Bari, insultano un disabile e postano video su Facebook: ventenni a processo

disabile insultato

La vittima dell'aggressione ha 63 anni. È stato preso di mira con offese e sputi

Aver offeso e insultato un disabile di 63 anni. È l’accusa dalla quale devono difendersi due ventenni di Bari, per i quali la procura del capoluogo pugliese ha disposto il processo. I fatti risalgono a due anni fa. La vittima dell’aggressione è un portatore di handicap affetto da gravi patologie. Gli aggressori invece cinque giovani, tre dei quali non sono stati identificati. Le indagini si sono svolte anche grazie al video delle violenze postato su Facebook dagli stessi aggressori. Lo racconta oggi Gabriella De Matteis su Repubblica Bari:

La storia risale all’estate di due anni fa e arriva da un quartiere periferico del capoluogo pugliese. La vittima è un portatore di handicap, affetto da gravi patologie, come frequenti perdite di memoria e da una menomazione fisica. E’ lui che il branco, composto da ragazzi di buona famiglia, decidono di prendere di mira. Il disabile è nel suo quartiere, in una zona molto frequentata, quando per strada incontra i suoi aggressori.
Per più di due mesi, da giugno all’inizio di agosto, diventa il bersaglio dei cinque ventenni. Viene preso in giro per strada, deriso, insultato. Tra i cinque componenti del branco c’è chi anche gli sputa contro. Aggressioni frequenti, continue che avvengono anche dinanzi ad affollate attività commerciali. «Un disegno criminoso» quello del gruppo di bulli che culmina nella decisione di postare un video delle offese e degli insulti rivolti al portatore di handicap.

 

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DISABILE INSULTATO, DENUNCIA PRESENTATA DAL FIGLIO

Ad accorgersi degli insulti e a presentare la denuncia che ha fatto scattare le indagini è stato il figlio del disabile. I due ragazzi (su cinque componenti del branco) identificati dalla polizia provengono da contesti familiari normali e non hanno mai avuto problemi con la giustizia. Hanno 18 e 20 anni. Secondo l’accusa hanno «recato disturbo e molestie per petulanza o per biasimevoli motivi».

(Foto di copertina da archivio Ansa)

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