaccio. Ovviamente in abbigliamento sexi, tanto per confermare che siamo al livello animale in tutti i campi.
Riguardo i discorsi delle signore di cui sopra si commentano da soli. Altro che il cavallo di Caligola, ormai siete al punto che potete fare senatore, capo del governo o dello stato anche Fuffi.
AO MA NUN’ E’ CHE MENTRE VOI PARLATE QUESTI CI ACCOPPANO ?
NON SONO NICOTRI, MA QUELLO VERO !
@ernesto
non essendo questo tuo commento insultante nei confronti di qualcuno, ma esprimendo invece opinioni (fondate o meno che siano, non importa), non lo modero. E non rispondo, perché penso che non ce ne sia bisogno: chiunque, leggendo i commenti, sarà in grado di farsi un’idea su chi ha ragione e chi torto nell’occasione.
ciao.
Ah queste benedette differenze tra cani e uomini!!!
Il mio cane (ne ho tre) non può vedere i bambini: ne sto sempre alla larga (anche se so che il massimo che farebbe è abbaiare.. ma giustamente devo prevenire, non curare!!!!).
Cara Ludovica, so perfettamente che tu parli con cognizione di causa e che ogni tua parola ha un peso e una motivazione. Sinceramente, io parlo e mi inalbero con la pancia – anzi con l’animo e con il cuore.
In tutta sincerità, non vedo tutte queste differenze tra un cane e un uomo. Non le vedo perchè non ci sono, o non ci sono nella maniera in cui crediamo noi (cioè mettendoci su un gradino più alto rispetto a loro).
Francamente mi trovo d’accordo con valeria quando dice che è l’uomo ad essere irrecuperabile. E’ più facile recuperare un pitbul “da combattimento” che un mafioso o un pedofilo o uno stupratore. La devianza umana è molto più difficile da estirpare perchè l’essere umano ci si crogiola nel suo modo di pensare e di agire.
Sai cosa penso? Che è sarà molto difficile sia rieducare i cani di scicli che i bambini delle favelas perchè purtroppo hanno conosciuto solo violenza e quando conosci solo la violenza tendi a replicarla. (Ricordiamoci i pedofili figli di pedofili… i mariti violenti figli di padri violenti etc).
Quello che io non accetto è che ai mostri-umani (e sappiamo che gli umani fanno peggio dei cani) si dà sempre una possibilità o cmq li si lascia vivere perchè alla vita umana si dà questo cazzo di valore immenso.
Ora, io contesto questo doppiopesismo. Lo contesterò sino allo sfinimento.
Allora siamo 7 miliardi. Tra questi 7 miliardi ci sono persone degnissimi, fantastiche, impegnate nel sociale, nel volontariato, che fanno del bene (non importa a chi), che studiano, che cercano di migliorare il mondo.
Però tra questi sette miliardi ci sono stupratori, killer, mafiosi, piduisti, pedofili, pellicciai, macellai, inquinatori ambientali, guerrafondai, stragisti, ammazzatori di cuccioli, gente che tira l’acido sul viso e chi ne ha più ne metta. Gente che non potrà mai avere margini di miglioramento perchè ormai da lì non si schioda. Che facciamo di questa FECCIA?
Questa feccia ha diritto all’esistenza, i cani no. Anche se i cani, presi da gente in gamba.. e ce n’è grazie al cielo, potrebbero salvarsi.
Sì faccio un discorso morale e non me ne vergogno. Il paragone con l’ipotetico leone che caccia la gazzella (cioè le leggi naturali) è fuorviante. Noi non siamo leoni, siamo delle scimmie stupide fuori controllo. Siamo fuori dalle regole naturali da un pezzo.
La natura è sicuramente crudele ma è equilibrata. Noi siamo fuori da qualsiasi equilibrio. Io non potrei mai contestare una persona che si difende. Perchè come si difende il lupo o il bisonte, anche noi ci difendiamo.
Contesto il concetto di “giustizia umana” applicata sugli animali. Contesto lo specismo, contesto il doppiopesismo.
Anche io (in realtà mio padre, io ero piccina) ho dovuto eutanasizzare il mio cane..era malato, stava solo soffrendo (da qui si evince che sono favorevole all’eutanasia anche per i bipedi.. oddio per gli animali ho qualche dubbio più che altro per la questione della volontà O_o).
Quanto allo yorkino, tranquilla perchè morde solo noi e cmq siamo delle persone responsabili. Non esponiamo mai questo cane a situazioni potenzialmente pericolose in cui sono coinvolti terzi. INoltre siamo assicurati
Se fosse stato un pitbull credo che sarebbe già da tempo in riabilitazione. Cmq lui è così per via della sua padrona.. e anche perchè è stato dato via che non era manco svezzato: quindi da una parte ha preso il peggio e dall’altro si crede un umano perchè era troppo piccolo per aver sviluppato il suo “essere cane”. Sai no, tipo l’imprinting. Non so se mi sono spiegata.
Gli altri due, invece, sono cani a tutti gli effetti. Il chiuahua è un po’ stronzo ma è normale, il mio è un ex randagio ed è un cagnolino meraviglioso, dolcissimo, affettuoso solo un po’ abbaione fuori casa. Questo per dire quanto assorbono da noi. Esattamente come i bambini. (Una ricerca aveva stabilità che il cane adulto ha le capacità cognitive di unbambino di 4 anni. Ora a me non piacciono questo genere di ricerche perchè mi sembra stupido sia prenderci come termine di paragone sia dover dare un valore all’intelligenza di un animale. Però cmq è un dato utile per capire sino a che punto i cani possono capirci e noi possiamo capire loro. No?)
Beh cmq non è che tutti i randagi sono “rabbiosi” eh ahhaha dai!!! quelli di ste zone son tranquillissimi.. anche perchè il più delle volte c’è gente che dà loro da mangiare… sapete i classici cani di quartiere.
Non è il randagismo in sè a creare “bestie feroci”: è sempre il rapporto con l’uomo. Tu lo sai.. e allora, educhiamo gli italiani!!!!!!!!
In effetti, non capisco perchè non si facciano campagne serie nelle scuole… le scimmiette bisogna prenderle bene da piccole!!!!!!!!!!!!
(Io devo ringraziare mio padre che mi ha insegnato il canese)
Mi allineo a gregorj, salvo qualche dubbio sull’identita’ di Ernesto, che mi ricorda pericolosamente qualcuno.
Tristezza.
Scusate, ma se vedete un branco di cani randagi affamati e feroci attaccare una vecchietta per sbranarla li lasciate fare perché non vedete differenze tra cani e uomini e non volete essere accusati di speciesismo se sparate ai cani in questione? Forse, Penelope, il tuo discorso sulla decadenza dell’occidente e dell’umanitá andrebbe riletto con altri occhi e pensando piuttosto ad atteggiamenti come il tuo.
Ale
Dunque ernesto.. fammi capire: se io non obbedisco alla madre di tutti i razzismi (l’appartenenza di specie) devo cortesemente prendermi a schiaffi?
Siamo seri. La maggior parte dei morsi vengono dati perchè la “vittima” morsicata non conosce il linguaggio canino nè rispetta i cani.
