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Def, Renzi: «Nel 2017 giù il deficit e pil all’1%. Più soldi per la sanità»

Deficit ancora in calo, al livello più basso dal 2007. Crescita economica all’1%. Debito pubblico in discesa, anche se sostanzialmente è stabile, dal 132,8% al 132,2%. Sono questi alcuni dei dati forniti da Matteo Renzi in conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri che ha approvato la nota di aggiornamento al Def (il Documento di economia e finanza). «Il titolo, la sintesi, è – ha detto il premier -: il deficit va giù, il Pil va su, tutti e due con una traiettoria meno ampia di come avremmo voluto ma entrambi continuano ad andare nella giusta direzione». «Siamo stati superprudenti – ha spiegato il capo del governo -, con grandissima attenzione abbiamo dato numeri molto prudenti, spero e credo che saranno corretti al rialzo».

 

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DEF, RENZI: «DEBITO PUBBLICO DAL 132,8 AL 132,2»

«Noi partiamo da un quadro di deficit che era di 1,8% e che riteniamo alla luce delle circostanze emerse possa essere stimato al 2%», ha detto il presidente del Consiglio. Parlando dell’1,8% di deficit Renzi ha fatto riferimento al 2017. Con la riduzione del deficit «il debito di conseguenza scende, anche se sostanzialmente è stabile, dal 132,8% al 132,2%», ha affermato ancora il capo del governo sottolineando che, nonostante la percentuale sia in calo il debito rimane «sostanzialmente sullo stesso livello».

DEF, RENZI: «NEL 2017 PIL ALL’1%»

Per quanto riguarda poi la crescita economia, «stimiamo prudenzialmente – ha dichiarato ancora Renzi – lo 0,8% del Pil nel 2016: è acquisito lo 0,7% nel primo semestre. È la linea della prudenza». «Nel 2017 la crescita prevista è dell’1%. Continua una curva di crescita», ha sottolineato. Nella nota di aggiornamento al Def «mostriamo l’ennesimo miglioramento» del rapporto deficit/Pil, che era «al 3% nel ’14, al 2,6% ’15, del 2,4 nel 16 e del 2 nel 2017», dalla curva del deficit si vede che è «ai livelli più bassi dal 2007».

Il presidente del Consiglio in conferenza stampa a anche assicurato che andranno via le clausole salvaguardia, che le tasse non aumenteranno e che nella manovra finanziaria di fine anno vi saranno le misure per la competitività e il superammortamento. Nonché misure sulle pensioni, come il prestio per l’uscita anticipata dal mondo del lavoro.  «L’Ape ci sarà», ha detto Renzi.

DEF, RENZI: «0,4% DI DEFICIT PER IMMIGRAZIONE E SISMA»

«Il Def – ha spiegato il premier – misura delle circostanze eccezionali: coerentemente con le regole Ue le circostanze eccezionali sono quelle che uno Stato invoca in virtù di situazioni specifiche: ne abbiamo individuate due, la prima è quella della sisma, l’altra questione è l’immigrazione». Il governo dunque chiederà un margine. «Per queste chiederemo al Parlamento l’autorizzazione ad arrivare ad un massimo dello 0,4» di deficit. «Sull’immigrazione – ha detto ancora Renzi – abbiamo fatto gli hotspot, blindato le frontiere ma non avuto i ricollocamenti, salvo poche eccezioni, dall’Ue. L’Europa è gravemente in debito con l’Italia sui temi dell’immigrazione».

DEF, RENZI: «PIÚ SOLDI ALLA SANITÀ»

Renzi ha poi annunciato più fondi per la sanità. «Le spese sanitarie saranno maggiori rispetto al 2016. Metteremo più soldi sulla sanità», ha affermato il presidente del Consiglio spiegando che quanto ci sarà esattamente sul Fondo sanitario verrà reso noto «con la manovra» (con la legge di Stabilità).

DEF, PADOAN: «AVANTI CON LE PRIVATIZZAZIONI, MA NIENTE SVENDITE»

In conferenza stampa si è ancheparlato di privatizzazioni. Il ministro dell’Economia ha spiegato che continueranno, garantendo però che non si tratterà di svendite. «Il programma di privatizzazioni va avanti, è stato rallentato per la volatilità particolarmente elevata quest’anno dei mercati finanziari. Non stiamo con l’acqua alla gola, non vogliamo svendere», ha detto Pier Carlo Padoan. «Abbiamo un sentiero che continuerà nel 2017». «Sarebbe da irresponsabili mettere sul mercato seconde tranche», gli ha dato manforte Renzi. «Non svendiamo niente perché non abbiamo nulla da svendere», ha dichiarato il premier.

(Foto di copertina: ANSA / GIUSEPPE LAMI)