festa dell'unità roma 2016
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Festa dell’Unità Roma 2016: Renzi ci sarà?

FESTA DELL’UNITÀ ROMA 2016

Senza festa non so stare“, recita con orgoglio lo slogan della Festa dell’Unità di Roma 2016. Sembrava dovesse saltare, dopo il flop Pd alle Amministrative e il trionfo M5S targato Raggi. Ma si farà, soltanto rinviata: «E certi giornali ci rimarranno male», aveva rivendicato il presidente Matteo Orfini. Eppure la kermesse dem romana non sembra essere per tutti una priorità, programma degli ospiti alla mano. Almeno per Matteo Renzi, il cui rapporto con la Capitale è da sempre tutt’altro che idilliaco.

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FESTA DELL’UNITÀ ROMA 2016: RENZI NON IN PROGRAMMA. A MENO DI SORPRESE

In base al programma, sarà il presidente del Consiglio – ancora una volta – il grande assente della kermesse democratica della Capitale, in programma dall’1 al 19 settembre a Pietralata, al centro sportivo Fulvio Bernardini. Lì, in quelle periferie dove i democratici hanno pagato un’emorragia di consensi alle Comunali, decisiva per la sconfitta elettorale. E da dove ora i dem intendono ripartire: «Un dovere per un partito come il nostro andare nei luoghi dove le cose sono andate peggio», rilancia lo stesso commissario romano. Ma alla Festa dell’Unità romana la presenza del premier non c’è. Eppure fonti interne al PD assicurano che il premier, un po’ come è successo lo scorso anno, alla fine un blitz lo farà. «Non ci sarà? Vediamo», spiegano, precisando a Giornalettismo come il programma non sia ancora definitivo. Lo stesso ministro delle Riforme Maria Elena Boschi non è per ora tra gli ospiti previsti, ma, chiariscono sempre gli organizzatori,  «stiamo provando, in base ai rispettivi impegni». Alla fine il ministro Boschi potrebbe essere presente alla Festa l’ultima settimana.

INCOGNITA MATTEO RENZI ALLA FESTA DEL PD DI ROMA

Ma alla kermesse romana, l’ospite di pietra, l’assenza più rumorosa, rischia di essere ancora quella del presidente del Consiglio. Nonostante le rassicurazioni degli organizzatori – che assicurano un “passaggio” del premier – non sarebbe la prima volta che Renzi diserta la festa dell’Unità della Capitale. Già nell’edizione dello scorso anno, pochi mesi prima della fine dell’esperienza Marino con tanto di firme dal notaio, Matteo Renzi aveva scelto di “disertare” il comizio in programma. Si era presentato il giorno prima al Parco delle Valli, l’allora sede del tradizionale appuntamento del Pd capitolino, con un blitz inaspettato. Una passeggiata informale, senza preavviso, in seconda serata.

Accanto al premier, il braccio destro Luca Lotti, il senatore Stefano Esposito, lo stesso Orfini. Qualche selfie con i volontari della Festa, un botta e risposta con qualche militante, una partita a biliardino. Niente di più. E soprattutto nessun intervento. Nemmeno il giorno dopo, quando il comizio in programma fu annullato. «Troppi i timori di contestazioni», spiegò qualcuno dietro le quinte, tra il caos Mafia capitale e quello in Campidoglio, con i rapporti tra Renzi e il sindaco chirurgo già ai minimi termini. E poi il rischio di proteste dei movimenti per la casa e dei docenti contro la riforma della scuola. Meglio evitare. 

La passeggiata dello scorso anno resta per ora l’unica presenza del premier alla Festa romana. E chi tra i militanti dem puntava a un “Renzi day” alla Festa dell’Unità di Roma non può che sperare in un altro cambio di programma dell’ultima ora. Anche per spingere i “” al referendum costituzionale 2016. L’appuntamento di novembre che resta, al di là del cambio di tono di Palazzo Chigi, il passaggio cruciale della legislatura. Dal verdetto tutt’altro che scontato, di fronte alle stesse divisioni interne al Nazareno, con l’eterno rivale Massimo D’Alema che lavora al “battesimo” dei comitati della “Sinistra per il no”. E la minoranza di Bersani e Speranza ancora ambigua, che lega il sostegno al sì alle modifiche all’Italicum.

Aveva promesso “mille Leopolde” in giro per la penisola, Matteo Renzi, alla chiusura della classica kermesse fiorentina, nel 2015. Ma il rischio è che Roma finisca nel dimenticatoio, senza l’intervento del segretario del partito. Una (nuova) assenza che sarebbe un’eccezione nella storia del Pd, dato che in passato – da Walter Veltroni a Pier Luigi Bersani, passando per Guglielmo Epifani – i predecessori di Renzi alla segreteria del partito hanno sempre risposto presente all’appuntamento estivo del Pd capitolino. Di certo, il premier chiuderà la Festa nazionale del Pd a Catania domenica 11 settembre. Resta l’incognita capitale.

PROGRAMMA FESTA DELL’UNITÀ ROMA 2016

Al contrario, nel programma non mancheranno i big dem: dai capigruppo di Camera e Senato Ettore Rosato e Luigi Zanda, ai vicesegretari Lorenzo Guerini (14 settembre) e Deborah Serracchiani (10/9), al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti (8/9), fino ai leader della sinistra Pd. Pier Luigi Bersani, Roberto Speranza e Gianni Cuperlo sono tra gli ospiti (rispettivamente, l’11, il 13 e il 18 settembre). Ma l’evento più atteso si conosce già da giorni: lo scontro con vista referendum tra l’ex candidato dem al Campidoglio Roberto Giachetti e il Lìder Maximo D’Alema, in programma il 16 settembre alle 20.30. Ma ci saranno anche ministri – Madia, Pinotti, Gentiloni e non solo – parlamentari, lo stesso ex segretario Veltroni, pure l’evento con Sandro Donati per far luce sul “caso Schwazer“. In attesa di Renzi.