Se sono bambini, è colpa dei genitori. E loro devono prendersi la responsabilità.
Lo sa anche un CRETINO che non si lasciano i cani soli con un neonato. Se non si è capaci di stabilire un corretto rapporto tra il cane e il nuovo arrivato è meglio che a) non si prendono cani sin dall’inizio; b) non si fanno figli. (L’abbandono non lo prendo in considerazione)
Caro ernesto. Sai perchè i cani azzannano i neonati? Perchè spesso quando arriva un mocciosetto il cane, che fino ad allora aveva avuto tutte le attenzioni, viene messo in un angolo e dimenticato.
I cani provano sentimenti come noi. In quel caso si sentono come il fratellino maggiore che viene messo da parte per il nuovo pupattolo. E può diventare aggressivo nei suoi confronti perchè, esattamente come un bambino, è lui che gli ha tolto l’amore dei suoi padroni ed è lui che deve sparire.
Sta all’intelligenza e alla sensibilità di mamma e papà creare un’atmosfera tale in modo che il vecchio padrone di casa (il cane) non si senta escluso dal nuovo assetto familiare.
Ecco perchè io non sono mai stata morsa da un cane e tanti altri sì.
Allora, andiamo avanti con gli anni. Il bambino cresce. Gattona. Gioca. C’è una fase nella crescita di un bambino nella quale tendono a prendere e tirare tutto. La coda e le orecchie del cane possono capitare in mezzo a questo tutto.
Ci sono cani che si fanno fare di tutto, altri no. E’ una questione di carattere.
Se i genitori non mettono subito in chiaro che il cane va rispettato, possono accadere fatti molto spiacevoli. O semplicemente episodi nel quale il cane dà un avvertimento e il bambino si spaventa.
E’ quello che è capitato a me quando avevo 7/8 anni. Avevo un bellissimo pastore tedesco che è praticamente cresciuto con me. Eravamo cuccioli insieme ed è stato molto formativo. Lui non mi hai mai fatto cadere, anzi. Era la mia spalla e il mio peluches su cui mi rotolavo beatamente in giardino.
Capitò un giorno che io gli rompevo le scatole. Sono sempre stata attratta dal naso dei cani. LO adoro, lo trovo ciccionissimo. Ebbene io gli toccavo il naso mentre lui voleva starsene tranquillo sulla brandina. Cosa fece per farmi smettere? Ringhiò. Punto. NOn fece altro. Io mi spaventai a morte e corsi da mio padre (che era là vicino). E sai cosa fece mio padre? Mi spiegò i motivi del ringhio e mi disse, dolcemente, che non dovevo dare fastidio al cane quando lui voleva stare tranquillo. Alchè mi portò vicino a lui, il mio cagnolone mi scodinzolò festoso e facemmo “pace”.
Credimi, Ernesto: quell’episodio mi ha segnato profondamente e mi ha insegnato tantissimo. Ed è la ragione per cui quando sento certi fatti ci penso due volte prima di parlare di cane assassino. Perchè i cani danno sempre dei segnali.. non attaccano MAI così ad minkiam senza motivo. Mai.
Scorriamo avanti col tempo. Il bambino cresce. Nessuno gli ha insegnato come ci si rapporta con i cani, anzi. I cani quando danno segno di non sopportare i bambini vengono menati.
Il bambino cresce senza avere il minimo rispetto per 4 zampe e si diverte a tirare le pietre ai cani dei vicini. Nessuno si è mai accorto di niente. O peggio, i genitori del bambino sono stati avvertiti ma non sgridano il figlio. Anzi, se la prendono col padrone del cane preso di mira. Un giorno, accade un imprevisto. Il cane riesce ad aprire il cancello mentre il bambino-figlio-di-imbecilli si sta proprio divertendo a tirargli sassi. Il cane si avventa contro il ragazzino. Perde un occhio.
Il cane viene sequestrato. Ma il cucciolo d’uomo ineducato non viene portato via a quei genitori idioti. Tutti a dire “povero povero povero!!” quando povero non lo è affatto. Nè lui, nè i genitori. Perchè se io tiro le pietre ad un cane proprio perchè mi diverto a vedere il cane che si incazza, io me la cerco la tragedia. Se io genitore non redarguisco mio figlio quando vengo a sapere le sue brvate, me la cerco la tragedia.
Tutti i casi di cronaca nei quali sono coinvolti cani che morsicano sono semplici declinazioni dei fatti inventati qui sopra descritti.
C’è il cane maltrattato, quello dimenticato, il figlio non educato e così via. Alla base c’è sempre un adulto ignorante che le tragedie se le crea da solo.
Leggiamo qua:
http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1083&ID_sezione=339&sezione=News
A questa situazione aggiungiamo i cari civilissimi meridionali che cacciano i cani a suon di bastonate e i ragazzini che tirano le pietre per dimostrare il loro grande intelletto.
Francamente, non mi sembra così strano che poi attacchino le persone: per loro sono nemici, hanno solo conosciuto la feccia umana.
Credi che non mi faccia pena quel povero bimbo sbranato???? Ma stiamo scherzando??!?!
A quanto ne so poteva essere lì per dar loro da mangiare o per vedere in che situazioni fossero. I bambini non sono sempre merde come i loro genitori.
Mi spaventa il pensiero della paura che possa aver provato. Lui piccolo e indifeso che cerca di scappare con la sua piccola bici. E la consapevolezza di non poter far niente.
Ma la colpa primigenia non è dei cani, mi spiace. E’ di tutte quelle persone che fanno finta di non vedere. Le vittime sono due.. non una sola. E io provo pietà per entrambe.
Certo, io fossi i genitori mi farei sempre un esamino di coscienza perchè io non l’avrei certo mandato da solo da quelle parti. Tutti sapevano di quella situazione, nessuno ha mai fatto niente, tutti se ne sono FREGATI (e si sono intascati i soldi). Ma finchè pagano i cani e vabeh tanto son cani (bei ragionamenti). Quando ci finisce in mezzo un bipede, tutti a riempirsi la bocca e a chiamare sangue al sangue.
Beh a me questo modo di ragionare mi ripugna.
E sono fiera di pensarla in questo modo. Sicuramente se ci fossi il al governo qualcosa cambierebbe da questo punto di vista. Altro messe e balle varie. EDUCAZIONE NELLE SCUOLE – PATENTINO – POLIZZA ASSICURATIVA – CONTROLLI A TAPPETO.. e anche divieto di commercializzazione. L’amore non si compra, si adotta.
Ale, ragiona un secondo.
I cani randagi, affamati e seviziati non ci diventano da soli.
Inoltre, io non sono decadente e
tanto meno i miei discorsi.
Io sono una progressista all’infinito. Le mie idee sono inclusive, non esclusive. Non escludo gli animali dalla mia pietas solo perchè appartengo a una specie diversa. La mia idea di universalità è totale, non è a scatola chiusa.
Io non posso pretendere che il mondo intero la pensi come me. Posso però cercare di migliorarlo inducendo le persone alla riflessione.
Quello che chiedo io è di aprire un po’ gli orizzonti mentali e di non pensare sempre in modo “antropocentrico” obbedendo all’appartenenza di specie.
