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Le lacrime di rabbia di Virginia Raggi: «Se non mi difendi, Beppe, mi dimetto»

Virginia Raggi è stata sul punto di dimettersi. Lo scrivono diversi giornali, tra cui il Corriere della Sera e il Messaggero, che raccontano la furibonda telefonata del sindaco di Roma a Beppe Grillo per chiedere una difesa dall’attacco feroce di Roberta Lombardi. L’ennesimo esempio, il più clamoroso, della lotta delle donne M5S contro Virginia Raggi, diventata il volto simbolo del Movimento insieme a Di Maio e Di Battista.

VIRGINIA RAGGI E LE LACRIME CON BEPPE GRILLO

Virginia Raggi ha vissuto ore di grande tensione nella giornata di ieri. Il sindaco di Roma è stata colpita da un post durissimo di Roberta Lombardi, la storica prima presidente dei deputati M5S, che accusava il suo fedelissimo Raffaele Marra di essere un virus che ha infettato il corpo sano del Movimento. Un attacco così violento che ha spinto Virginia Raggi a una drammatica telefonata con Beppe Grillo. Urla, sentite dai funzionari del Campidoglio, che avrebbero spinto il fondatore a pubblicare il post in sua difesa. Grillo ha rimarcato come M5S stia con Virginia Raggi, con un caveat rilevante. Il sindaco deve rispettare il programma.

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VIRGINIA RAGGI E LA LOTTA DELLE DONNE M5S

Nella telefonata, particolarmente tesa, Virginia Raggi avrebbe anche minacciato di far da sola sulle Olimpiadi, un punto su cui Beppe Grillo non è più disposto a trattare. Sul Corriere Ernesto Menicucci racconta come il sindaco abbia almeno 6 consiglieri comunali disposti a seguirla sul sì ai Giochi, una posizione che però equivarrebbe all’uscita dal M5S. Al Campidoglio i fedeli a Roberta Lombardi sono una decina, e Jacopo Iacoboni racconta su La Stampa come l’ex capogruppo pentastellata sia, insieme a Carla Ruocco e Paola Taverna, il volto più noto del M5S a contrastare Raggi. Il sindaco di Roma è attaccata da una fronda femminile che però non avere una vera strategia politica alternativa se non contrastare Virginia Raggi, e in parte Luigi Di Maio che aveva scommesso su di lei.