SILVIO BERLUSCONI 80 ANNI
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Gli 80 anni di Silvio Berlusconi | FOTO

SILVIO BERLUSCONI 80 ANNI

Fosse per Silvio Berlusconi, c’è da giurarci, l’idea di un’uscita di scena non verrebbe mai presa in considerazione. Eppure, nel giorno in cui il Cav compie 80 anni, c’è già chi evoca il tempo dei bilanci. «Ho sempre vissuto come se avessi 40 anni, perché così mi sentivo: pieno di curiosità, di voglia di fare. Poi, improvvisa, è arrivata la malattia. Ed è arrivata forte la consapevolezza che sono un uomo di ottant’anni», ha ammesso lo stesso presidente di Forza Italia in un’intervista esclusiva a “Chi”. Quasi una prima volta per un leader da sempre ossessionato dal “culto” del corpo, immortale, manipolato tra lifting, diete, trapianti di capelli, un’icona del mito della giovinezza. Eppure le parole del Cav non sono ancora un segno di resa. Né lasciano presagire quel ritiro dalla politica mormorato nei giorni dell’operazione, tra le faide di partito e le ambizioni di successione.

GLI 80 ANNI DI SILVIO BERLUSCONI: UNA CARRIERA IN 80 SCATTI

SILVIO BERLUSCONI 80 ANNI. E INCONTRA SALVINI E MELONI A MILANO

Certo, Berlusconi è ancora in fase di riabilitazione. Volerà anche a New York per un ultimo consulto medico subito dopo il compleanno. Una festa con poca politica, in famiglia, senza gli sfarzi di un tempo. Ma il disimpegno politico non è ancora in agenda. Non è un caso che il leader di Forza Italia abbia anche incontrato gli “alleati” Meloni e Salvini in un vertice a Milano, per concordare una strategia congiunta nella campagna del “No” al referendum costituzionale 2016. Un modo simbolico per mostrare in pubblico di essere ancora “in campo”. Quanto per avvertire gli “alleati” rampanti: dovranno ancora fare i conti con lui. E allontanare al tempo stesso quelle accuse e quei fantasmi di un suo “no” soft nel passaggio cruciale della legislatura, nel voto decisivo del 4 dicembre.

SILVIO BERLUSCONI 80 ANNI. MA IL DISIMPEGNO PUÒ ATTENDERE

Certo, per ora il Cav non si sbilancia. Da una parte ha lanciato e poi “congelato” Stefano Parisi, il manager al quale aveva affidato il compito di resettare FI, subito osteggiato dai vecchi colonnelli del partito. Dall’altra cerca di ricucire i rapporti con Lega e Fdi, dopo la faida delle ultime Comunali, ospitati nella residenza milanese. Escludendo dopo le urne «qualsiasi sostegno parlamentare» a Renzi. Tradotto, nessun salvagente azzurro. In realtà, per il Cav non è ancora il tempo di decidere, in attesa del verdetto del referendum. «Aspetterei a giudicarlo come uomo del passato perché ha più vite di un gatto e questo gli fa onore», ha affermato lo stesso Matteo Renzi sul suo conto. Ma se il premier rievoca (ancora) le sue vecchie battaglie, compresa la promessa utopica del Ponte sullo stretto di Messina, Berlusconi aspetta, tattico. Prende tempo. Convinto che, al di là del verdetto, il premier potrebbe ancora aver bisogno di lui, anche in caso di vittoria dei sì. Perché è chiaro che le urne saranno uno spartiacque, riscriveranno scenari e posizioni. E quell’Italicum assaltato da mezzo Parlamento e così perfetto per i 5 Stelle, al di là dei governi di scopo ora negati dal centrodestra, dovrà comunque essere cambiato. No, non è ancora l’ora del tramonto per Silvio Berlusconi. Con in mente, come sempre, un’unica ossessione: l’inseguita riabilitazione politica. Aspettando i tempi (ancora biblici) del ricorso di Strasburgo.