Cerchiamo di vederla un po’ larga.
So che i miei sfoghi possono essere controproducenti. Purtroppo sono emotiva e non riesco a essere lucida come valera e come ludovica. Ma non per questo i miei pensieri non possono essere spunto di riflessione vera.
x Ernesto
Scusa, Pin…pardon, Ernesto, ma ho riletto con molta attenzione il mio primo commento.
L’unico insulto che è ho trovato è stato un “coglione” rivolto ad un ipotetico e del tutto simbolico padrone incapace di cane mordace.
Non mi pare di averti insult…pardon, di aver insultato Nicotri in alcun modo, a meno che non sia insultante dire che qualcuno “scrive senza sapere di cosa scrive” (mi sa che l’insulto, alla fin fine, era questo).
Per quanto riguarda il bambino, mi pare scontato che siamo tutti addolorati per lui (e soprattutto per la sua famiglia). Ludovica non credo, ma io sono pure madre: figurati se non riesco a immedesimarmi e a soffrire con i genitori di quel povero bambino.
Solo che non era il bambino il tema del tuo artic…pardon, dell’articolo di Nicotri.
Erano i cani.Se tu…ehm…se Nicotri avesse scritto parole di cordoglio per il bambino, anziché lanciarsi in un attacco all’arma bianca contro i cani, nessuno avrebbe replicato neppure con una riga.
xAle:
Ma che stai a di’?
Se vedo una vecchietta attaccata da un branco di cani faccio il possibile per difenderla.
Se vedo un branco di cani attaccato da una vecchietta faccio il possibile per difendere i cani.
Per il resto…ho già detto che la legittima difesa è, appunto, *legittima*: se qualcuno vuole farmi fuori, umano o animale che sia, trovo del tutto ovvio difendermi (anche sparando, ammesso e non concesso che abbia un’arma a disposizione).
Ma qui non si stava parlando di cani colti nell’atto di sbranare di qualcuno: si stava parlando di cani che – molto probabilmente per fame – hanno ucciso un bambino e sono GIA’ stati catturati e messi in condizione di non nuocere. Abbatterli per quello che hanno fatto: a) come se l’avessero fatto consapevoli di commettere un delitto (cosa che assolutamente non è, perché i cani non hanno senso morale); b) come se si desse per scontato che lo rifaranno, quando basta probabilmente nutrirli per evitare che mordano qualcun altro…be’, mi pare molto al di fuori di una logica civile.Non “animalista”: semplicemente civile.
Valeria, dovresti farmi un corso di lucidità mentale
Beh ho riletto il mio primo commento.. a parte asserire che l’artitolo è di una limitatezza mentale assurda.. o che nicotri si crogiola nel groviglio specista.. beh insomma, mica ci sono insulti.
C’è molto sarcasmo, qualche battuta caustica, ma non ho certo mandato a fanculo nessuno…
ah sì ho detto che nicotri casca dal pero hahahaha
dai su, non mi puoi qualificare quelle cose come insulti.
Dì piuttosto che non ho risposto nel merito e che mi sono attaccata allo stinco coi denti. E li hai perfettamente ragione ern.. cioè pino.. no cioè ernesto.. insomma, chiunque tu sia!
Scusa, Penelope, ma mo’ litigo un po’ anche con te
Non c’è nulla di più pericoloso della tua frase finale sulla commercializzazione: “l’amore si adotta” fa pensare automaticamente che sia lecito produrre cuccioli “in regalo” a tutto spiano, nonché riempire i canili con questi cuccioli ottenuti in regalo, che come tali si possono buttar via quando non divertono più il pupo.
Posso rivoltare la frittata?
L’amore non si compra, ma il lavoro serio si paga.
I cani andrebbero sempre e solo comprati, pagando il giusto riconoscimento a un lavoro duro e difficile, dagli allevatori SERI: quelli che si smazzano per anni ad imparare tutto quello che c’è da imparare su una razza canina, e poi lavorano con scienza e coscienza per mettere al mondo SOLO cuccioli frutto di una selezione accurata anche dal punto di vista del carattere…perché è vero che i cani non sono tutti uguali, ma è anche vero che i cani allevati con scienza e coscienza SONO tutti cani equilibrati. Anche loro possono mordere, se finiscono in mano a un incapace: ma l’allevatore serio, di solito, questo non lo permette.
Devo dire, purtroppo, che gli allevatori seri, per ogni razza, si contano sulle dita di una mano: però ci sono. E guarda caso, che siano chihuahua o rottweiler, i loro cani non hanno mai morsicato nessuno.
I cani morsicatori sono quasi sempre meticci (anche quando vengono definiti pitbull, rottweiler o pincopallino, perché demonizzare una razza fa più scena e fa vendere più giornali)oppure pseudocani di razza provenienti da fonti come negozi, fiere del cucciolo ecc. (tutti smerciatori di cuccioli dell’Est, una delle peggiori piaghe che il mondo cinofilo abbia mai conosciuto).
Quindi ti dico come la vedrei io: sterilizzazione OBBLIGATORIA (tanto fa solo bene alla loro salute) per *tutte* le cagne di proprietà, escluse quelle adibite alla riproduzione, che dovranno però stare in mano ad allevatori riconosciuti e controllati costantemente per essere certi che facciano bene il loro lavoro – se parliamo di cani di razza – oppure a privati che abbiano seguito un corso speciale per “allevatori di una singola cucciolata” (anche meticcia, a questo punto) e che sappiano già dove piazzeranno i loro cuccioli, uno per uno.
Se non si fa il corso e non si porta la dichiarazione con gli indirizzi dei futuri proprietari, uno per uno, la cagnina non tromba.
Fine.
Così si eliminerebbero in un sol colpo il randagismo, i padroni ignoranti e incompetenti e, di conseguenza, almeno l’80% delle morsicature canine.
Miiiiiiiiii…Ernesto, mi era sfuggita la tua ultima frase: e d’accordo che la battuta è scontata, ma la devo proprio fa’.
Fuffi senatore?
MA MAGARI!
Meglio di Bossi (un nome a caso, perché se faccio tutto l’elenco scorriamo venti metri di pagina) lo sarà senz’altro!
Valé, ma che sta’ a’ddi?
Se dei cani attaccano un umano per fame non dovresti difendere l’umano: difenderesti una gazzella attaccata da una leonessa a caccia? Sii coerente, se non vuoi incorrere nello speciesismo di cui accusi gli altri.
no ma che litighi, figurati.
Guarda, io ho avuto sia cani cosiddetti di razza che cani “meticci”.
Ho avuto cani comprati che cani adottati. NOn ti so dire quale tipo di cane sia più “aggressivo”. Per me conta molto l’ambiente esterno nonchè il padrone. Poi certo ci sono delle dinamiche genetiche incontrollabili, ma questo vale anche per noi.
Non amo il commercio sugli animali perchè non mi piace l’idea che una vita possa essere *venduta*.
E’ ovvio che un allevatore coscienzioso e bravo non fa alcun danno agli animali che “produce” (non mi piace questo verbo).
Il problema è che l’allevatore ha come obiettivo il profitto. E se ha come obiettivo il profitto non gli importa che fine fa il cane.
