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Termosifoni con valvole termostatiche, scadenza a dicembre: multe fino a 2.500 euro

Sanzioni da 500 a 2.500 euro in base alle disposizioni delle diverse Regioni. È quanto si rischia in caso di mancata installazione nei condomini con riscaldamento centralizzato delle valvole termostatiche con i contabilizzatori di calore. La scadenza, 31 dicembre 2016, è stata fissata dal decreto legislativo n. 2012 del 4 luglio 2014 (che attua la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica) ed è stata in seguito confermata, nel senso che non ci sarà quindi alcuna proroga, ma molti condomini, sperando in uno slittamento del termine, non hanno ancora provveduto a mettersi in regola. Dovranno farlo quanto prima.

 

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TERMOSIFONI CON VALVOLE TERMOSTATICHE, NORMA

All’articolo 9 del decreto 102 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 luglio 2014) si legge:

«Nei condomini e negli edifici polifunzionali riforniti da una fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata o da una rete di teleriscaldamento o da un sistema di fornitura centralizzato che alimenta una pluralità di edifici, è obbligatoria l’installazione entro il 31 dicembre 2016 da parte delle imprese di fornitura del servizio di contatori individuali per misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità immobiliare, nella misura in cui sia tecnicamente possibile, efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali. L’efficienza in termini di costi può essere valutata con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459. Eventuali casi di impossibilità tecnica alla installazione dei suddetti sistemi di contabilizzazione devono essere riportati in apposita relazione tecnica del progettista o del tecnico abilitato».

TERMOSIFONI CON VALVOLE TERMOSTATICHE, SPESA ELEVATA

I costi per adeguare i termosifoni alla normativa non sono irrisori. Per installare le valvole termostatiche («contatori individuali per misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità immobiliare»), come spiega Sandra Riccio sulla Stampa, le famiglie potrebbero trovarsi a dover sborsare anche più di mille euro:

La cifra complessiva da tirare fuori può superare i mille euro a famiglia. Per ammortizzarla ci vorranno dai cinque ai sei anni (sono previste comunque detrazioni). Per ogni calorifero si devono pagare dai 70 ai 100 euro ma si arriva anche a picchi di 200 euro ad apparecchio. Le tariffe variano a seconda delle città e in base al tipo di condominio e di impianto. La corsa dell’ultimo minuto dei tanti ritardatari sta facendo salire i prezzi. Chi opera in questo settore racconta di un boom di richieste di intervento in queste ultime settimane, di materiali che scarseggiano e rialzi dei prezzi.

TERMOSIFONI CON VALVOLE TERMOSTATICHE, DUBBI

Non mancano le critiche al provvedimento. A sollevarle alcuni esperti della materia e associazioni di consumatori. Laurent Socal, consulente di Confconsumatori, citato ancora dalla Stampa, evidenzia che il risparmio sui costi di riscaldamento è quantificabile intorno al 20% e che d’ora in poi si pagherà in base al consumo effettivo e non ai millesimi di casa. Angelo De Nicola, vicepresidente nazionale dell’Uppi, sindacato dei piccoli proprietari di casa, sottiene che alcuni appartamenti a contatto con il terreno si troveranno con un conteggio dei consumi che sarà più alto rispetto al passato e che oltre alla spesa iniziale dovrà essere pagata una società per i conteggi. Ma non solo. In un condominio con appartamenti non occupati, alcune famiglie potrebbero ritrovarsi con spese più alte del normale per accollarsi le dispersioni del palazzo. Questo potrebbe far aumentare liti e contenziosi tra i proprietari.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit: Bernard Weil / The Toronto Star / ZUMA Wire)