Omicidio Ilaria Alpi, chiesta assoluzione per l’unico condannato: «Il fatto non sussiste»

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Il sostituto procuratore generale: «Dobbiamo avere anche il coraggio di ammettere che possa essere innocente»

Assoluzione di Hasci Omar Hassan, l’unico condannato per l’omicidio della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin (avvenuto in Somalia, a Mogadiscio, nel marzo 1994). È la richiesta presentata dal sostituto procuratore generale Dario Razzi al termine della sua requisitoria nel processo di revisione davanti alla Corte d’appello di Perugia. Il magistrato ha chiesto l’assoluzione «per non avere commesso il fatto». «Se è vero che Hassan è stato condannato – ha spiegato – dobbiamo avere anche il coraggio di ammettere che possa essere innocente».

 

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OMICIDIO ILARIA ALPI, CHIESTA ASSOLUZIONE HASCI OMAR HASSAN

Secondo il sostituto procuratore generale analizzando le prove emerse nei confronti di Omar Hassan «ne deriva un quadro bianco senza immagini, senza niente». «E quindi – ha detto proseguito Razzi – la mia conclusione non può che essere una richiesta di assoluzione per non aver commesso il fatto». Il magistrato ha parlato di «inattendibilità» del teste Gelle. «Non esiste» ha sottolineato. Ha quindi preso la parola il legale della famiglia Alpi che si è associato alla richiesta di assoluzione «per non avere commesso il fatto». Ha infatti ribadito come i congiunti della giornalista «abbiano sempre sostenuto l’innocenza di Hassan» e la sua estraneità al duplice delitto. Stessa posizione espressa dall’avvocato Stile, che rappresenta la Rai.

Alpi fu uccisa mentre si trovava in Somalia come inviata del TG3 per seguire la guerra civile somala e per indagare su un traffico d’armi e di rifiuti tossici illegali in cui probabilmente aveva scoperto il coinvolgimento di esercito e istituzioni italiane. Hassan, originario della Somalia, ha scontato in carcere 16 dei 26 anni della condanna, prima di essere affidato, dallo scorso anno, ai servizi sociali a Padova. Uno dei teste chiave del processo che ha portato alla sua condanna era un altro somalo, Ahmed Ali Rage, detto Gelle, che nel febbraio 2015, nel corso del programma di Raitre ‘Chi l’ha visto?’, ha ritrattato le sue accuse.

(Foto da archivio Ansa)

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