Quindi un povero cucciolo può finire in buone mani (come è capitato al mio topochiuahua) o in pessime mani (come capita a tanti altri).
Poi anche sulle razze il discorso è lungo e dovrebbe essere più obiettivo. La razza è una selezione genetica e come tale va incontro a pro e contro. I contro è che il patrimonio genetico è sempre lo stesso. E cosa succede quando i parenti (anche alla lontana) si accoppiano e si riaccoppiano all’infinito? Che insorgono “difetti”.. più precisamente malattie.
Il mio pastore tedesco si ammalò proprio di una malattia ereditaria recessiva, molto frequente tra i pastori puri. Pensaimo ai bassotti e ai problemi che hanno alle zampe. I chiuahua hanno un problema al setto nasale. Tutta roba genetica derivante dalla selezione.
A me delle razze non me ne frega nulla, a me piacciono i cani.
Poi c’è anche un altro aspetto. I cani nei canili bisognerà pur farli adottare
Poi vabeh io sogno un mondo in cui non ci sono nè canili nè allevamenti (intendo l’industria del cane di razza a tutti i costi)..ma solo cani, gente educata e zero abbandoni.
Per me è fondamentale l’educazione sia delle nuove generazioni che delle vecchie. Inoltre credo sia fondamentale un patentino. NOn tutti sono in grado di poter curare un cane. Ci vorrebbe un corso prima di prenderne uno. Perchè quasi nessuno sa a cosa si va incontro quando si accoglie un 4 zampe in casa.
Ecco secondo me questa è la chiave: da qui discende tutto il resto.
E no non intendevo dire che si devono produrre cuccioli a tutto spiano!!! assolutamente!!!!! E’ che come ti ho detto sopra, il commercio che c’è dietro non mi piace. Ove c’è il denaro il fine ultimo è il profitto, non certo il benessere degli animali. (Perchè come hai detto tu, gli allevatori come si deve sono pochi…)
Per il resto sono totalmente d’accordo con te, anzi praticamente in tutto. La tua frittata mi piace!. Ho qualche riserva sulla sterilizzazione obbligatoria, perchè secondo me qua il problema è sempre a monte cioè nell’educazione.
Ma è pur vero che da qualche parte bisogna partire.
Credo che a regime, della sterilizzazione non ci sarebbe nemmeno bisogno!!!!!
ah però devo rettificare il mio topo ha morso un estraneo in casa.. per la fattispecie: il tizio dell’antenna parabolica hahahhahahahah gli si è avventato sullo stinco ahhahahha meno male che è un topo. No rido perchè conosco il cane, è ridicolo.. ha la livrea di un pastore tedesco e si crede un pastore tedesco hahahahha devo dedurre che è colpa dell’allevatore… che dici, sarà ancora in garanzia il mio frugoletto peloso???
Evito di riferirmi a singole persone perché il livello espresso da varie di loro è pessimo. Non mi ci abbasso più. La tizia che mi consiglia di leggerle il “labiale” neppure ha capito che ho citato una sua frase nella mia risposta ad un altro lettore non per i motivi che lei molto educatamente (!) indica, ma perché a lei non mi rivolgerei più neppure dipinto. Alla larga.
Ciò premesso:
- parlare di “colpe” e di uso della “ragione” attribuendole ad animali, cani in questo caso, spiega già bene a che livello ci si pone. Avanti di questo passo qualcuno predicherà il vangelo anche per i cani, immagino, e crederà che l’Iliade sia stata scritta per loro a da uno di loro. Magari parlerà di peccati, redenzione e miracoli attribuendo il tutto a cani.
- Premesso che a me degli applausi non interessa nulla, specie in certe sedi e da parte di certa gente, contrariamente a quanto ha detto qualcuna sapevo bene che ci sarebbe stata la reazione che c’è stata. Conosco infatti bene l’inciviltà, la litigiosità – chi va con lo zoppo impara a zoppicare, chi va con chi abbaia forse impara ad abbaiare – e il fanatismo dei “canofili” odierni. Assisto quasi ogni giorno a scene neppure da terzo mondo, che varcato il confine sono semplicemente inimmaginabili. Anzi, mi divertiva l’idea di vedere chissà quali altre mirabilia avrebbero vomitato ’stavolta gli umanisti e le umaniste del quattro zampe.
- Beccato in castagna perché qualcuno ha dimostrato di saperne più di me? Per carità, su questo argomento (che oltretutto non è quello del mio articolo) sono felice che le Ludoviche e le Rossi e affini primeggino. A ognuno il suo.Specie se poi sono pure giornaliste…. Opperbacco!
- Il mio lavoro NON consiste nel cercare di essere o no simpatico, ma nello scrivere, articoli o libri, ed esprimere critiche. Ovviamente non tutti possono essere d’accordo con me. Nessun problema. La cosa non mi riguarda né mi interessa. Ma la cafonaggine espressa a volte dai lettori è spesso eccessiva, oltre che sempre faccenda misera. In ogni caso, il mio lavoro NON consiste nel rispondere ai lettori, specie a quelli diciamo di un certo tipo.
– Io i miei articoli li firmo con nome e cognome, ci sono anche mie foto da qualche parte, chiunque sa chi sono. I lettori che sparano accuse con linguaggio da trivio o da untori sono invece persone che si nascondono dietro l’anonimato, che resta tale anche nel caso che nei post indichino il loro vero recapito di posta elettronica, che io comunque non controllo mai perchè NON mi interessa. Il vocabolario italiano ha un termine ben preciso per indicare chi sbraita e lancia sassi ma nascondendosi.
- Il lato più comico dei (s)ragionamenti rifilatimi addosso è la convinzione di certe persone di amare gli animali, cani in testa. Poveri illusi! L’amore per gli animali è tutt’altra cosa. Nasta guardare le zampe di un cane per capire che NON è adatto a vivere in un appartamento, specie se è di grossa taglia. Un conto è una cagnolino che fa compagnia a dei bambini o scorazza beato in un parco privato o in campagna, altra faccenda è il resto. Mi pare che in Svizzera chi ha in casa un animale deve tenere anche il suo compagno dell’altro sesso, il che è già un po’ meno disumano della ferocia dei padroni – e delle padrone – di cani che si tengono un bel cagnone tappato in un appartamento. E’ ovvio che un cane in queste condizioni soffra. E’ altrettanto ovvio che se si tratta di cani tipo mastino o affini la clausura in appartamento o la vita alla catena nei microgiardini li spinga ad essere aggresivi. Specie i cani ottenuti per incroci, non sempre stabili e a volte causa di problemi con il passare degli anni. Anche un leone giovane non dà nessun fastidio se ha la panza piena, mi ci sono trovato davanti un paio di volte in Africa e la cosa mi ha preoccupato meno del cane di un vicino di casa che è un idiota, un poveraccio che per sentirsi qualcuno ha bisogno di far provare paura ai passanti girando con due mega cani e guinzagli chilometrici. E guai se qualcuno gli dice che non gradisce le loro schifose leccate. Ma il leone vecchio diventa pericolso perché non governa più bene la propria volontà e/o istinto.
Mi pare ovvio che cani “proprietà” di persone che si illudono di amarli, ma in realtà gli fanno fare di fatto un po’ sadicamente una vita da… cani, in qualche modo risentano anche di questo.
