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Muraro indagata, Di Maio inchiodato dai messaggi: sapeva tutto dal 4 agosto

Che l’assessora all’Ambiente del Comune di Roma Paola Muraro fosse indagata Luigi Di Maio ne era a conoscenza già il 4 agosto scorso. A rivelarlo è oggi la ricostruzione di Repubblica, che ha pubblicato anche il testo di alcuni messaggi ricevuti dal vicepresidente della Camera, inviati da due membri del mini-direttorio romano del M5S, Paola Taverna, senatrice, e Fabio Massimo Castaldo, europarlamentare. Scrivono Gianluca Di Feo e Stefano Cappellini:

Rispondendo a un suo messaggio, Paola Taverna gli scrive che dalla procura è arrivato il documento sulla posizione della Muraro. “E’ pulito o no?”, chiede il deputato. E ottiene immediatamente risposta: “Non è pulito”. Nella stessa data Di Maio ottiene un quadro più preciso. Glielo trasmette l’altro membro del direttorio romano Fabio Massimo Castaldo, l’eurodeputato con doppia laurea in legge: il reato contestato dai pm alla Muraro è la “fattispecie di cui al comma 4 dell’articolo 256 del Testo unico sull’Ambiente”.

 

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 MURARO INDAGATA, MESSAGGI DI CASTALDO E TAVERNA A DI MAIO

Il comma citato, come viene specificato nel messaggio inviato a Di Maio, riguarda l’«inosservanza delle prescrizioni o la carenza dei requisiti previsti per legge da parte del gestore» degli impianti per il trattamento dei rifiuti. Il vicepresidente della Camera avrebbe anche riposto a Castaldo, chiedendogli di precisare se gli addebiti alla Muraro siano relativi alla gestione dello stabilimento Ama di Rocca Cencia o a quello del Salario. Precisazione che l’eurodeputato però non era in grado di fornire. Altre notizie sarebbero poi state ricevute da Di Maio il 5 agosto, dalla senatrice Taverna:

Il vertice dei M5S è stato ingannato da Di Maio, spingendolo a una difesa senza se e senza ma di Muraro? Il giorno dopo il deputato ottiene altre notizie. Sono quelle che gli aveva promesso Paola Taverna: una mail riassuntiva della situazione giudiziaria. Anche in questo caso, però, non sembra sia stata condivisa con il resto del direttorio. Che in quel 5 agosto con una nota ribadisce: “C’è estrema fiducia nei confronti dell’assessore Muraro e del lavoro che sta portando avanti. Gli attacchi politici che le stanno muovendo dimostrano che è la persona giusta al posto giusto per scardinare il sistema”.

Una difesa, quelle di Di Maio e dei vertici M5S a protezione della Muraro, che è continuata anche dopo che è emerso il fascicolo sull’assessora. Con il deputato che si è trincerato nel distinguo tra iscrizione sul registro degli indagati e avviso di garanzia.

(Foto: ANSA / DANIEL DAL ZENNARO)