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Come si gioca a rugby? Tutto quello che dovete sapere sulle sue regole

Il rugby è uno sport molto seguito e apprezzato per tante ragioni. La prima che ci viene in mente è che al tempo stesso risulta molto violento ma particolarmente caratterizzato da fair play. In Italia ha un suo discreto seguito, particolarmente legato allo svolgimento del Sei Nazioni. Tuttavia le regole sono poco note alla maggioranza e noi ti diamo le giuste dritte per poterlo apprezzare. Nessuno tocchi il calcio ma… è bene conoscere anche altro!

Poche regole, tanto spettacolo

La regola più strana del rugby è che la palla ovale deve essere appoggiata oltre la linea di meta con una complicazione: può essere passata solo all’indietro. Le uniche due possibilità di passarla in avanti sono tenendola in mano in corsa o calciandola con il piede. Questo sport si pratica su campi rettangolari molto simili a quelli regolamentari del calcio a 11. Il campo è diviso in cinque linee di cui due sono quelle di meta, due quelle dei 22 metri e una quella di metà campo. Alle estremità sono situate le porte costituite da altissimi pali. Si gioca in 80 minuti per due tempi da 40. Si gioca solitamente a 15 ma esistono anche altre versioni in cui il numero dei giocatori in una squadra arriva a 13. Come nel vecchio calcio, i numeri delle maglie denotano il ruolo dei giocatori da 1 a 15. I ruoli più significativi, sebbene tutti possono attaccare, placcare, passare o segnare sono il 10 che appartiene al miglior calciatore ed il 9 che è del mediano che dirige i passaggi ed è il regista della giocata.

Mischia ordinata e touche, i simboli del Rugby

Possono essere placcati solo i giocatori che hanno in mano la palla ovale che rischiano continuamente di essere buttati a terra e di essere privati della palla. Risulta molto difficile, a primo impatto, individuare i falli. Certo è che non si può placcare dal collo in su e che se una squadra commette un fallo, l’arbitro darà alla squadra che ha subito l’inizio dell’azione in posizione di vantaggio. In questo caso la squadra che ha subìto può calciare in touche, fare la mischia, partire alla mano o calciare la palla tra i pali.

Quando si parla di palla alla mano, intendiamo la ripartenza dell’azione di un giocatore che passerà correndo la palla alla propria squadra, se vuole. Nel caso del calcio, il 10 posiziona la palla dove è avvenuto il fallo e cerca di calciarla oltre i pali di meta. Nel caso della touche, avviene la semplice rimessa laterale, ovvero quando un giocatore viene sollevato da terra dai compagni per afferrare la palla prima degli avversari che viene lanciata dritta, a metà tra le due squadra.

La mischia, simbolicamente l’atto più conosciuto del rugby, e la situazione in cui la palla ovale si trova tra sedici giocatori che spingono ognuno contro la squadra avversaria, con lo scopo di conquistare il pallone per l’appunto situato in mezzo. La squadra che avanza farà passare la palla sotto le gambe garantendosi la conquista.

Il pallone può essere calciato in vari modi, tra cui il ‘grubber’, il ‘drop’ e il ‘up and under’

Il primo è il calcio che mette in difficoltà la difesa degli avversari perché si muove raso terra, rendendo il rimbalzo non prevedibile. Il secondo è il calcio mirato ai pali e, sebbene possa essere calciato da tutta la squadra, di solito è affidato al numero 10. L’ultimo è un calcio a candela, o meglio, a pallonetto. Prevedibile e preciso, si rivela molto utile sia in difesa che in attacco.

La meta vale cinque punti mentre il calcio di punizione ne vale tre come i drop. Dopo ogni meta la squadra che ha segnato ha diritto ad un tiro con i piedi a partire dal punto in cui è partita l’azione di meta. Ogni calcio di punizione tirato a segno porta a casa due punti.

Vi abbiamo appena riassunto tutto il regolamento di gioco reperibile sul sito dell’Associazione Italiana del Rugby. Siamo sicuri che ora avrete le idee più chiare e che potrete apprezzare una partita senza sentirvi come un pinguino all’equatore e, perché no, appassionarvi al punto da sostenere la nostra Nazionale! Forza!