- NON è vero che non esistono cani e razze di cani pericolose. Ci sono razze “create” apposta ed altre allevate apposta per essere feroci, vedi i dobermann utilizzati dai nazisti per riacciuffare i prigionieri o i molossi usati dagli spagnoli nei massacri contro gli indios. La retorica è sempre una faccenda vuota.
- Il 6 gennaio 1954 a Bari per fortuna la Befana mi aveva regalato una pistola giocattolo a tamburo, e per fortuna prima di andare a giocare in strada l’avevo caricata con le piccole capsule a salve. E’ stato così che ho potuto evitare che un bambino venisse sbranato da 4 cani da guardia di un deposito di locomotive della Bari-Barletta. Sentite le urla del bambino sono corso a perdifiato verso di loro e quando li ho raggiunti non sapendo che fare m’è venuto spontaneo scaricare sul muso delle bestie i “colpi”, che coi loro botti hanno messo in fuga quei quattro maledetti cagnacci. Altrimenti quel bambino anche lui di 10 anni avrebbe fatto la fine di quello di 10 anni in Sicilia di sabato scorso. Non rompetemi perciò le scatole con favolette da libro cuore versione canina. Perché non sapete di cosa parlate.
- Quando ero bambino a Roma il mio cagnolino si chiamava Tombolino. Ricordo la notte quando mio nonno mi svegliò per regalarmelo. Due anni dopo Tombolino morì sbranato da due cani pastori. Piansi quasi una settimana, finché mio padre mi rimproverò con una certa durezza. A Padova nell’81 ho raccolto un bastardino che ho chiamato Spina, e la mia compagna nel ‘79 ne aveva raccattato uno che chiamò Pina in mio onore. Pina finì sotto un furgoncino, il veterinario disse che era meglio finirla con una siringa. Ho ingessato e curato io Pina, rimasta zoppetta per il resto della sua vita. E ho cambiato veterinario.
La mia consorte a Milano quando l’ho conosciuta aveva due botoli raccolti per strada, Simone lui e Flokky lei. Finiti uno sotto un’auto e l’altro per vecchiaia. Un agosto in Puglia per fare felice mia figlia, ancora bimba, raccolsi un lupacchiotto bastardino che arrostiva neonato sotto il sole. Lo abbiamo chiamato Tobia e portato a Milano. Tre anni dopo ho dovuto regalarlo – assieme al gatto e agli uccellini – perché s’è scoperto che mia figlia aveva delle allergie e il pediatra vietò la presenza di animali in casa. Rimasero solo i pesci dell’acquario.
L’animale per il quale ho sofferto di più è stato un rondone che ho raccolto da terra a Modugno nel ‘51. Aveva un’ala rotta. Lo portavo a spasso sulla mia spalla sinistra, orgoglioso che tutti mi guardassero increduli: un rondone posato sulla spalla di un bambino! Roba da non credere, da favola.
Un bel giorno il rondone mentre eravamo in strada ha spiccato il volo. All’improvviso ho sentito le sue zampette irrigidirsi, gli artigli far presa sul mio maglione, un tremito e poi via a palla! L’ho sentito e visto spiccare il volo. Un frullo vorticoso nell’orecchio. Uno strappo da me, improvvisamente rimasto solo. Un senso di abbandono improvviso e vertiginoso… Una delle orfanezze della mia vita.
Risento spesso quel frullo d’ali. Ogni volta ci sto ancora male, ogni volta è sempre “quella” volta. Nonostante il dolore lancinante, da strappo delle viscere, ero felice che il mio rondone fosse guarito fino al punto di volare via. Libero. Sono rimasto a bocca aperta a vederlo schizzare nel cielo.Un’emozione davvero forte: il mio rondone volava…
Ma questi sono argomenti troppo seri per parlarne con certe signore dall’eloquio diciamo improprio e, se ho ben capito, dall’insinuazione non proprio intelligente. Con loro e con i loro simili e supporter non ho nulla da spartire.
nicotri
Io fo voto perché Pino Nicotri faccia il Brian Wilson di Giornalettismo. Ossia si limiti a scrivere senza più andare on stage.
Non capisco perché i giornali di carta siano rispettosi o ipocriti nel trattare coi lettori e qui sul web invece si pensi di doversi comportare altrimenti. Non parlo con questo, non parlo con quello, questo è scemo, l’altro è in mala fede, non mi abbasso, non mi perito: di questo passo, in bottega non entra più nessuno.
x Ricchiuti: guarda che invece è molto bello che un giornalista possa mostrare tutto di sè, non solo il lato “ufficiale”. A volte viene fuori il peggio, ma almeno uno si regola. Personalmente preferisco sapere con chi ho a che fare; anche se a volte un’immagine si rovina un po’. Ma meglio perdere un po’ di stima per una persona vera che stimare un’icona.
xNicotri: bellissimo il “non ti parlo più”; era dai tempi dell’asilo che non me lo dicevano! Grazie, mi hai fatto ringiovanire di una cinquantina d’anni.
Io invece ti parlo, per dirti che:
a) se il tuo lavoro non consiste nel rispondere ai lettori, perché lo fai?
b)che gli animali “ragionino” è ormai scientificamente appurato da almeno cinquant’anni.
c) il cane è un animale sociale adattato da circa tredicimila anni alla vita con l’uomo. Disattato, stressato e spesso – proprio per questo – mordace è il cane “nano da giardino”, tenuto fuori “perché gli fa bene alle zampe”. Ovvio che hai ragione sul fatto che un cane non può vivere *sempre e solo* in appartamento: chi lo tiene così non ama gli animali.Ma non credo che questa accusa si possa rivolgere a nessuna delle persone che ti hanno risposto qui.
d) la retorica è una faccenda vuota, l’ignoranza è una faccenda pericolosa. Solo in questa risposta hai inanellato una serie di “cugginate” degne dello stupidario cinofilo che peraltro sto scrivendo. I dobermann e i molossi spagnoli “creati per mangiare la gente”? Storicamente ridicolo. Il dobermann venne creato come cane da difesa personale da Luis Dobermann, esattore delle tasse stufo di essere rapinato…e fin qui puoi anche dirmi che ha voluto fare un kanakattivo; ma lo sai per cosa erano usati i molossi spagnoli? Per la transumanza del bestiame. Ovvio che qualsiasi cane, se il suo “capo” gli dice di aggredire qualcuno, lo fa. Per lui è un ordine come “seduto” o “terra”, visto che il cane – lo ribadisco per l’ennesima volta – non ha senso morale e non sa cosa siano il bene e il male. Altrettanto ovvio che la bestia umana che vuole un cane macinapersone non si prende un chihuahua, ma preferisce il molosso. Questo non significa che i chihuahua siano buoni e i molossi cattivi.
e) quella della Svizzera non so dove tu l’abbia sentita, ma è appunto una cugginata. Dio ce ne scampi. La Svizzera è un paese molto civile in campo cinofilo, dove nessuno si sognerebbe di obbligare la gente a tenere coppie di cani (le coppie di cani producono solitamente cuccioli, sai? E l’ultima cosa che fa un paese civile è sfornare cuccioli a ripetizione. Non per niente in Svizzera il randagismo è a zero, e da noi è nelle condizioni che tutti sappiamo).
