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Beppe Grillo vuole azzerare il direttorio

Uno vale uno. O meglio anziché cinque meglio nessuno. Il leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo sarebbe pronto ad azzerare il direttorio. Lo spiega Buzzi sul Corriere della Sera che parla di un concreto reset su Di Maio e compagnia.

Dieci cose sulla doppia morale all’italiana della nuova politica del M5S

Inizialmente si era valutata l’idea di ritirare le deleghe principali (enti locali e meet up) a Luigi Di Maio, Roberto Fico e Alessandro Di Battista, ma l’opzione sarebbe sembrata ai vertici aleatoria, insufficiente per ricompattare i cinque deputati, finiti anche nel mirino dei senatori.

Oltretutto ci sarebbe un altro (doppio) nodo: si vorrebbe creare una rete più capillare per gestire i rapporti con gli enti locali e aumentare il numero di persone coinvolte nella gestione del M5S. Grillo, in sostanza, chiede una scossa, quel «bagno di umiltà» evocato anche da alcuni esponenti della prima ora. Il progetto è quello di azzerare la struttura per dare vita a una nuova organizzazione e a una nuova fase (non è ancora chiaro se i parlamentari si dimetteranno dal loro ruolo, come sembra più probabile, o se il garante interverrà in qualche modo). Le valutazioni su quello che sarà il Movimento post direttorio sono ancora allo studio, ma — visti anche i cambiamenti allo statuto che si stanno ultimando in questi giorni — è chiaro come i pentastellati abbiano tempi stretti.
L’idea di dare una risposta forte per ricompattarsi e l’esigenza di avere un quadro chiaro prima della kermesse di Italia 5 Stelle in programma tra meno di due settimane a Palermo fa sì, gioco forza, che quella che inizia oggi sia una settimana
decisiva per sancire i nuovi equilibri.