Le 5 rivelazioni di Wikileaks su Hillary Clinton

wikileaks-hillary-clinton

Quali sono le novità svelate dai leak delle comunicazioni di John Podesta sulla candidata democratica alle presidenziali Usa

Wikileaks ha diffuso più di 17 mila email inviate dal responsabile della campagna elettorale di Hillary Clinton, John Podesta. Il Financial Times ha sintetizzato le cinque rivelazioni principali fornite da Wikileaks sulla candidata presidente dei Democratici americani, che questa sera si confronterà per l’ultima volta contro Donald Trump nel terzo dibattito presidenziale.

      • 1. La differenza tra buoni e cattivi finanziatori non è chiara allo staff della Clinton.Il Financial Times rimarca come in diverse comunicazioni tra lo staff di Hillary Clinton si noti come non sia chiara la distinzione tra buoni e cattivi finanziatori per la campagna elettorale. All’interno della campagna c’è la consapevolezza, corretta, che l’eccessiva vicinanza dei Clinton a lobbisti e al mondo della grande impresa come della grande finanza possa danneggiare le chance nelle primarie democratiche. In diverse comunicazioni si preferisce comunque accettare del denaro da personalità controverse, in modo regolare e lecito, piuttosto che rinunciare per evitare polemiche.
      • 2. Hillary Clinton ha provato a far spostare le primarie dell’Illinois
        La campagna di Hillary Clinton ha tentato di far spostare le primarie dell’Illinois di un mese. Il loro obiettivo era non far svolgere le consultazioni in concomitanza con le primarie repubblicane, così da favorire la vittoria di uno dei candidati giudicati più deboli per la sfida presidenziale, Donald Trump o Ted Cruz. Il piano non è riuscito, visto che nonostante i tentativi di pressione sui legislatori dell’Illinois le primarie democratiche si sono svolte il 15 marzo, come previsto.

SEGUI LO SPECIALE SULLE ELEZIONI USA 2016

  • 3. I collaboratori preferivano non informare sempre Hillary Clinton
    In diverse occasioni i collaboratori di Hillary Clinton hanno preferito tenere all’oscuro del loro capo i tentativi per convincere Bill Clinton a rinunciare ai discorsi per le grandi imprese americane, o per le più importanti banche americane. La campagna aveva correttamente individuato come questi discorsi, pagati centinaia di migliaia di dollari, avrebbero creato polemiche dannose a livello elettorale, ma preferivano evitare di scontrarsi con Hillary Clinton, fermamente convinta che il marito non dovesse rinunciare a simili occasioni di guadagno.
  • 4. Hillary Clinton non è ostile al fracking e all’industria fossile
    Diverse mail evidenziano come Hillary Clinton non sia ostile al fracking come affermato in campagna elettorale. Negli incontro con i rappresentanti dell’industria energetica tradizionale, che si basa su fonti fossili, Hillary Clinton si mostra favorevole e collaborativa anche rispetto alla produzione via fracking, osteggiata in particolare modo dalla base democratica e dagli ecologisti.
  • 5. Tim Kaine non era un favorito scontato per il vicepresidente
    Nelle mail scambiate dallo staff si nota come la candidatura di Tim Kaine nel ticket con Hillary Clinton non fosse scontata. Il senatore della Virginia, che nel 2008 era nella shortlist di Barack Obama insieme all’attuale vicepresidente Joe Biden e Evan Bayh, era uno dei 40 nomi discussi all’interno dei dirigenti della campagna della candidata democratica. I nomi erano suddivisi in diverse categorie, e una apposita era stata dedicata a Bernie Sanders, il rivale della Clinton alle primarie democratiche. Tra le personalità più peculiari considerate come possibili vice ci sono Bill e Melinda Gates, l’ex sindaco di NYC Michael Bloomberg, Tim Cook di Apple e Howard Schultz di Starbucks.

Tag: ,