f) le tue storie di infanzia sono tanto carine, ma nel ‘54 quanti anni avevi? Non mi dire che un bambino è in grado di giudicare la pericolosità di cani da guardia che probabilmente stavano facendo solo il loro mestiere, appunto la guardia. Se l’altro bambino, invece di strillare, avesse abbandonato il loro territorio, la cosa sarebbe probabilmente finita lì. Il tuo intervento da sceriffo ha avuto esito felice solo perché, probabilmente, quei cani erano fondamentalmente dei fifoni. Altrimenti, invece di un bambino sbranato, avrebbero potuto essercene due. Di sicuro hai fatto il possibile perché andasse a finire così.Ritieniti fortunato.
g) tutti sti cani sbranati, finiti sotto le macchine ecc. ecc. mi danno un po’ da pensare sulla cura con cui ti occupi dei tuoi animali.Ma non voglio essere troppo cattiva, un incidente può capitare a chiunque. Mi chiedo invece perché un cinofobo così accanito si prenda in casa dei cani.
D’altronde mi chiedo anche perché un giornalista colto in castagna non possa ammettere di aver semplicemente toppato e preferisca accanirsi a suon di belinate su chi ne sa più di lui su un argomento (salvo poi schernire e disprezzare l’argomento stesso, oltre a chi ne capisce. Ma allora perché ne hai scritto?)
Io invece fo voto perché un redattore o collaboratore di giornale le critiche alla direzione o ad altri colleghi le faccia nelle riunioni di redazione o comunque ai diretti interessati, magari via Skype, anziché pubblicamente sul giornale, nella rubrica dei lettori se cartaceo o nei forum se online. Un giornale infatti è cosa diversa dal bar o dal cortile di casa. Per carità, non mi sottraggo certo al nuovo, parto dal principio che c’è sempre da imparare, specie per me, però poi a un certo punto c’è da stabilire se di nuovo si tratta, e di un nuovo positivo, costruttivo, o se si tratta di vecchiume spacciato per nuovo o forse davvero del nuovo, ma comunque inaccettabile.
A parte questo, non so o non ricordo chi sia Brian Wilson (già vedo che ti freghi le mani felice di avermi baccato in castagna), non mi interessa neppure appurarlo al volo via Google. Mi godo la mia ignoranza. Aggiungo che uso porgere l’altra guancia, sì, ma solo una volta: infatti ho solo due guanche, non tre e tanto meno in numero infinito. Motivo per cui se uno – o anche una, vista la parità di diritti e doveri tra i sessi – mi dà una sberla, dopo la seconda gliela restituisco.Con i dovuti interessi. Parlo di sberle non fisiche ovviamente. Se qualcuno pensa di poter usare il prossimo come un pungingball o un tiro a segno solo perché scrive on line, si abaglia di grosso, almeno con me.Anche se a onor del vero visto l’andazzo può essere bene evitare di rispondere ai commenti, comprese le domande, e lasciare così che i lettori se la vedano tra di loro. In tal caso però, caro Ricchiuti, non vedo perché porre domande all’autore dei pezzi. Per giunta spesso domande con note personali, e con sottofondo (iper)polemico. A me basta e avanza il mio blog personale, con annesso forum, dove i lettori a furia di scontri anche con me hanno imparato a comportarsi meglio. E dove nascono perfino incontri a piccoli gruppetti,a Milano, a Roma, in Toscana, a Torino, in Abruzzo, ecc., e perfino amicizie (anche qualche amore, mi è parso di capire).
Le polemiche non mi spaventano neppure un po’, tanto meno la sincerità, alla quale sono stato educato e alla quale mi attengo sempre e a tutti i costi. Motivo per cui detesto le insinuazioni e le manine che si nascondono dopo il lancio di sassi: un forum on line non è come il muro o la porta di un cesso di scuola o dell’autostrada, dove ognuno scarica il peggio di sé. Chi usa insinuare mi fa un po’ pena, e alla lunga mi fa anche orrore. Una insinuazioncina mi pare non sia mancata neppure in questo forum, per mano di una gentile padroncina di cane o di cani.
Poiché sono passato indenne e senza rancori attraverso accuse giudiziarie semplicemente inimmaginabili, non mi spavento e neppure mi scompongo per accuse di altro tipo: dall’antipapismo all’antisemitismo, dall’anticristo all’antiislam (forse l’ho già detto a suo tempo, ma vanto anche una mezza fatwa contro di me da parte di un cretino convertito all’islam e animatore del suo Messaggero on line). La mia pantagruelica curiosità umana mi porta ad osservare sempre con interesse sia il meglio che il peggio delle persone. Da grande infatti vorrei magari fare il romanziere…..
Tutto ciò premesso, al mio post precedente aggiungo alcune cose di cui ieri notte per la stanchezza mi sono dimenticato:
- conosco un ragazzino che quando aveva sei anni s’è visto assalire in giardino la sorellina di tre anni dal cane di un vicino. Per evitare finisse sbranata, con la forza della disperazione ha affrontato il cane è ha fatto l’unica cosa da fare in un simile frangente: lo ha afferrato al collo fino a rompergli le ossa della gola, uccidendolo. Non vorrei essere nei panni di quel ragazzino, che ha vissuto due traumi in un sol colpo: vedere la sorellina tra le fauci di un cagnaccio e averlo dovuto uccidere, per giunta con le proprie mani. Bisognerebbe prendere quel vicino di casa e fargli fare qualche anno di galera, o di rieducazione come addetto a un canile comunale e nel contempo a un asilo. Ma nel Belpaese delle Pandette la giustizia reale è un optional.
- Una mia conoscente ha un cane e un figlio. Quando questo era bambino a volte vomitava, un paio di volte lo ha fatto anche in casa mia. A sua madre pulire il vomito del figlio faceva schifo, e infatti lo pulivo io, ma non esitava invece a pulire dove il cane faceva le sue beate cagate in casa. Commenti? Non ce n’è bisogno. Basti dire che un giorno ho spiegato, in buon italiano, alla mia amica alcune cose. Credo le abbia capite. Con suo vantaggio, oltre che con vantaggio del figlio.
- Al congresso nazionale della Fnsi del 2007, a Castellaneta Marina (Puglia), l’ultima mattina rientrai a piedi alle 5 nella palazzina del complesso turistico dove ero alloggiato. Cascavo dal sonno e non ne potevo più delle chiacchiere di otto ore di riunione, che avevano fatto seguito a 10 ore tra assemblee e altre riunioni, perciò volli farmela a piedi per prendere un po’ d’aria fresca in faccia e sgranchirmi le gambe. Arrivato nell’area verde del residence della mia stanza, mi sono visto venire incontro nella penombra tre cani ringhianti e abbaianti di notevole stazza. Chiaramente randagi, che in seguito ho saputo avevano già inseguito una collega (Lucia Parisi o Nicoletta Morabito, ora non ricordo), per fortuna già vicina alla porta di ingresso. Qualche attimo prima che i tre randagi mi saltassero addosso mi sono lanciato io contro di loro urlando come un pazzo. Non avevo la pistolina giocatolo di quando avevo 10 anni, e così ho fatto da scacciacani io. Essendo solo dei cani e non eroici Robin Hood, se la sono data a gambe. Buon per me, ma anche, credo, buon per loro.
