Economia

Le ingiustizie della Social card

19 marzo 2009

Sarà la crisi, ma la povertà è tornata di moda. Anche nel dibattito politico. La scena è ancora dominata dalla “Social card”, una delle tante trovate geniali del governo Berlusconi. Il bilancio di questi primi mesi mostra poche luci e molte ombre. Vediamole

Quando ha varato la Social card il governo l’ha descritta come una sorta di panacea in favore degli italiani meno fortunati, creando molte aspettative. La “Carta acquisti” ha un meccanismo di funzionamento complicato, ha avuto problemi di distribuzione e ancora oggi molti di quelli che ne hanno diritto o non l’hanno ricevuta, o non possono usarla perché è “scarica”. E’ stata in gran parte finanziata riducendo i trasferimenti ai servizi sociali dei Comuni e delle Regioni, quindi senza aumentare le risorse  a favore delle persone deboli. Ma questo forse lo avrete già letto.

C’E’ POSTA PER NOI - C’è dell’altro, di cui forse si è parlato meno. Alla posta di Giornalettismo per esempio è arrivata questa mail: “Per favore fate sapere ad es. che nel reddito per la social card viene conteggiata l’indennità  di accompagnamento di invalidità civile. Questa è una evidente discriminazione perché a parità di condizioni l’invalido, oltre ad essere sfortunato perché invalido, si vede negato un diritto che invece viene accordato al suo sosia non invalido e si fa per dire più fortunato. Inoltre si sa bene che l’assegno di accompagnamento non fa reddito e non è tassato, proprio perché deve alleviare la condizione di sofferenza esistente.” E’ una mail che grida vendetta. E purtroppo non è un caso isolato: spulciando nei requisiti per averla si scoprono anche altre cose poco comprensibili.

I REQUISITI PER LA SOCIAL CARD – La Social card o Carta Acquisti viene concessa esclusivamente agli anziani sopra 65 anni o ai bambini sotto i 3 anni (il Titolare della Carta è il genitore) in possesso di vari requisiti: cittadinanza italiana, imposta netta Irpef uguale a zero, redditi complessivi inferiori a 6.000 euro l’anno (8.000 se ultrasettantenni). Non basta: bisogna anche avere un ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) inferiore a 6.000 euro, non essere intestatari di più utenze domestiche, non avere (se non in quota minoritaria) altri immobili ad uso abitativo oltre la casa in cui si vive, non essere proprietari, con una quota superiore o uguale al 10%, di immobili non ad uso abitativo o di categoria catastale C7 (Tettoie chiuse e aperte). Complessivamente, alla fine della [[Social card]] usufruirà non più del 3-4% delle famiglie italiane, rispetto ad una popolazione sotto la soglia di povertà che secondo l’Istat è il 12,8% dell’intera popolazione.

11 commenti a Le ingiustizie della Social card

  1. “Una mano, oltre agli stanziamenti (insufficienti) previsti a carico del bilancio dello Stato, l’hanno data due colossi di proprietà dello stesso Ministero dell’Economia: 50 milioni provengono da una donazione dell’Enel, mentre 200 milioni sono stati versati volontariamente dall’Eni.”

    Volontariamente, eh? :D Ma i piccoli azionisti lo sanno?

  2. Ma non s’è capita l’ironia? ;-)

  3. no, è che sono le famose scelte industriali che li stanno facendo volare in Borsa :D

  4. Lisa72

    Anche io conosco una signora che ha una figlia invalida al 100% e il cui unico reddito sono la pensione di invalidità e l’assegno di accompagnamento della figlia a cui infatti è stata negata la social card… :( (
    OT: vogliamo parlare anche del bonus energia? Premesso che è giusto che ne usufruisca chi ne ha bisogno ma con quale criterio si fanno i limiti per accedervi? L’ISEE per chi ha da 1 a 3 figli deve essere inferiore a 7500€ (e mi può star bene) quello per chi ne ha 4 inferiore a 20.000€.. mi sembra uno scostamento veramente enorme….
    Lisa

  5. Carlo, bel pezzo, ma grandissimo il disegno!

  6. @tess:
    Volare..oh oh…cantare oh oh oh oh…:-)

    @Lisa72:
    La storia dell’Isee meriterebbe un articolo a parte. Uhm, quasi quasi…

    @EsseEmme:
    Grazie mille! :-) In questo caso, più che un disegno, è un collage di contributi presi qua e là.

  7. Loska

    che pietà che mi fa, la buena vista social card company ;) (genialissima l’immagine)

  8. ricchiuti

    Sulla faccenda dell’isee rimasto fermo a 6.000 di contro il reddito elevato a 8.000, c’è stato un gigantesco giro di richieste di social card fatte inoltrare fraudolentemente dai Caf (che lo sapevanoe ci marciavano. Tutte con esito negativo, ovviamente.

  9. “Non si sarebbero spesi i circa 7,5 milioni di euro all’anno tra produzione della carta, percentuale all’esercente, commissioni di ricarica”

    Eh ho capito, ma vi sfugge un particolare: la carta non serve per aiutare quella cricca di profittatori che sono gli invalidi e che mo’ oltre all’accompagnamento pretendono di ciucciare altri soldi ancora. E ci mancherebbe altro, mo stai a vede’ che hanno anche da ridire, col trattamento di lusso che gli viene concesso dal nostro assistenzialista modello sociale. Ma ad aiutare tutti quei gran lavoratori che le carte le fanno, le firmano, le producono, le gestiscono. Devono mangia’ pure loro, o no? Devono aiutare l’economia del paese a rimettersi in moto, no?
    Scommettiamo su quanta gente ha effettivamente *mangiato* grazie alle carte? Io stimo uhm… una decina? Qualcosa di piu’?
    Comunque vada sara’ un successo.

  10. Rado il Figo

    Ludovica, e vogliamo parlare degli enti certificatori PEC con norma inserita alla chetichella nel decreto anticrisi di novembre 2008?

  11. pensinato

    ciao,

    la social card….? mi fa ridere…sapete l’ultima? l’ho fatta la domanda,mi e’ stata assegnata,accreditati i primi 3 mesi..mi dici cosa vuoi..? me la bloccano…!!! perchè isee supera la soglia …ma state scherzando..??? ma una domanda ..isee al inizio,inizio non era di € 7.500 per ultra settantenni..e tutto d’un tratto e’ diventato €6.190 come mi hanno detto all INPS…?

    altrimenti come hanno accettato la mia domanda…? viviamo in un paese do balocchi….peccato che noi dobbiamo mangiare…..

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