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Il Movimento 5 stelle e la grande caciara attorno a Virginia Raggi. Grillo invita gli ortodossi al silenzio

Beppe Grillo ci ha provato. Lo ha fatto a Palermo, facendo salire sul palco parlamentari da tempo tenuti lontani dalle luci della ribalta. Ha mantenuto la calma, evitando selfie con Virginia Raggi ma sostenendo la sindaca quando, davanti a mezza Italia, doveva dire no a Roma 2024. Lo ha ribadito pure dal palco di Italia 5 stelle: «Le Olimpiadi una volta fermavano le guerre ora le accendono tra noi». E invece no. La guerra, dentro il Movimento 5 stelle, continua. E il leader è costretto a invitare tutti al silenzio. Pubblicamente, su Twitter:

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IL NO DI SALVATORE TUTINO, RAGGI E LA REAZIONE DI GRILLO

Salvatore Tutino, consigliere della Corte dei conti si fa da parte per il ruolo di assessore al bilancio del comune di Roma. Ha detto no, duramente, puntando il dito contro quelle accuse grilline che da giorni riempiono i giornali. In primis quelle di Roberto Fico che, in piena kermesse sicula, invitava la sindaca riflettere sulle interrogazioni parlamentari, rilanciate da Di Battista e da Ruocco. «Ringrazio di cuore tutti i portavoce M5S che non faranno nè dichiarazioni nè interviste su Roma nei prossimi giorni. Grazie di cuore a tutti», ha twittato il leader. Un invito al silenzio stampa nei giorni in cui si vota un regolamento nuovo che permette più poteri al genovese«Tutino era tra le persone che abbiamo visto – ha spiegato poi Raggi – tra i possibili candidati. A breve avrete un nome».  Il no del magistrato ha segnato la vittoria degli ortodossi su Virginia. Un fronte che il leader vuole calmare. Il tweet di Grillo ha raccolto consensi tra i vari portavoce. «Grande», gli ha replicato il deputato Giuseppe Brescia. «Ottima mossa», ha aggiunto il consigliere regionale Davide Barillari. La mossa di Grillo premia il fronte dialogante, quello che, capitanato da Di Maio, osserva in modo severo le uscite anti-Raggi sui giornali. L’obiettivo è uscire dalla palude Campidoglio. Con le dita puntate sulla neoeletta le cose rischiano di complicarsi.