- Da anni corro a piedi, qui nell’estrema periferia milanese affacciata alla campagna. Una volta ho dovuto proseguire la corsa fino all’ospedale della zona di Famagosta perché mi aveva morso alla parte destra del torace un enorme alano portato a spasso – con tanto di catena – da un giovine mascalzone che anziché aiutarmi e dirmi almeno se il cane era vaccinato s’è dato alla fuga. Il giorno dopo però lo hanno beccato prima i vigili e poi i carabineri, su segnalazione del pronto soccorso che mi aveva medicato. Il padre del mascalzone si è messo a piangere pregandomi di ritirare la denuncia (sequestro di persona: perché il cane mi aveva bloccato su un sentiero). Ho ritirato la denuncia.Forse non avrei dovuto, ma non me ne pento.
Poi ci sono i morsi del cane della signora del palazzo di fronte, ex nota campionessa di pallacanestro ed ex conduttrice di non ricordo quale trasmissione sportiva mi pare su Canale 5. C’è il signor Matella della scala D o C che minaccia di “staccare la testa dal collo” a chi si è permesso di dire che le leccate dei suoi cani se le goda lui senza rompere i coglioni ai passanti- C’è il tizio con la testa pelata della scala B che insulta e minaccia chi non si sposta quando passa lui con due o tre cani al guinzaglio di vari metri. Per non parlare del fratello della giornalista del Corsera che di cognome fa Pollo: stendiamo un velo pietoso, è meglio.
Questa è la meravigliosa umanità cagnofila che dà il meglio di sé nei paraggi. Trovo adeguato che il cane sia il loro migliore amico: chi altri se no?
Devo continuare? Per le persone ragionevoli dovrebbero bastare le letture delle cronache, e magari un po’ di documentazione in più reperibile via Google. Anziché porconare stracciandosi le vesti (in attesa del prossimo sbranato).
Un saluto.
pino nicotri
P.S. Naturalmente non ho dubbi che le balde Ludoviche e Daniele e compagnia can-tante impugnino non solo la tastiera del computer per inveire contro chi non adora gli angioletti sbranatori quadrupedi, ma impugnino anche il guanto, la paletta e il sacchetto per raccattare dalla strada o dai giardini la merda dei loro cani ogni volta che la fanno. Perché non dovrebbero, visto che in Italia lo fanno tutti, ma proprio tutti? A partire da quei pezzi non di di merda di ricchi abitanti della zona di Brera, via Spiga, via Solferino, Fiori Chiari e Fiori Scuri che la merda la fanno raccattare dalle colf (pagate con contratto in regola? Mah) o dal filippino e cingalese di turno costretti per campare a portare a spasso mandrie di cani tenendo sotto un braccio sacchetti, paletta e guanti di plastica per fermarsi a raccattare ogni “bisognino” (più che il diminutivo, sarebbe adeguato il maggiorativo).
Dalla Milano da bere a quella da far cagare.
Una lenzuolata modello piano quinquennale.
Non siamo sul tuo blog, e non credo sia interesse di qualcuno fare di Giornalettismo una agenzia matrimoniale. T’ho fatto notare in pubblico che hai esagerato perché credo sia interesse comune non educare il pubblico ma tenercelo per quanto possibile. Non a tutti i costi ovviamente ma. Non c’è bisogno di una riunione di skype per certe cose.
Poiché sei uso partire per la tangente, e sei tu quello che personalizza, facendo strame di lettori, collaboratori, prim’attori e gente passata per caso, sarebbe meglio a mio parere che scrivessi e tacessi.
Il problema di voi giornalisti della vecchia guardia, abituati a non interagire col pubblico, è che siete cresciuti in un bozzolo. Il guaio dell’internet è che come tutte le comunicazioni orizzontali mette alla pari pubblico e autore. Ed il problema di voi vecchia guardia è non capire che il giornalista in quanto tale non viene percepito come autorità scientifica ma come lavorante della vulgata. Tradotto, siete venuti su senza mai andare in concerto e scendete in piazza nel momento in cui la piazza si considera vostra pari e vi sfida sistematicamente cantandovi sopra.
Io penso che Pavarotti non avrebbe fatto strada se avesse rifiutato i fischi del loggione. E gridare al pubblico di merda mi fa orrore perché nessun giornale di quelli coi quali i giornalisti campano si permetterebbe di fare il contropelo ai suoi clienti.
Tra l’altro, parliamoci chiaro Nikita.
Sei stilisticamente parlando un rozzo, iperaggressivo, semplificatore e primitivo.
Ho letto il tuo libro su Ferrara. Avevi una sola idea, Ferrara non è intelligente, e l’hai ripetuta ossessivamente per tutta la biografia.
Dal momento che scrivi così, non puoi aspettarti risposte inglesi. Poi rispondi esagerando, e non ti dico quando ammolli le patenti di propaganda agli altri mentre tu saresti invece l’oggettività in persona. E quindi figurarsi.
Dico, deve continuare questo stillicidio oppure facciamo che le beghe te le fai nel blog personale e qui invece che è un lavoro di gruppo eviti di ponzare col culo di tutti ?
Replicare a Nicotri mi e’ impossibile: prevale un sentimento di umana pietas.
Ricchiuti: mi permetto di condividere le tue considerazioni. Un plauso a chi tiene il cervello acceso.
Tu invece evidentemente hai altri problemi. Per me, te li puoi tenere stretti stretti. Ognuno ha i suoi. Ludovica per esempio ha il cervello acceso, ma ha le h spente. Dialogare con me? Ma per carità diddio!
Se ti piace tanto sprizzare pubblicamente odio ad personam, affari tuoi. Così almeno tieni allegri quei giornalisti “della vecchia guardia” che mio tramite leggono G. Che certo non è il mio blog, ma dubito sia il tuo vomitatoio personale.
‘Notte, ragazzi. Però prima di montare in cattedra e dare lezione alle “vecchie guardie” si dovrebbe per prima cosa avere conquistato una cattedra e per seconda cosa essere sicuri che si tratti di una cattedra e non di uno sgabellino. O di una buca. Altrimenti l’effetto è drammaticamente diverso da quello preteso.
Tranquillo: d’ora in poi non mi prenderò più il disturbo di darti retta.
nicotri (con i problemi della vecchia guardia. Per fortuna)
Insomma, prima di stare alla pari con te bisogna mettersi alla tua altezza, al tuo livello.
La miseria, che putiferio.
Vabeh sai che c’è? che se mi metto a descrivere tutte le merdate che fa la gentes cinofila e quella non cinofila del mio condominio e per estensione del mio quartiere non finisco più (e poi non interessa a nessuno: l’italia è un paese di stronzi, ce ne meravigliamo!?)
Quanto alla cacchi, sì io la raccolgo. 3 bustine al giorno per altrettante cacate. E lo faccio con immenso piacere perchè so di lasciare pulito il suolo pubblico. Anche se poi le cartacce, le bottiglie, i materassi, le tv, le lavatrici e le batterie delle auto continuano a rimanerci.
