Michele Giarrusso complotto Renzi Carrai
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Michele Giarrusso: “Dietro i problemi di Virginia Raggi a Roma, la regia di Renzi e Carrai”

MICHELE GIARRUSSO COMPLOTTO RENZI E CARRAI –

Michele Giarrusso, elemento di peso, in tutti i sensi, del Movimento 5 stelle, su Libero Quotidiano la spara grossa. In una lunga intervista ad Andrea Tempestini, infatti, in cui rimpiange il pur lontano da lui Gianroberto Casaleggio – “in un momento questo la sua esperienza manca a tutto il Movimento: la barra la sapeva tenere” – e difende Virginia Raggi, disegna un quadro inquietante. Neanche a dirlo c’entra il “gombloddo”, ma non è quello “per farci vincere” di Paola Taverna. Questo è più classico, coinvolge ovviamente il premier Matteo Renzi e quel “suo amico a capo dei servizi…”. Ovvero Marco Carrai.

Non siamo perfetti. Gli errori servono a prendere le misure: impariamo, rimoduliamo. Di sicuro contro di noi c’è una reazione violentissima di Mafia Capitale, che ha messo in campo tutti i cannoni mediatici a sua disposizione. Stanno montando una vicenda che ha la consistenza del nulla.

Insomma, dietro c’è una “manina”…
Scusi, francamente… pensi al fatto della e-mail (quella spedita da Paolo Taverna a Di Maio per comunicare che la Muraro era indagata, ndr), agli sms, alle conversazioni private: è finito tutto sui giornali. Una puntualità sospetta, che mi spinge a pensare che dietro ci sia una regia. Parliamoci chiaro: qui c’è in ballo Roma, la possibile vittoria alle elezioni, il governo del paese.

Regia di…?
Ci sono tanti e tali di quegli apparati… non ultima la manovra di Renzi per mettere un suo amico a capo dei servizi…

Marco Carrai.
… proprio per fare spionaggio informatico. Non escluderei che dietro a questa puntualità ci sia una regia che non ha nulla a che fare con fonti interne al Movimento

Quando la Taverna, prima del voto, disse che “c’è un complotto per farci vincere a Roma” le risero dietro. Mi sta dicendo che era una mezza verità?
Paola è vorace (speriamo in un refuso, e che volesse dire verace – ndr) e spontanea, ma dietro a quella maschera nasconde una capacità di analisi molto rapida, coglie i punti: lei, che è addentro alla palude romana, potrebbe aver intercettato prima degli altri qualche segnale. Quella frase è stata profetica.

Ora, per completezza di informazione, vi diciamo che questo signore catanese è un Senatore della Repubblica. E che non troppo tempo fa ha dichiarato a “La Zanzara” che “Renzi andrebbe impiccato”.