WhatsApp ha ucciso gli sms (crollati del 65% in 3 anni). E noi ci guadagniamo

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In Italia vola il traffico dati da dispositivi mobili e cala il prezzo delle telecomunicazioni. Un buon affare per tutti gli utenti

WhatsApp abbatte gli sms. L’ennesima conferma è arrivata pochi giorni fa dal VII Rapporto dell’Asstel sulla filiera delle telecomunicazioni nel 2015 in Italia, che ha fornito nuovi dati sul boom del traffico dati nel nostro Paese e il crollo dei tradizionali strumenti di messaggistica.

WHATSAPP BATTE GLI SMS

Secondo i dati diffusi dall’associazione di categoria (che, nel sistema di Confindustria, rappresenta le imprese della tecnologia dell’informazione) il traffico dati da dispositivi mobili (come smartphone e tablet) dal 2010 ad oggi è cresciuto di quasi il 500% passando da 128 a 751 petabyte. Si tratta di un boom legato soprattutto alla diffusione di servizi di comunicazione via Internet, che hanno a loro volta generato un vero e calo vertiginoso del numero di sms, calati del 27% tra 2014 e 2015 e del 65% in tre anni tra 2012 e 2015. «Questo forte calo (degli smsa, ndr)è imputabile – si legge il rapporto Asstel – al sempre maggior utilizzo di servizi di messagistica (come WhatsApp) da parte dei consumatori». Ma la crescita interessa anche il volume di traffico dati da rete fissa, salito del 27% tra 2014 e 2015  e del 162% tra 2010 e 2015 (da 3.030 a 7.965 petabyte).

 

 

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WHATSAPP CI FA RISPARMIARE

Ma WhatsApp rappresenta anche un’opportunità di risparmio per gli utenti. I dati dell’Istati citati da Asstel mostrano un crollo del 37% dei prezzi di telecomunicazioni mobili dal 2010 al 2015 e del 13% delle telecomunicazioni fisse. Le telecomunicazioni fisse sarebbero calate del 5,9% tra 2013 e 2014 e di un ulteriore 5,7% tra 2014 e 2015.

Dal rapporto Coop 2016 su bisogni e consumi degli italiani, pubblicato a settembre (curato da Albino Russo, responsabile dell’Ufficio Studi Ancc-Coop, e realizzato con la collaborazione scientifica di REF Ricerche e il supporto d’analisi di Nielsen e Coop Italia), è emerso che grazie alla rete e alle tecnologie digitali (precisamente grazie al consumo ‘free’) ogni famiglia riesce a risparmiare mediamente ogni 12 mesi circa 1.400 euro (600 euro a persona). E i 1.400 euro all’anno potenzialmente risparmiabili sarebbero così divisi: 80 euro (6,7 al mese) per i servizi di telefonia, 120 euro (10 al mese) per la musica, 144 euro (12 al mese) per i quotidiani, 180 euro (15 al mese) per i giochi, 20 euro (1,7 al mese) per i film, 25 euro (2,1 al mese) per le foto e 30 euro (2,5 al mese) per il navigatore.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit: EPA / MARCELO SAYAO)

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