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I passeggeri dello scontro dei treni in Puglia devono presentare il biglietto per esser risarciti

Per esser risarciti dalla strage di Andria occorre avere il biglietto del treno di quella dannata corsa che ha portato alla morte di 20 persone nello scontro tra i treni in Puglia. Compare nero su bianco tra i requisiti per il risarcimento sulla linea della Ferrotramviaria. I parenti delle vittime e chi quel giorno ha vissuto quell’inferno devono mostrare (anche) il ticket che dimostri la loro presenza su quel convoglio. Del caso, che suscita polemiche, ne parla Repubblica:

Il primo a ricevere le lettera dell’agenzia di assicurazioni con la richiesta di esibire, per un eventuale risarcimento,
il biglietto del treno è stato Raffaele Di Ciommo. Il 21enne di Corato è arrivato all’ospedale di Andria dopo lo scontro dei treni del 12 luglio scorso senza muovere né le gambe né le braccia. «Sono rimasto allibito. Avevo chiesto un anticipo per sostenere le spese della riabilitazione» dice il giovane, «disgustato» come altri superstiti e familiari delle vittime che hanno sollevato il caso. A quasi due mesi dall’incidente sulla linea della Ferrotramviaria Andria-Corato che causò la morte di 23 persone e il ferimento di altre 50, fa discutere il lungo protocollo di documenti che bisogna presentare all’agenzia di assicurazioni Spada spa per ottenere il risarcimento danni. Tra questi, oltre a verbale di accesso e uscita dal pronto soccorso, cartella clinica dell’infortunato, stato di famiglia e occupazionale, eventuale copia di intervento di polizia o carabinieri e altre carte, c’è persino la richiesta di presentare il titolo di viaggio di quella maledetta corsa del 12 luglio sul binario unico.
«È assurdo, figuriamoci se in quei momenti drammatici uno pensa al biglietto. Io sono certo che quando c’è stato lo
scontro lo avevo in mano. Valentina (un’altra superstite ndr) invece ricorda che lo teneva sul tavolino» dice Raffaele.

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Perché questa richiesta? L’agenzia di assicurazioni, alla quale la Ferrotramviaria ha dato l’incarico, ridimensiona la polemica.

«La presentazione del titolo di viaggio — precisa Michele Spada — non è e non può assolutamente essere considerata come conditio sine qua non per accedere al risarcimento. I passeggeri che non hanno conservato il biglietto oppure lo hanno (comprensibilmente) smarrito in seguito all’incidente, non vedranno rifiutata la loro richiesta di risarcimento per tale motivo».

Spada spiega che il criterio seguito dall’agenzia è tutelare chi effettivamente stava su quei treni. Questo perché nei giorni successivi all’incidente alcune persone che non erano sui convogli si sono recate in ospedale per farsi refertare ferite, dichiarando di esser stati sui treni della Andria-Corato.

(foto copertina Ansa)