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Michael Phelps da Fazio: «Io, affamato da bambino, con la voglia matta di non perdere»

MICHAEL PHELPS FABIO FAZIO CHE TEMPO CHE FA

«No basta, basta. È finita. Nel 2012 ero un po’ arrivato ad un punto… non volevo più. Dopo la pausa ho ritrovato la mia passione, che non ero più sicuro di avere. Mi sono ritrovato e una volta ritrovato mi sono detto: dai, facciamolo un altra volta, arriviamo dove voglio davvero arrivare». È quanto dichiarato stasera in tv da Michael Phelps, il più grande nuotatore della storia, vincitore di 28 medaglie d’oro in quattro edizioni delle Olimpiadi, ospite su Raitre della trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa. parlando della sua carriera, il campione statunitense ha confermato l’addio e raccontato di essere pronto ad occuparsi d’altro. «Ho anche cose in mente. Voglio occuparmi della mia fondazione, insegnare. Se mi metti con i bambini mi ritrovo». Su suo figlio: «È entusiasmente vederlo crescere giorno per giorno è un’esperienza bellissima. Quando va a scuola magari porto un paio di medaglie così vedono cosa faceva il babbo».

 

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Raccontando la sua storia Michael Phelps ha spiegato che parte del merito del successo va alla madre. «Mia madre ci ha messi in acqua perché voleva che imparassimo a nuotare senza pericoli. Poi il mio allenatore mi ha detto: vai, ce la puoi fare, in quattro anni». «Saper nuotare è molto importante per tutti, essere sicuri in acqua. Naturalemnte devo ringraziare la mamma che mi ha messo in acqua per questo motivo», ha detto Phelps. «Quando mi ritrovavo in acqua mi sentivo a casa, mi rilassavo, mi sentivo bene. L’acqua è un posto, anche oggi, come se fosse zen per me. Da Rio ho notato ancora un paio di volte, e sono stati i migliori allenamenti, perché non ho parlato con nessuno, nessuno ha parlato con me. Silenzio totale, cervello libero. Arrivare dove sono adesso… è un sogno che si è avverato».

 

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Michael Phelps emozionato a ‘Che tempo che fa’ (Immagine da video di Raitre)

 

MICHAEL PHELPS: «DA BAMBINO AVEVO UNA VOGLIA PAZZESCA DI NON PERDERE»

Sulla ripetitività degli allenamenti, poi: «La ripetizione ti permette di imparare meglio. Da bambino è come se fossi davvero affamato, avevo desiderio pazzesco di non perdere. Questa l’ho avuta sempre, da bambino. Mi ha sempre entusiasmato cercare di superare anche quelli che erano anche due anni più grandi di me. Mi chiedono come faccio a fare quello o quello: io non lo so, mi hanno sempre detto di farlo e o l’ho fatto. Credo che per fare bene un movimento lo devi fare almeno 10mila volte».

Phelps si è anche emozionato guardando alcune immagini delle vittorie ottenute in carriera. «Queste immagini mi ricordano un sacco di cose che ho fatto tempo fa. Mi fa pensare al passato, alla carriera, so quanto ho lavorato, quanto impegno ho dovuto metterci per finire la carriera così», ha detto ad inizio trasmissione.  Qualche battuta anche sulla sua dieta da circa 10mila calorie al giorno. «Quando ero piccolo, fino ai 14, 15, 16 anni – ha raccontato il campione americano – per me era un problma mantenere il peso, dovevo davvero mangiare continuamente senza fermarmi. In tutta la mia carriera quello è sempre stato il punto focale. Oggi, grazie al cielo, non mangio più così tanto. Quando non ti alleni non può mangiare così tanto, ingrassi a vista d’occhio. Ora sto cercando di mantenermi in linea».

(Immagine di copertina da video Rai)