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3 milioni e mezzo di pendolari rischiano la paralisi dei loro treni

Treni obbligati a fermarsi in ogni stazione e che possono viaggiare al massimo a 50 chilometri all’ora sulle linee prive del sistema di protezione nella marcia, il Scmt. Una nuova circolare dell’Agenzia nazionale della sicurezza nelle ferrovie rischia di creare la paralisi nel servizio di trasporto utilizzato da oltre 3 milioni di pendolari.

TRENI A RISCHIO PARALISI

La tragedia dell’incidente ferroviario costato la vita a 23 persone in Puglia ha spinto il ministro Delrio a introdurre un decreto che ha riportato la gestione della sicurezza all’Ansf, l’agenzia nazionale. Una decisione giusta, rimarca un pezzo di Goffredo Buccini sul Corriere della Sera di oggi, che però potrebbe causare una vera e propria paralisi per milioni di pendolari. L’Ansf ha infatti inviato una nuova circolare che praticamente bloccherebbe, o renderebbe così lento da paralizzare, il traffico sulle linee ferroviarie sprovviste di Scmt, come lo era la tratta tra Andria dove si è verificato l’incidente.

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41 LINEE PER 3 MILIONI DI PENDOLARI BLOCCATI?

Come spiega il Corriere, la circolare riguarda tratte ferroviarie gestite prevalentemente da operatori regionali, come le Ferrovie Nord lombarde, le Fer emiliane, la Ferrotramviaria pugliese come le Ferrovie Sud Est.

41 linee per 12 gestori: un universo ferroviario claudicante che non rientra nei 17 mila chilometri d’avanguardia della Rfi con strutture di controllo invidiate in Europa. Qui parliamo dei parenti poveri, tratte su cui salgono ogni mattina tre milioni e mezzo di italiani.

La circolare impone 30 giorni di tempo agli operatori per adottare i nuovi provvedimenti per ridurre il rischio, ma sembra che le decisioni potrebbero essere ridiscusse. Come evidenzia Buccini, si rischia la beffa per milioni di pendolari che potrebbero fare prima ad andare a piedi.