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Tiziana Cantone, parla la zia: «Se avete un cuore lasciateci in pace»

Tiziana Cantone si è uccisa a 31 anni dopo aver subito la gogna in rete per la diffusione di alcuni filmati privati che la ritraevano in compagnia di un altro uomo. La zia della ragazza si sfoga su Il Mattino: «Se avete un po’ di umanità lasciateci in pace, non fate come internet».

«Al web non si sfugge», si sfoga un vicino di casa. Tiziana, nei suoi fragili 31 anni vissuti tra Mugnano e Casalnuovo, non ha avuto scampo: insultata e perseguitata in ogni angolo della sua vita, del lavoro e della coscienza. Il web, prima esaltato come simbolo di nuova libertà, è finito per diventare strumento di schiavitù.
Ecco che cosa aveva scritto un sitodigossip:«È diventata una celebrità dopo il famoso video degli amanti napoletani…Non si sa precisamente che fine abbia fatto, se sia realmente fuggita in Germania oppure se stia pianificando il suo lancio
nel mondo a luci rosse e se questa sia appunto solo una trovata pubblicitaria. Che fine ha fatto il fidanzato cornuto…». Non era una schiavitù quella di Tiziana quando, coperta da insulti e frasi spinte, doveva lasciare il bar del porto a Napoli dove lo zio le aveva offerto un lavoro per trascinarla fuori dal vortice in cui era caduta? Non era una schiavitù quando su whatsapp,facebook e via mail anche i conoscenti con morbosità si passavano presunte foto hard? Per questo, quando la zia
implora pietà, c’è da comprendere tutta la sofferenza vissuta dalla famiglia in questo interminabile anno:
«Se avete un pezzo di cuore lasciateci in pace, non assediate anche voi questa casa dove una ragazza si è
tragicamente tolta la vita». Sul marciapiedi davanti alla villetta alla periferia di Mugnano piangono due amici. Si disperano gli altri familiari, per una vita spezzata e difficile come quella di Tiziana: non aveva avuto un papà vicino a crescerla, guidarla e coccolarla. La mamma, dipendente del Comune di Casalnuovo, piegata dalla vergogna era stata costretta a presentare
certificati medici per paura di essere presa di mira sul luogo di lavoro.

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Si sfoga sul Corriere una sua amica: «Era finita in questo schifo e si sentiva impotente».

«Non posso credere che sia successo veramente». Teresa Petrosino, amica di Tiziana Cantone, è scioccata. «Non ci conoscevamo da molto — racconta —, però nei mesi scorsi mi aveva confidato di essere davvero distrutta». Teresa parla di Tiziana Cantone come di una ragazza dolce e molto sensibile.
«È finita in questo schifo senza poter fare nulla. Quei video hanno cambiato per sempre la sua vita. L’ultima volta che l’ho incontrata mi era sembrato però che stesse un po’ meglio. Mi aveva parlato della sua voglia di gettarsi tutto alle spalle, di chiudere con il passato». Ma quel proposito non è riuscito a portarlo avanti, e Teresa vorrebbe adesso vedere in faccia quelli che hanno insultato la sua amica: «Mi chiedo come si possa essere così feroci, come sia possibile accanirsi contro una ragazza che non ha fatto nulla di male. Quei video sono stati un errore? Ma per favore. Se andassimo a cercare nei cellulari degli stessi che le hanno gettato la croce addosso sono certa che troveremmo molto di peggio. Credo che a vergognarsi dovrebbero essere tutti quelli che hanno riempito il web di insulti e che di nascosto intanto guardavano le immagini».