Presente! Anch’io raccoglitrice accanita di cacche (a volta raccatto pure quelle altrui), nonché istruttrice di raccoglimento cacche (nel senso che il figlio è un raccoglitore altrettanto puntuale: però quelle altrui non so se le tira su).
Ieri notte ho rischiato di tirar su anche una siringa: però, quando me ne sono accorta, quella ce l’ho lasciata. Chiedo venia.
“l’italia è un paese di stronzi, ce ne meravigliamo!?”
Ma a un Paese di stronzi perché dargli in mano masse di cani pericolosi se non altro per la taglia? Il problema è tutto qui, a parte i fanatismi “ideologgggggici”.
Un saluto.
pino nicotri
P. S. Aggiungo, sempre visto che siamo “un Paese di stronzi”:
- perché abbassare a 16 anni il permesso di caccia e magari per la patente d\’auto?
- Perché permettere la circolazione stradale – anziché solo in pista, debitamente affittata – di auto e moto di potenza tale che strutturalmente è ben difficile possano far rispettare i limiti di velocità?
- Perché permettere anche a giovanissimi auto troppo potenti?
- Perché fingere di piangere per la piaga dei morti sul lavoro (abbiamo il record europeo anche su questo) se poi si ordina all’Inps – che s’è già pre-adeguata! – di essere più leggera e leggiadra nei controlli sui luoghi di lavoro?
Risposte: proprio perché siamo “un Paese di stronzi”!
Ultima domanda, quindi: E se allora cominciassimo a toglierci un po’ di merda da addosso anziché tenercela tutta?
sono un lettore
stimo sia Ricchiuti che Nicotri
amo i gatti; un po’ meno i padroni dei cani
ritengo comunque i commenti interessantissimi e utilissimi per completare un già interessantissimo articolo
non voglio entrare nel merito,,,,se entrambe le parti fossero meno spigolose…..
ma il giornalismo in rete forse è più bello proprio per questo.
beh Pino, in realtà sono più mordaci i piccoletti
Comunque hai ragione. L’ultimo tuo post lo sottoscrivo. Appunto per questo che mi infervoro come una iena poco ridens e molto mordens.
Io ci provo anche a togliermela di dosso questa merda, ma lo sai anche tu: in questo mestiere (il tuo e il mio) una volta che ne levi un pochino te ne arrivano tre quintalate dopo 10 secondi. E allora che si fa?
Non faccio altro che litigare col mio direttore per questi ed altri motivi. E alla fine sono io che voglio imporre agli altri le mie idee.
FOrse è vero, ma almeno voglio cambiarlo il mio piccolo mondo e se non alzo la voce nessuno mi sentirà.
Tra parentesi, le cose che hai elencato mi inorridiscono tutte. Perchè conosco quella normativa sulla caccia, perchè mi ricordo com’ero a 16 anni. Perchè questo paese è la fiera dell’ipocrisia.
Come vedi, i cani non c’entrano niente. Penso che questo tu lo sappia molto bene. A prescindere dai lenzuoli di cui sopra (i miei, i tuoi, quelli di tutti.).
Detto fra noi: nel quartiere (pieno di cani di proprietà tenuti più o meno bene a seconda dei casi) a raccogliere le cacchì dei nostri amici a 4 zampe motrici saremo si e no in 3, di cui due della mia famiglia ahhahahaha triste, nevvero?
Potrei scriverci la divina commedia su ’ste cose.
Penelope, la gente ha troppa paura dei rapporti umani. Non ti sei accorta che se ne stanno in troppi chiusi nel metro quadro? E sai perché? Perché con gli amici si può anche litigare, dagli amici si può anche essere delusi, gli amori ti possono far soffrire come una bestia. Il cane invece con un osso ti fa le feste. Ci siamo abituati al supermercato e al telecomando, due cose dove (ti fanno credere che) scegli sempre tu quel che ti pare. La gente ha paura di soffrire, il supermercato e il telecomando ne hanno fatto sparire la capacità. Così ripieghiamo sul più facile. Sul meno doloroso. Sì, però, porkaeva, anche meno umano! Quanto può durare questa anestesia, questa fuga dalla realtà?
Aggiungi l’allarme continuo con il quale ci vogliono fare avere paura anche a uscire di casa, perché fuori ti possono stuprare rapinare, scippare, bla bla bla bla bla…. Così ci si rinserra in casa ancora di più: tv, consigli per gli acquisti, Veline, Letterine, Don Matteo, Un Medico in Famiglia, un po’ di porno, il cane leccapiedi, internet, virtualità… Mah. Ogni quattro anni si va a votare. Arri-mah
Beh, io preferisco ancora litigare con gli amici o prenderla a qual posto con gli amori (nun me fa parlà!), anziché consolarmi facile. Cane o non cane.
Baci.
pino
P. S. 1)- Non preoccuparti. Sono nate belle amicizie dopo sfuriate e sberle da spellare la faccia, ricevute e date. L’importante è essere in buona fede. Se lo si è, alla fin fine ci si capisce. Chi non lo è, peggio per lui.
2)- E Ulisse?
Caro Pino Silvestre (:P) sì è un discorso che torna. Ma torna anche quello opposto. C’è chi si sposa per non rimanere solo, chi fa figli per avere il bambolotto (e ce ne son tanti, più di quanti immaginiamo) etc etc.
Ma questo pensiero lo faccio mio proprio perchè non mi consolo con nessuno. Per me non esiste il consolarsi. E chi si comporta così mi fa un enorme tristezza, sia che si prenda un cucciolo o che faccia un figlio o che scelga un partner alla casaccio giusto per averlo.
Non voglio generalizzare però. Parlo per me quindi. Non ho 3 cani e 2 gatti perchè è più facile ricevere amore da loro piuttosto che da un essere umano. Li ho perchè son capitati dentro la mia vita per una ragione o per l’altra.
Non ho mai pensato “con un cane soffro meno”, altrimenti non avrei ricevuto le delusioni che ho ricevuto in 28 anni di vita! Certo, ho i miei problemi di relazione (purtroppo ognuno ha i suoi cazzi, detta alla francese) ma i cani non c’entrano una mazza. Anzi, se sono rimasta ciò che sono lo devo paradossalmente a loro. Perchè con il loro essere “puri” mi ricordano che non vale la pena crogiolarsi nel dolore.
Poi vabeh, io non faccio differenze. Amore è amore a prescindere da dove viene
E non parliamo delle elezioni!!!!!!!!
Al prossimo articolo allora
ps1 beh cos’è, un’avance digitale? ahahaha massì che sono in buonafede (non metto il nome e cognome perchè già mi trovo su youtube e ciò non è bello -_-”” lo rivelo solo in privato
)
ps2 il Mio Ulisse è stato doverosamente accalappiato
. E’ Un po’ lontano, come da storyboard. Ma ci stiamo lavorando.
caro signor Nicotri io ho 25 anni ho avuto 3 cani e nessuno di loro mi ha sbranato, come mai? poi mi sa dire come nascono i cani randagi? e di chi è la ola del radagsmo se non dell\’uomo?