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Pensioni, Renzi conferma Ape e quattordicesima: «Più soldi alle minime»

Nelle ultime ore, ieri sera in conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri e stamattina ai microfoni di Rtl 102.5, il premier Matteo Renzi è tornato a parlare di pensioni e di provvedimenti come l’ape, l’anticipo pensionistico che garantirà ai meno giovani un’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Renzi precisamente ha confermato l’intenzione di introdurre l’ape e garantire un aumento degli assegni minimi.

PENSIONI, RENZI: «SÌ AD APE E QUATTORDICESIMA PER LE MINIME»

Sulle pensioni – ha detto stamattina il capo del governo intervenendo alla radio – «le misure ci saranno e non dipendono dalla trattativa con Bruxelles. Ovviamente non saranno multimilionarie, ci saranno con la logica dei piccoli passi: in pensione si può andar prima accettando una piccola penalizzazione dello stipendio, le minime avranno una sorta di quattordicesima, riusciremo a dare qualche soldo in più». «Non è che viene rivoluzionato il quadro della Fornero – ha aggiunto Renzi – ma si permetterà qualche piccolo scivolo, qualche possibile anticipo. Le minime: oggi hanno una sorta di quattordicesima, riusciremo a dare qualche soldo in più a chi prende la minima, o comunque sta sotto, perché poi la minima intorno ai 750-800, qualcuno vorrebbe andare a 1000 euro di pensione, riusciremo a dare qualche soldo in più, perché è giusto. Perché abbiamo dato gli 80 euro alle forze dell’ordine, gli 80 euro per chi prende meno di 1.500 euro, abbiamo fatto interventi per il lavoro e per il mondo agricolo, è giusto anche dare una mano ai pensionati, piccola, per carità di Dio, senza spendere e spandere tutti i soldi che vorremmo. Queste misure ci saranno».

 

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PENSIONI, RENZI: «DA VERIFICARE IN PARLAMENTO LE CIFRE»

Ieri sera, invece, a termine del Cdm che ha approvato la nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza) il premier Renzi aveva già confermato che le misure sulle pensioni nella manovra «ci saranno, l’Ape ci sarà». «Le cifre – sono state le parole del premier in conferenza stampa rispondendo ad una domanda specifica – vengono decise dalla legge di bilancio, quindi a ottobre non oggi». «Anche se siamo grandi sostenitori della concertazione le leggi si fanno in Parlamento e non con i sindacati. Fa fede ciò che decide il Parlamento perché pare non ci sia stata nessuna svolta autoritaria nel frattempo…», aggiungeva poi Renzi scherzando. «Confermiamo – è stata la conclusione – che ci sarà un intervento sul tema dell’aiuto alle pensioni. Quanto grande sia sul 2017-18-19 lo verificheremo con la legge di bilancio e il lavoro parlamentare».

(Foto: ANSA / GIUSEPPE LAMI)