Matteo Renzi porta port
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Renzi sul referendum: «Si voterà tra il 15 novembre e il 5 dicembre»

E’ un Matteo Renzi che è appena sbarcato dalla Cina quello che si presenta da Bruno Vespa a Porta a Porta, ma comunque piuttosto in forma, proto a disegnare davanti alle telecamere di quella che viene definita la “terza camera” la futura legge di bilancio. Interventi sulle pensioni, in favore dei dipendenti pubblici e delle Partite Iva non iscritte agli ordini professionali.

IL PIANO CASA ITALIA

E proprio dal Terremoto inizia l’intervista di Bruno Vespa a Matteo Renzi. Un evento che lo stesso premier ammette averlo molto colpito: «La prevenzione è la cosa che mi sta più a cuore, anche se come presidente del Consiglio sono sicuro non vedrò mai ultimato questo piano casa. Non litighiamo su questo, ma sul “progetto Casa Italia” facciamo un percorso rigorosamente insieme».

PENSIONI: VERSO QUATTORDICESIMA PER CHI GUADAGNA MENO

Parlando delle pensioni Renzi ricorda come dopo il bonus degli ottanta euro dato nel 2014,  e quello per i poliziotti, questa volta toccherà – nella legge di bilancio 2017 – ad un intervento sulle pensioni. Il presidente del Consiglio tende ad escludere un intervento in stile bonus 80 euro, facendo intendere che potrebbe essere ampliata la no tax area, oppure, più probabilmente, sulla cosiddetta quattordicesima. Intervento quest’ultimo che richiama quanto fatto dal governo Prodi. Un intervento per chi guadagna poco, per le pensioni minime insomma.

Renzi mette a fuoco i punti fondamentali della prossima legge di bilancio: «Due misure per le pensioni: un aiuto per chi guadagna meno e un’agevolazione per chi vuole andare in pensione un pochino prima. Magari – prosegue Renzi – ci si ritira tre anni prima, rinunciando ad un’inezia sull’assegno che si percepirà in futuro». Poi Renzi si rivolge alle partite iva che non sono iscritte agli ordini: «Nella legge di Stabilita’ verranno tagliati i contributi per le Partite Iva non iscritte agli ordini, una platea di 500 mila persone».

Infine, si torna sui dipendenti pubblici: «Da sette anni i dipendenti pubblici hanno il contratto bloccato. Lavoriamo perche’ nella legge di Stabilita’ sia sbloccato il loro adeguamento salariale”. Lo ha detto il premier Matteo»

REFERENDUM, RENZI E LA DATA

Infine si arriva al Referendum costituzionale . Renzi torna a ripetere il suo attuale mantra: «Non importa cosa farò dopo il referendum, non importa il mio futuro, quel che conta è il contenuto della riforma». Poi, dopo un aspro confronto con Padellaro, parla finalmente della data: «Si dovrebbe votare tra il 15 novembre e il 5 dicembre»