Giulia Di Sabatino e quelle foto sul cellulare: spunta una inchiesta bis sulla morte della ragazza di Tortoreto

giulia di sabatino

La giovane, di 19 anni, morì cadendo da un cavalcavia della A14, un anno fa. I genitori non hanno mai creduto al suicidio: «Aveva voglia di vivere». Aperti due fascicoli: il secondo per pedopornografia

Mamma Meri Koci e papà Luciano non hanno mai creduto al suicidio. Non hanno mai pensato che la loro Giulia Di Sabatino, 19 anni, avesse voluto farla finita, gettandosi dal cavalcavia dell’autostrada A14, nel territorio di Mosciano Sant’Angelo la notte del 31 agosto 2015. A un anno dalla morte della giovane e con un fascicolo già aperto per istigazione al suicidio spunta una nuova inchiesta: stavolta per pedopornografia. Sul cellulare della ragazza, e in particolare dalle telefonate in entrata, i tecnici hanno accertato la presenza di foto osè di giovanissime.

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La notizia è riportata dal quotidiano Il Centro:

La procura teramana (il pm titolare del caso è Davide Rosati) ha inviato gli atti alla distrettuale dell’Aquila (competente per questo genere di reati) che ha aperto il fascicolo iscrivendo un indagato che è l’uomo dal cui telefono sono arrivate le foto sull’apparecchio della ragazza. Si tratta di un nome diverso dai due iscritti nel fascicolo per istigazione al suicidio: il 41enne che la sera del 31 agosto diede un passaggio in scooter per un tratto di strada alla 19enne incontrata lungo la strada che da Tortoreto Paese porta al Salinello, vicino al bowling, e il ragazzo di 25 anni che con la sua Panda rossa l’accompagnò vicino al cavalcavia e che quella sera ebbe un rapporto sessuale con lei.

La notte del 31 agosto 2015 il corpo della ragazza, che il 1° settembre avrebbe compiuto 19 anni, venne straziato sull’asfalto dell’A14. Due gli indagati per istigazione al suicidio, ma i genitori continuano a chiedere una verità che sembra ancora lontana
L’avvocato Antonio Di Gaspare, legale dei genitori della ragazza dice: «Alla luce di queste novità emerse sia io sia i familiari rinnoviamo i tanti appelli fatti affinchè coloro che sono entrati in contatto con questa persona dicano quello che sanno per fare chiarezza su quanto accaduto quella sera. Ma ci teniamo a ribadire, proprio in considerazione dell’apertura della nuova inchiesta, che le nostre richieste di chiarimento non si fondavano sul nulla». La tragedia si verificò nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre del 2015, giorno in cui Giulia avrebbe compiuto 19 anni. Mamma Meri Koci e papà Luciano un anno attendono risposte. Al suicidio della figlia non credono: sono convinti che Giulia sia stata uccisa. «Nostra figlia non aveva nessuna fretta di morire, aveva voglia di vivere e voleva andare a Londra. Noi lotteremo fino alla fine per darle giustizia»

Il caso è apparso più volte nella trasmissione Chi l’ha visto. I genitori di Giulia sono sempre stati sicuri. C’è altro che deve emergere: «Ci sono persone che sanno qualcosa di quella sera e che non parlano». Un testimone ha raccontato di aver visto la ragazza su quel cavalcavia la dannata sera. Non era sola. Con lei c’era una Panda Rossa e un uomo in sua compagnia. Sembrava stesse discutendo secondo quanto ha riferito il testimone. Poi la ragazza sarebbe caduta e il suo corpo è stato dilaniato dalle macchine che passavano nel tratto di autostrada. Il ragazzo della panda rossa ha parlato solo mesi dopo la morte della giovane. Troppi punti rimangono oscuri e ora la procura segue entrambe le inchieste.

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